Caro marziano,
se un giorno venendo sulla terra ti troverai a passare per questa città, non spaventarti se troverai nel tuo vagabondare un edifico cupo e grigio, pieno di cemento e ferro, quello è stato un luogo abitato da umani, ma umani un po’ diversi, non proprio come te, infatti li chiamavano diversamente liberi, o rebibbini.
Caro marziano, nell’entrare dentro a curiosare ti accorgerai che in fondo è tutto uguale, ci sono stanze piccolissime, c’è pochissimo verde e tanti scritti e disegni sui muri, come si faceva una volta nella preistoria, per segnare un passaggio umano. Non ti spaventare segui il tuo curiosare e troverai forse storie interessanti.
Caro marziano,
ti sembrerà di girare come in una giostra, ma è la struttura che è fatta in questo modo, c’è sempre un via d’uscita anche per voi marziani. Ma per il popolo dei rebibbini non era così. Infatti questi umani diversamente liberi, dovevano affrontare altri umani che aveva la facoltà di renderli liberi, se lo reputavano fosse giusto. Figure che forse voi non conoscete nel vostro mondo, come faccio a spiegartele. Ci provo, agente di custodia e colui che passa tutto il giorno a osservarti, insomma marzià come fate voi da sempre che, poi c’è l’educatore, a volte una figura strana che la sua mansione principale è quella di educarti, come faceva mamma marziana con te. E poi c’è il direttore, quelli che devono gestire tutto il sistema, per esempio dirigere la tua navicella spaziale, ma non ne sono capaci, per finire i magistrati di sorveglianza, che poi ancora neanche noi rebibbini non abbiamo capito cosa devono sorvegliare, se non si vedono mai, proprio come vuoi marziani, ne abbiamo sentito parlare ma non vi abbiamo mai visti.
