Nulla si scorge fra quest’ora ed il futuro:

densa penombra, senso d’impotenza.

 

Due, tre, cento traiettorie diverse

germogliano dal minuto che viviamo

e si ramificano verso il futuro: tentacoli

incerti, iridescenti raggi di luce;

ma solo una di esse sopravvivrà

nei minuti successivi, per dare vita

ad una ulteriore, complessa, ramificazione

di possibilità senza speranza e ad una sola

nuova certezza che si proietterà in avanti.

 

Ci muoviamo, senza saperlo, fra fantasmi

di mondi possibili. Scegliendo a volte,

più spesso essendo scelti e trascinati;

troppe volte la libertà che ci avevano

promesso è solo un miraggio, una finzione.

 

Farfalle volteggiano incuranti del loro volo:

potrà il tornado abbattersi furioso sulla costa,

il cavalluccio marino afferrare un’alga flessuosa,

fra le dune dorate zampillare un’improvvisa sorgente.

 

Il futuro è un luogo nascosto e casuale.

È come nebbia densa che raramente dirada,

illusorio orizzonte che sempre s’allontana;

speranza nostra che a noi non appartiene.

 

 

Pietro Ragni

 

Autore

  • Già dirigente tecnologo dell’ISB-CNR, responsabile brevetti per il Dip. Agro-alimentare CNR e del monitoraggio radon presso la Camera dei deputati. È ora Direttore del Consorzio interuniversitario INBB; autore di numerosi articoli e libri scientifici, articoli di divulgazione e un brevetto.
    Cofondatore di quindici spin off nelle Scienze della vita. Esperto di valutazione e gestione progetti partnership europei. Fondatore e autore del giornale online Tutti Europa Venti Trenta.

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