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    Home»Ricerca e innovazione»Beni Culturali e del Capitale Naturale il patrimonio individuale e sociale da difendere e valorizzare.
    Ricerca e innovazione

    Beni Culturali e del Capitale Naturale il patrimonio individuale e sociale da difendere e valorizzare.

    Pietro RagniDi Pietro RagniAgosto 20, 20222 VisualizzazioniTempo lettura 8 min.
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    "Ponte di Pietra (o di Porta Napoli) a Taranto vecchia 1" by _Antonio.M_ is licensed under CC BY 2.0 .

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    “A thing of beauty is a joy for ever” scriveva Keats cogliendo una delle caratteristiche della bellezza. La Natura e l’uomo sono in grado di creare bellezza, ma gli oggetti, i panorami o gli esseri possono decadere, esser deturpati, cancellati. È compito della società preservare quanto il bene bello o rilevante e non soltanto per garantire la gioia nell’osservarlo, ma anche per consentire a chi lo crede, di associargli le peculiarità storiche o anche individuali che lo rendono unico e di inestimabile valore.

    Mi sia permessa una breve nota personale: vivo lontano dalla mia città natale, Taranto, che, oltre ai numerosi danni architettonici e sociali subiti per voracità, ignoranza, insipienza, conserva non pochi beni culturali e naturali. Tornando in auto, appena imbocco il Ponte di pietra mi si apre il cuore nel vedere brillare i Due Mari ai lati della Città Vecchia, non è forse classificato, ma certo è uno scorcio da conservare. Invece ormai non si può più far nulla per la magnifica villa romana a Porto Pirrone; da ragazzi andavamo con la ragazza per fare foto dei marmi e del mare prospicente, ora è rimasto il corpo del manufatto, ma neanche un tassello si è salvato. Con il collega Piero Ciccioli, scambiando le esperienze e le priorità, decidemmo di scrivere una proposta incentrata sugli aspetti della tutela e valorizzazione dei Beni Culturali e del Capitale Naturale (considerabili, nel loro insieme, come ‘Beni Non Riproducibili’ – ‘BNR’), tanto più che l’Italia è uno dei paesi più ricchi di tali Beni (vedi Fig.1) e con maggior tradizione scientifica e tecnologica nella loro tutela e valorizzazione. La presentammo, con l’acronimo CHERISH, a titolarità dell’Istituto dei Sistemi Biologici del CNR (ISB-CNR) nel Programma Erasmus Plus e fu classificata come una delle migliori nel settore per il 2019. Iniziammo il progetto nel settembre di quell’anno, poi abbiamo incontrato le difficoltà correlate alla pandemia, per cui il progetto si concluderà nel settembre di quest’anno.

    Fig.1: I venti paesi con maggiori Siti di rilevo mondiale, fonte UNESCO, 2020.

     L’obiettivo del nostro progetto, collegato con l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018 si è riproposto di mettere a punto alcuni strumenti didattici, aggiornati ed attrattivi, dedicati al settore dell’Istruzione professionale, ma in generale all’insieme delle scuole secondarie di secondo grado per promuovere un’attenzione alla gestione sostenibile del patrimonio culturale e naturalistico del Paese, ma anche di tutta l’UE, e che suggeriscano ai giovani nuove opportunità di lavoro nei settori emergenti che gravitano attorno a quest’area d’interesse, con particolare riferimento alle così dette ‘professioni verdi’ (e.g. operatori di ecoturismo, esperti in gestione sostenibile dei rifiuti e in modelli di economia circolare). Peraltro nel realizzare il materiale didattico si è tenuto presente il documento lanciato nel 2018 da UNESCO “Culture for the 2030 Agenda” per rapportare la gestione dei BNR a quanto richiesto per lo sviluppo sostenibile.

    Il progetto CHERISH sta terminando la realizzazione dei suoi prodotti, grazie ad un’ottima collaborazione fra i 6 partner che lo compongono (2 IT -fra cui il coordinatore ISB-CNR- ed uno per BG, ES, FR, GR). I prodotti sono così articolati:

    • un Rapporto Comparativo, che è collegato con i rapporti dei 5 paesi e sottolinea numerose buone pratiche, esempi di eccellenza, tecnologie e strumenti scelti per il loro risultato;
    • dieci casi studio (cinque nel campo dei Beni Culturali e una in quello del Capitale Naturale);
    • tre moduli didattici introduttivi concepiti in modo da presentare la connessione fra i BNR e le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (ambientale, sociale ed economica);
    • tre moduli didattici avanzati per presentare gli strumenti principali utilizzabili per la preservazione e valorizzazione dei BNR;
    • una app digitale collegata ad un ricco database per effettuare esercizi tematici;
    • un modulo professionale dedicato all’uso del GIS (Geographic Information System) per favorire la gestione integrata a livello territoriale dei BNR;
    • il Cherish Charter presentato come e-book in grado di supportare docenti e studenti nell’utilizzare al meglio i prodotti Cherish aumentando l’attenzione sui BNR, ma anche in grado di orientare le successive scelte di studio e di lavoro degli studenti per il loro futuro.

    Fig.2: Due slide di uno dei moduli didattici prodotti dal Progetto CHERISH.

    I prodotti sono realizzati sotto forma digitale e ospitati sulla piattaforma didattica del CNR, per essere disseminati gratuitamente attraverso il sito web del progetto, tutti sono in Inglese e la gran parte è tradotta anche nelle 5 lingue dei partner (Bulgaro, Francese, Greco, Italiano e Spagnolo). Ciascun modulo didattico è autoconsistente per il contenuto ed è articolato in tre sezioni: manuale, per suggerire ai docenti il percorso espositivo; presentazione, per presentare agli studenti i contenuti del modulo e questionario per accertare il livello di apprendimento. In generale i contenuti sono corredati da tool informatici ed offerti in modo che i docenti delle scuole secondarie di secondo grado possano poi adattarli in funzione dei fabbisogni dei propri studenti.

    Occuparci di questi argomenti, oltre che ricadute etiche e sociali, ha anche un importante impatto economico sui paesi interessati. Lo studio di Federturismo Confindustria per il MiBAC rileva che l’Italia può sviluppare un vantaggio competitivo negli ambiti legati ai BNR, in virtù di un patrimonio di rilevanza mondiale, che vanta oltre 3.400 musei, circa 2.000 siti d’interesse, tra parchi e aree archeologiche, e 43 beni Unesco. Tuttavia, il PIL del turismo culturale sul totale del PIL turistico italiano pesa solo per il 33%, con un valore pari a 54 miliardi di euro, laddove è stato stimato che promuovendo adeguatamente le attività economiche connesse al settore dei BNR (industria culturale, enogastronomia, edilizia di riqualificazione) sia possibile generare un indotto di circa 170 miliardi di euro (equivalente a circa 3,8 milioni di posti di lavoro). Fra l’altro scegliemmo, all’inizio del progetto, partner francesi, greci e spagnoli poiché sono fra i paesi in Europa con maggior densità di BNR e dunque con interessi ed opportunità comparabili con quelli italiani.

    Il progetto durante la sua esecuzione ha ricercato e facilmente trovato la collaborazione con numerosi stakeholder ed imprese interessati ai BNR, solo per citarne qualcuno: la Chiesa di Sant’Agnese in Agone del Borromini, a Roma; il FAI (Fondo Ambiente Italiano), la Biblioteca Storica di Salamanca, le imprese tecnologie greche per lo sviluppo di alcuni prodotti specifici ed il Museo di Chalkida, il Sindacato Misto della baia di Mont-San-Michel in Normandia e la Fondazione Plovdiv 2019 che ha gestito l’elezione a Capitale Europea della Cultura 2019.

    Fig.3: Pagina di apertura del Rapporto Comparativo dal Progetto CHERISH.

    In particolare aumentando i contatti nei paesi partner e redigendo il rapporto nazionale ci siamo resi conto dell’unicum dell’Italia, tenendo conto che sono coinvolti nel progetto anche altri due dei top 5 mondiali. Incrociando i più recenti dati MIBACT ed ISTAT otteniamo numeri impressionanti:

    • 665 beni culturali sono riconosciuti Patrimonio culturale;
    • 4908 sono i musei aperti al pubblico (in ES e FR sono un quarto o meno);
    • vi è almeno 1 museo/monumento in un terzo delle municipalità italiane;
    • vi è in media 1 sito culturale ogni 50 Km2 e ogni 12.000 abitanti;
    • il 30% dei musei è sito in municipalità con abitanti fra i 2 ed i 10 mila;
    • abbiamo nel paese la maggior biodiversità continentale;
    • sono attive 871 aree protette che coprono il 19% del territorio;
    • il verde è molto frammentato nel paese, a volte con appezzamenti distanti decine di km.

    É evidente che il patrimonio vasto e qualificato di cui il nostro paese dispone implica una serie di azioni per difendere e valorizzare questi BNR nel futuro, sia per consentire la loro migliore fruizione, sia per ottenere i benefici economici e sociali che possono arricchire il nostro sistema paese, come può accadere anche per gli altri paesi partner.

    Sarà interessante, a questo proposito, esaminare i programmi delle forze politiche in competizione per le prossime elezioni di settembre. Sarà inoltre opportuno valutarli anche in relazione alla transizione ecologica su cui erano stati compiuti alcuni passi avanti con l’ultimo governo. Personalmente consiglio di premiare chi dimostra di voler affrontare davvero e correttamente queste problematiche, che sicuramente sono strategiche per l’Italia nello specifico, ma, come giustamente sottolinea l’Agenda 2030 delle NU, problematiche essenziali per tutta l’umanità.

    Concludo ricordando che il progetto CHERISH terminerà con un convegno a Roma a metà di settembre, cui ci farebbe piacere ospitare i redattori ed i lettori di TUTTIeuropaventitrenta. Se qualcuno vuole conoscere meglio il nostro progetto, può collegarsi , se vuole iniziare ad esplorare i nostri prodotti, la piattaforma è sul sito.

    Sottolineo che i prodotti sono gratuiti per la visione, ma se si intende utilizzarli in ambito scolastico o, in generale, a scopi informativi o educativi, si richiede soltanto di citare il Progetto CHERISH che i prodotti ha realizzato ed il Programma Erasmus Plus che ha finanziato il progetto. Infine chiediamo cortesemente a chi utilizza i nostri prodotti di comunicarcelo tramite il sito web o tramite i social (collegamenti sul sito) ed a ciascuno chiediamo commenti, suggerimenti, proposte migliorative; il progetto CHERISH farà tesoro dei vostri contributi.

    Foto di apertura: “Ponte di Pietra (o di Porta Napoli) a Taranto vecchia 1” di _Antonio.M_ licenza CC BY 2.0 .

    Beni Culturali Capitale Naturale CHERISH Federturismo Confindustria Fondo Ambiente Italiano
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    Pietro Ragni

    Primo tecnologo dell’ISB-CNR, responsabile brevetti per il Dip. Agro-alimentare CNR e del monitoraggio radon presso la Camera dei deputati. Presidente di Erfap Lazio. Direttore del Consorzio universitario INBB; autore di numerosi articoli e libri scientifici, articoli di divulgazione e un brevetto. Cofondatore di dieci spin off in Bio-scienze. Esperto di valutazione e gestione progetti europei.

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