
Il Comitato Economico e Sociale Europeo, con il Parere di iniziativa su citato, chiede un approccio integrato, multidimensionale e incentrato sul paziente, che garantisca l’accesso a medicinali, diagnosi e trattamenti sicuri, efficaci e di qualità, e propone, fra l’altro, quanto segue:
- aggiornare l’elenco delle azioni contemplate dal “percorso di transizione sanitaria”. Occorrerebbe ad esempio rivedere il piano strategico dell’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA) in modo da affrontare meglio la trasformazione digitale, la crescente dipendenza in materia di medicinali critici (compresi i materiali di base e le sostanze attive principali) e le sfide connesse all’acqua che hanno un impatto sull’industria;
- migliorare la resilienza dell’Europa nelle catene del valore delle tecnologie farmaceutiche, bio-elettromediche e mediche e ridurre le dipendenze strategiche dai paesi terzi, specie per quanto riguarda le sostanze farmaceutiche attive (API) e i medicinali finiti;
- concentrarsi sulla medicina preventiva e personalizzata, su tecnologie essenziali per il futuro dell’industria (come la biotecnologia e la genomica), nonché sui medicinali critici, sulle protesi, sui materiali terapeutici per la mobilità e sui prodotti farmaceutici accessibili;
- investire nel settore delle malattie rare. Il CESE suggerisce inoltre di istituire un’infrastruttura di ricerca pubblica sovranazionale nell’ambito di un sistema inclusivo pubblico-privato basato sulla solidarietà, avvalendosi dello strumento del «partenariato europeo» dell’UE.
