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    Home»Società»La Corte Costituzionale, in undici, comunque decide: NO al referendum !
    Società

    La Corte Costituzionale, in undici, comunque decide: NO al referendum !

    Piero SandulliDi Piero SandulliGennaio 28, 20252 VisualizzazioniTempo lettura 2 min.
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    Corte Costituzionale
    Corte Costituzionale
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    La Corte Costituzionale
    La Corte Costituzionale

    La Corte Costituzionale, con il numero minimo dei giudici per raggiungere il quorum (bisogna ricordare che mancano ben quattro giudici di nomina parlamentare, uno dei quali da 14 mesi), ha ieri respinto il quesito referendario in tema di autonomia differenziata delle regioni. Dal dispositivo della sentenza (la motivazione della decisione sarà nota a febbraio) si comprende che il quesito è stato respinto per mancanza di chiarezza del quesito medesimo. La valutazione della Corte, che si era già pronunciata sulla necessità di contrappesi all’autonomia, restituisce il tema al Parlamento con la necessità di normare i LEP (Livelli Minimi di Prestazioni).

    Invero, solo il giusto bilanciamento tra solidarietà e sussidiarietà potrà dare piena attuazione al dettato del titolo quinto della Costituzione, poiché l’autonomia è stata costituzionalizzata nel 2001. Come tutte le riforme strutturali del Paese, anche questa dovrebbe essere condivisa e non imposta a colpi di maggioranza. Le regole del gioco, infatti, vanno scritte da tutti i giocatori. Nel discutere della attuazione del titolo quinto sarà necessario riflettere su Roma Capitale la cui attuazione è parte essenziale della tema della autonomia. A ben vedere la strada per fare tutto ciò è già stata tracciata dal precedente intervento della Corte Costituzionale.

    L’autonomia si deve fare nella crescita collettiva di tutte le regioni e con livelli di prestazioni (soprattutto in materia sanitaria) uguali per tutti i cittadini, dovunque risiedano. Inoltre, l’analisi della autonomia offre anche l’occasione per semplificare la burocrazia con l’ausilio della informatica. Bisogna ricordare che la burocrazia è per i cittadini e non i cittadini per la burocrazia. Avere restituito al Parlamento la titolarità del tema potrebbe essere un bene se su questa materia, fondamentale per la crescita del Paese, si lasceranno da parte i toni da stadio e se si studieranno seriamente tutti questi temi.

    Autonomia differenziata Corte Costituzionale Parlamento referendum
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    Piero Sandulli

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