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    Home»Diritti»La pace è un diritto dei bambini e delle bambine
    Diritti

    La pace è un diritto dei bambini e delle bambine

    Rosaria CetroDi Rosaria CetroNovembre 20, 20236 VisualizzazioniLettura 4 min.
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    Il 20 novembre si celebra la Giornata mondiale dei diritti dei bambini e delle bambine, in occasione dell’adozione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989.

    Parlare di bambini e diritti oggi significa riconoscere il valore dell’infanzia con una sensibilità che è cresciuta storicamente, ed è divenuta  via via  più attenta verso il cucciolo dell’uomo, per assicurargli la protezione e le cure necessarie alla sopravvivenza.

    I diritti dei bambini e delle bambine sono diritti umani  e l’impegno a che tutti i bambini del mondo possano godere dei loro diritti è scritto nella Convenzione delle Nazioni Unite:  diritto alla vita, ad essere al sicuro,  a giocare,  ad imparare e potersi  esprimere. Tutto ciò si realizza nel rispetto dei principi di non discriminazione e del miglior interesse del bambino, garantendo la sua partecipazione alle questioni che lo riguardano.

    Però, mai come in questo momento storico l’infanzia è minacciata da nuove guerre, nuove povertà e crisi climatiche  che minano i diritti fondamentali  dei bambini a vivere e crescere in pace. E senza pace non sono possibili i diritti perché ogni guerra li nega e calpesta. I danni sono innumerevoli ed  inimmaginabili anche per il futuro: non basta contare  morti e feriti dell’oggi, occorrerà fare i conti con generazioni  che saranno devastate a vita  dall’odio e dalle ferite dell’anima, le più difficili a curarsi.

    Ecco che contro l’orrore della guerra, perpetrato a danno soprattutto dei bambini,  si rafforza una mobilitazione popolare per il cessate il fuoco. A Rimini, Il 12 novembre scorso, il Comitato per la pace ha disseminato la città di peluche per raccontare le storie dei bambini palestinesi e israeliani vittime del conflitto a Gaza e sensibilizzare sulla tragedia della guerra. Questi peluche, chiamati “Teddy”, raccontano la storia dei loro piccoli proprietari; l’invito è di leggere la storia, prendere il giocattolo e lasciarlo in un’altra zona della città, documentando il tutto con una foto e l’hashtag #TeddyNonTornaACasa.

    In un recente incontro di Papa Francesco con i bambini provenienti da diversi paesi del mondo, il piccolo Raina, venuto dalla Palestina,  ha chiesto al Papa se tornerà mai più la pace e papa Francesco ha risposto – “La guerra è già scoppiata in tutto il mondo… Noi stiamo vivendo una guerra brutta, la guerra ci toglie la pace, lavorare per la pace, diciamolo insieme a bassa voce, lavoriamo per la pace”. Poi  a  Ivan dell’Ucraina, che ha chiesto come fare la pace,  il Papa ha detto – “Una domanda difficile, la guerra si fa con l’odio, con la vendetta, la sua terra è in guerra, pensiamo in silenzio come si fa la pace. Non c’è un metodo per imparare a fare la pace, c’è un gesto, la mano si fa con la mano tesa, sempre cercando di coinvolgere le altre persone, salutando gli amici, ricevendo tutti a casa”. E ancora – ha concluso il Pontefice –  “Il vero costruttore di pace è uno che fa il primo passo verso l’altro – E questa non è debolezza, ma forza, la forza della pace”.

    La pace va quindi costruita. Per costruirla, secondo il pedagogista francese Célestin Freinet, non c’è altro cemento che l’educazione, chiamando in causa il mondo della scuola e il lavoro dei docenti. Tra le Associazioni della scuola, il Movimento di Cooperazione Educativa ha aderito agli appelli all’Onu dei movimenti pacifisti per l’immediato cessate il fuoco, interrogandosi su cosa possa e debba fare la scuola. Per il Mce “ Praticare la pace vuol dire giorno dopo giorno creare le condizioni per cui i nostri studenti comprendano il valore dell’ascolto e del dialogo, il rispetto del punto di vista altrui per trovare insieme la soluzione ai conflitti che nascono dal mancato riconoscimento dell’altro. La dimensione cooperativa dell’educazione, che ci contraddistingue come Movimento – è scritto nel Comunicato- diventa allora fondamento per costruire la pace cominciando dal vicino per arrivare al lontano.”

    A Napoli, alla 3 giorni di Città della Scienza si è tenuto l’incontro “Per una scuola in un futuro di pace, costruiamola insieme!” con la partecipazione di Padre Alex Zanotelli, Roberto Lovattini del Mce Piacenza e Leonardo Leonetti coautore del libro “ Quale mondo quali futuri”. Nell’occasione è stato presentato il progetto di Educazione alla pace destinato a tutte le scuole italiane, perché “Se vuoi la pace, prepara la pace!”

    L’impegno del Movimento di Cooperazione Educativa per la pace continua lunedì 20 novembre 2023 ore 17.30-19.30 con un webinar su “Facciamo la pace a…”che  sarà trasmesso in diretta:

    – sul canale YouTube: https://www.youtube.com/live/y_gGBWI8RTg

    – sulla pagina facebook:  Movimento Cooperazione educativa – Nazionale

    Autore

    • Rosaria Cetro
      Rosaria Cetro

      Dirigente scolastica con esperienza nella scuola primaria e dell'infanzia, si è dedicata alla ricerca pedagogica e sociologica. Attualmente è componente della redazione della collana Narrare la scuola del Movimento di Cooperazione Educativa. Email: rosaria.cetro@gmail.com

    Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza Giornata mondiale della Pace I diritti dei bambini
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