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    Home»Società»PANE AL PANE! VINO AL VINO!
    Società

    PANE AL PANE! VINO AL VINO!

    Carlo PantanellaDi Carlo PantanellaLuglio 20, 20231 VisualizzazioniLettura 5 min.
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    Foto di Alyssa Hurley su Unsplash
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    Cosa c’è di peggio dei luoghi comuni? Ogni mese mi impegnerò a sfatarne uno.

    Visto che sono il Critico Gastronomico del Sito, approfitto bassamente della conosciutissima espressione colloquiale che darà titolo alla mia futura rubrica.

    Luogo comune di luglio ’23:

    la violenza dei tempi moderni è arrivata a livelli inauditi

    FALSO !

    Nella società moderna la violenza è ai minimi storici.

    Nella preistoria un uomo che in una foresta avesse incontrato un altro uomo aveva soltanto due alternative: o era un amico oppure era uno sconosciuto, in questo secondo caso le alternative erano due: scappare per non essere ucciso o ucciderlo.

    Jared Diamond di Kenneth Zirkel – licenza CC BY-SA 4.0.

    Jared Diamond, un famoso antropologo che ha profondamente studiato le civiltà antiche anche prima della Storia, afferma che nel 5000 a.C. gli uomini hanno cominciato a prendere in considerazione l’ipotesi di non uccidere uno sconosciuto.

    Nel periodo della caccia e della raccolta, una qualsiasi persona che non appartenesse alla propria “banda” (classificazione di Service) era un concorrente nell’accesso alle risorse alimentari.

    La guerra, almeno fino alla Seconda guerra mondiale, era un’attività del tutto consueta per gli uomini, anzi essere un combattente era un valore sociale premiante.

    I film hanno creato della guerra un’immagine quasi romantica, pulita.

    In realtà una battaglia era un nugolo di persone che si massacravano in ogni modo possibile immaginabile: colpire con mazza chiodata piuttosto che infilare spada nelle carni, era l’unica possibilità di sopravvivere.

    Le guerre avevano un’allure romantica ed erano anche l’unica possibilità di riscatto sociale ed economico per molte persone: certo, il rischio di morire era molto elevato, ma se per caso si fosse riuscito a non morire la possibilità di stuprare tutte le donne nemiche e di fare bottino del nemico era un’opportunità molto allettante. Per molti l’unica alternativa ad andare a lavorare nei campi, per un tozzo di pane, in senso letterale

    La guerra in quel periodo era considerata un’attività del tutto normale, spesso addirittura Santa. Combattevano anche sacerdoti: Papi si mettevano alla testa delle proprie truppe e andavano scannando le persone con la spada o con la lancia.

    Gli Ittiti, quelli di pagina uno dei libri di storia delle scuole, scorticavano vivi i prigionieri e bollivano i bambini dei nemici.

    È noto a tutti che nell’antica Roma c’erano delle persone che lottavano e spesso si ammazzavano, non per un’ideale o per difendere la propria patria, ma per il puro e semplice divertimento dei presenti.

    La gente godeva e urlava nel vedere il proprio beniamino massacrare orribilmente l’avversario.

    Sulla Colonna Traiana, quella che sta a Roma a pochi metri da piazza Venezia, sono rappresentati dei bambini, ovviamente nemici, legati sul mozzo di una ruota di un carro: il carro viene fatto correre e i soldati, romani mica barbari, si divertono a fare il tiro a segno

    Fino all’Ottocento, le esecuzioni capitali erano uno degli spettacoli preferiti dalla gente: molti accorrevano anche da lontano per poter vedere il boia all’opera; se per caso il re graziava il condannato, il rischio era di una sommossa popolare dovuta soltanto al mancato spettacolo

    Se una balena si spiaggiava, la reazione della gente era semplicissima: se la mangiavano!

    Si può quindi capire bene l’impatto devastante che ebbe la venuta del messaggio di Gesù Cristo: parlava di amore verso le persone non conosciute (il Prossimo) parlava di perdono; concetti che 2000 anni fa erano del tutto innovativi, per non dire trasgressivi. Questo è un fatto che va aldilà della fede o del proprio crèdo: è un fenomeno sociologico, valido anche per un ateo.

    Oggi noi abbiamo accesso spettacolare alla violenza nel senso che i casi di violenza ci vengono proposti dai giornali, dalle televisioni, dalla rete: li osserviamo da vicino, vediamo immagini, filmati sia dell’atto che dei familiari sopravvissuti.

    Le violenze in ambito casalingo erano una cosa del tutto normale, anzi direi “dovuta” da un bravo padre.

    Oggi giustamente ci scandalizziamo per una violenza carnale, ma fino a qualche secolo fa, una donna che usciva la sera aveva la quasi certezza di essere violentata.

    Oggi noi ci poniamo una serie di problemi etici morali, ma questa è una novità.

    Partiamo dal presupposto che se andiamo in un luogo affollato, un aeroporto, una stazione ferroviaria, un cinema, un teatro pur incontrando centinaia migliaia di persone del tutto sconosciute: sappiamo che con elevata probabilità, anche se non con certezza, che nessuno ci farà male e se per caso qualcuno dovesse assalirci possiamo contare su una rete sociale di assistenza e sull’intervento dei carabinieri.

    Sono cose che ci sembrano ovvie ma non è sempre stato così.

    Con ciò non voglio certo fare un panegirico della violenza, però dobbiamo renderci conto che viviamo in una società eticamente e moralmente molto più evoluta di quelle che ci hanno preceduto

    Tutto sommato è anche edificante.

     

    Foto di apertura di Alyssa Hurley su Unsplash

    Autore

    • Carlo Pantanella
      Carlo Pantanella

      Laureato in Economia e Commercio « cum laude » all’Università La Sapienza nel 1982. Già membro del Consiglio Regionale Confindustria Lazio. Già Vicepresidente AISCRIS, “Associazione Nazionale Consulenti per l’Innovazione e lo Sviluppo” aderente a FITA CONFINDUSTRIA. Capitano in Congedo dell’Arma dei Carabinieri, doppiatore e Speaker TV.

    Jared Diamond violenza oggi
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