
Antonio Caprarica, che tutti noi ricordiamo come il migliore esperto delle questioni politiche della famiglia reale inglese ovvero i Windsor, pubblica quest’anno il suo 25mo libro; sceglie per questa nuova opera di descrivere la vita di Donald Trump dalla sua infanzia ai giorni odierni con l’editore PIEMME, facendone un’accurata sintesi. Il libro infatti è veloce ma molto descrittivo di numerosissimi accadimenti. Caprarica cita numerose fonti e ne annovera altrettante nei ringraziamenti perché sul “fenomeno” Trump, nonostante che sia un personaggio con un ruolo ancora attivo, sono in molti a scrivere. Di solito per effettuare una seria analisi storica è necessario far “sedimentare” i fatti. Probabilmente visto che gli effetti che la politica di Trump sta avendo conseguenze globali e che destano tanta preoccupazione, sono in molti che si cimentano per darne delle spiegazioni.
Persino in una puntata recente della trasmissione su Rai 1 di Bruno Vespa intitolata “Cinque minuti” è stata intervistata la nipote del presidente Trump, Mary L. Trump, figlia del fratello maggiore di Trump, precocemente scomparso, che ha scritto una biografia sulla sua famiglia e quindi proprio sullo zio che lei stessa dichiara un uomo pericoloso.
Caprarica inizia a descrivere la storia di Donald Trump proprio partendo dalla sua infanzia; nato in una famiglia con una discreta agiatezza e con una determinata volontà di guadagnare e arricchirsi, il giovane Trump è scelto dal padre, nonostante sia il minore, per conseguire e consolidare successi economici. Lui impara subito che deve vincere e superare qualunque ostacolo per fare affari.
Questo è quello che lui stesso ha trasferito in politica, il business come bussola di orientamento politico. Con la sua Presidenza, infatti, avviene qualcosa di totalmente diverso dalle regole tradizionali, è la prima volta che la Casa Bianca sia usata come un brand per fare affari e per fare profitti purtroppo anche di pochi.
Eppure vi è una parte di americani che sostengono Trump e che credono nello slogan “Make America Great Again” i cosiddetti MAGA; tuttavia quello a cui si assiste è molto lontano da quella America che in Europa si ricorda come modello di una grande democrazia. Le azioni di Trump anzi le sue “incursioni” sfidano tutte le regole del politicamente corretto e della diplomazia, ma in questo agire “irreale” che Trump riesce a conseguire dei successi.
In autunno vi saranno le lezioni americane di metà mandato, in un momento in cui molte sono le critiche ed è lecito domandarsi se Trump supererà questa prova oppure troverà un modo per avere sicuramente il Congresso dalla sua parte.
Solo il tempo potrà dire e spiegare quello che avverrà, intanto Trump ha reclamato il Premio Nobel per la Pace; in questo suo agire irreale cerca una rassicurazione reale.
Caprarica si domanda se Trump farà veramente grande l’America. Il lettore nel leggere la descrizione dei fatti potrà trarre le sue conclusioni.
Nel frattempo sarebbe opportuno domandarsi come mai l’uomo fuori dagli schemi vuole rientrare in uno schema, ovvero conseguire un Nobel, forse perché con il Nobel si riceve un corrispettivo in denaro?!
“Ai posteri l’ardua sentenza!”, così come scrisse Alessandro Manzoni nella poesia “il 5 maggio” dedicata a Napoleone.
