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    Home»Società»La scuola, luogo di crescita e prevenzione
    Società

    La scuola, luogo di crescita e prevenzione

    Giuseppina FerraroDi Giuseppina FerraroMarzo 20, 20240 VisualizzazioniTempo lettura 7 min.
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    L’origine della parola scuola è latina. La sua etimologia è riconducibile al termine scola (o schola), che deriva, a sua volta, dal greco σχολή (scholè), ed  inverosimilmente significava  riposo.

    In passato con il termine  scholè   si indicava il tempo in cui ci si riposava dalle fatiche della vita quotidiana per dedicarsi al riposo e  al ragionamento logico.

    Solo in seguito, il termine si è esteso all’indicazione del luogo in cui si incontravano docenti e discenti. L’accezione moderna di scuola, come istituzione, nasce con Carlo Magno, in particolare con la schola palatina di Aquisgrana, fra le prime scuole pubbliche del mondo.

    Ciò che rimane dall’antico termine e ciò che effettivamente la scuola fa; ovvero indirizzare il discente verso il ragionamento logico.


    Foto di Clker-Free-Vector-Images da Pixabay

    Tuttavia, oggi la scuola assolve a molteplici compiti, anche mediante le molteplici discipline che impartisce. Da sempre la scuola ha avuto un ruolo di grande rilevanza, forse oggi più di prima, e congiuntamente alla famiglia, costituisce un luogo primario di formazione di vita, oltre che di apprendimento didattico, volto allo sviluppo di logica conseguenziale.   Consente a bambini e ragazzi lo sviluppo dello spirito di osservazione ed il senso critico, che permette loro la possibilità di sviluppare la propria autonomia di pensiero. Costituisce un luogo di aggregazione, ove necessita sviluppare lo spirito di adattamento alle dinamiche di gruppo. Fra i compiti della scuola, oltre alle discipline da impartire, allo sviluppo cognitivo ed allo sviluppo del senso critico, vi è il compito di educare al rispetto delle differenze contro ogni forma di violenza e discriminazione, nonché di conservare la memoria della Shoah, (sterminio degli Ebrei vittime del genocidio nazista).

    In modo più particolareggiato con la Shoah, si fa riferimento ad una storia di antisemitismo di lungo corso, basata su pregiudizi e ostilità millenarie che si sono tramandati nel corso del tempo. Venivano considerati ebrei o di sangue misto tutti coloro che avevano almeno un nonno ebreo.  Seguendo questa impostazione, i nazisti si proposero la distruzione totale e indiscriminata di ogni cittadino classificato di razza ebraica, considerando gli ebrei un pericolo per la sicurezza nazionale e la purezza della razza ariana.

    Foto di צילום:ד”ר אבישי טייכר, CC BY 2.5, commons.wikimedia.org

    Al fine di non dimenticare quanto accaduto negli anni bui della guerra antisemita, l’Italia ha istituito una delegazione italiana presso l’International holocaust remembrance alliance (Ihra), ha stabilito una serie di collaborazioni con l’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), lo Yad vashem, il Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah (Meis) e il Mémorial de la Shoah. Dal 2001, il Miur, in collaborazione con l’Ucei bandisce annualmente il concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”. Il concorso è dedicato a tutti gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. I migliori lavori, ogni anno, sono portati in diverse città italiane attraverso l’organizzazione di una mostra itinerante.
    Il Ministero dell’Istruzione, inoltre, organizza ogni anno diversi viaggi della memoria di studenti, docenti e istituzioni presso i luoghi simbolo delle atrocità avvenute in Europa in quell’epoca buia.

    Le linee guida per contrastare il fenomeno rappresentano un importante strumento rivolto alle istituzioni, al mondo della scuola e dell’Università e a quello della comunicazione.  il Parlamento italiano ha riconosciuto il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti” specificando, all’art. 2, che in occasione di tale giorno “sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti,  in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”.

    Inverosimilmente, oggi più che mai, si appalesa la necessità di porre attenzione al fenomeno, anche alla luce di ciò che si è verificato in quest’ultimo periodo, vedasi l’uccisione del ragazzo ebreo, avvenuto in Svizzera, solo pochi giorni fa, e altri fenomeni ancora. Del resto, gli stessi media, mediante la proiezione di film e filmati cercano di sensibilizzarci, ricordandoci quanto verificatosi negli anni bui della seconda guerra mondiale.

    Nell’ultimo ventennio, la scuola, al fine di essere sempre più inclusiva,  presta particolare attenzione ai discenti, cercando di sviluppare  conoscenza, competenze ed attitudini in molti altri settori, quali lo sviluppo della cultura scientifica,  cultura e patrimonio artistico italiano, anche attraverso la  promozione di attività teoriche e pratiche legate ai temi della creatività.  Favorisce lo sport, in particolar modo quello di gruppo.

    Per ciò che concerne le competenze scientifiche, da anni, presso le scuole viene attuato il Progetto PP&S (Problem Posing & Solving) è una delle azioni messe in campo dalla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione per stimolare gli studenti ad acquisire competenze in ambito matematico – scientifico, rispondenti agli standard europei e declinate nelle Indicazioni Nazionali per i Licei e nelle Linee Guida per gli Istituti Tecnici e Professionali. Il progetto ha anche lo scopo di concorrere a concretizzare il passaggio dai “programmi ministeriali d’insegnamento” alle Indicazioni Nazionali per i Licei e alle Linee Guida per gli Istituti Tecnici e Professionali, affidando al docente una più libera gestione dei saperi e l’autonoma progettazione degli itinerari didattici più idonei al conseguimento dei risultati di apprendimento. Il progetto, incentrato sulla metodologia del problem solving, intende sfruttare il potenziale innovativo dell’informatica come chiave dell’innovazione attraverso l’uso di un ambiente di calcolo evoluto (ACE) e creare comunità di pratica tra docenti e studenti attraverso l’uso di una piattaforma e-learning

    Foto di Alexa da Pixabay

    Inoltre, la scuola garantisce a tutti gli alunni l’accesso alla cultura e al patrimonio artistico italiano mediante la promozione di attività teoriche e pratiche, anche con modalità laboratoriali, legate ai “temi della creatività”. In particolar modo favorisce l’apprendimento pratico della musica, si impegna a proporre, realizzare e valorizzare percorsi formativi incentrati sullo sviluppo della pratica musicale, connessa alla sua dimensione estetica, storica e inclusiva. Sostiene percorsi e progetti per promuovere la didattica del linguaggio cinematografico e audiovisivo. Favorisce la conoscenza della grammatica delle immagini e la consapevolezza della natura del loro funzionamento. Favorisce percorsi di educazione teatrale come strumento pedagogico trasversale, in grado di incidere sulla crescita della persona nella sua sfera cognitiva ed emotiva.

    Oggi fortunatamente, la scuola pone attenzione anche al diritto alla salute, dando rilievo ad alimentazione e nutrizione, sensibilizzando sui temi della prevenzione. A tal fine, mette a disposizione anche sportelli d’ascolto per problematiche afferenti dipendenze (oggi in forte aumento), salute mentale e disturbi alimentari, prevenzioni di malattie infettive e vaccinazioni. Le iniziative promosse dal Miur, attraverso la realizzazione di progetti nelle scuole, sono volte a promuovere sani e corretti stili di vita. Auspicando a diventare, così, un insostituibile mezzo di prevenzione contro fenomeni di obesità, violenza, bullismo, discriminazioni razziali e di genere.   Anche lo sport rientra fra gli elementi volti a tutelare la salute psicofisica. Praticare attività sportive favorisce, da un lato, lo sviluppo di competenze personali, migliora l’autostima e l’autonomia e insegna a gestire ansia e stress; stimola   anche la capacità relazionale, l’adattamento all’ambiente e l’integrazione sociale. In conclusione, può affermarsi, ampiamente e pacificamente, la rilevanza della scuola quale luogo e strumento di attenzione ai bambini e giovani di oggi, uomini di domani.

    Foto di apertura di 14995841 da Pixabay

    27 gennaio Giorno della Memoria Ministero dell’Istruzione Scuola Shoah
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    Giuseppina Ferraro

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