Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Per un’Europa libera ed unita

    Maggio 20, 2026

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    9 Giugno 2026 - martedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Mondo»Le guerre permanenti convengono ai ricchi
    Mondo

    Le guerre permanenti convengono ai ricchi

    Daniele PotoDi Daniele PotoMaggio 20, 202622 VisualizzazioniLettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Soldato in guerra
    Soldato in guerra
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    L’Europa, che non viveva conflitti degni di questo nome da ottanta anni, è entrata nel regime della guerra permanente. Un mondo in cui i Ministeri della Difesa sono diventati Gabinetti di guerra e, concretamente, Ministeri dell’offesa. Una trasformazione che conviene ai Pil dei singoli Stati partecipanti ma che segna la caduta politica dei leader Starmer, Macron, Merz, Meloni che su questa filosofia hanno ispirato tutte le mosse di Trump (dazi, aumento delle spese militari al 5%, riarmo pro Ucraina) salvo parzialmente distaccarsene quando il cerino ormai irreversibilmente sta bruciando, condannandoli all’obsolescenza. Il risultato è che la guerra (o operazione speciale) russo/ucraina è avviata a durare più della guerra mondiale, imitando per lunghezza l’assurdo conflitto in Vietnam. La crescita stentorea dell’emisfero occidentale è surrogata dalla vendita delle armi e un’istituzione come Leonardo ha una funzione strategica di questa valvola di trasmissione, scippando impunemente il nome a una delle menti più brillanti del Rinascimento. Secondo il Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) nell’universo globale infuriano non meno di sessanta conflitti aperti e mai definitivamente chiusi con il risultato che la spesa militare è aumentata per l’undicesimo anno consecutivo raggiungendo i 2.877 miliardi di dollari. Basterebbe assolutamente di meno per risolvere i problemi della fame del mondo nutrendo quel miliardo di persone sotto il limite calorico di benessere oltre che di sopravvivenza. Negli ultimi dieci anni l’acquisto di armi da parte degli Stati è aumentato del 41% e questo fattore conviene alla parte del mondo più ricca perché muove l’economia e la finta crescita, a detrimento di un numero considerevole di vite umane. L’Europa è il continente che spende di più. I suoi investimenti nell’ultimo anno sono cresciuti del 14% con una spesa secca di 864 miliardi. E in questa follia collettiva il 48% si è riversato a favore dell’industria bellica americana, di cui siamo più che mai vassalli, come neanche agli albori del Piano Marshall del1948.

    La spesa militare mondiale ingloba il 2,5% del Pil mondiale che, evidentemente, meriterebbe ben altra devoluzione in favore di sanità, scuole, ricerca. In questa corsa senza controllo gli azionisti di maggioranza sono ovviamente Stati Uniti, Cina e Russia e quello che resta dei loro imperi.  Sono ormai ventidue i Paesi Nato su trentadue che spendono più del 2% del loro Pil per la difesa, assecondando i desideri di Trump che, da parte sua, vuole liberarsi di questo moloch anti-storico, perlomeno da quando si è sbriciolato il Patto di l Patto di Varsavia, e contestualmente, il muro di Berlino. Tre anni fa sopra questa soglia erano solo dieci. La Polonia ha dato l’esempio ma poi tutti, chi più chi meno, si sono inchinati al volere del bizzarro presidente americano., il Dottor Stranamore del secolo nuovo.  Senza saperlo ogni cittadino del mondo globale è costretto a spendere 352 dollari del proprio bilancio in direzione delle armi. Il risultato è che si arricchiscono le banche, le industrie della guerra, le multinazionali, i grandi istituti assicurativi, perseguendo lo spostamento tradizionale del denaro dal lavoro alle rendite di posizione.

    Al 31 marzo 2026 gli utili delle 1.325 maggiori società quotate a Wall Street hanno evidenziato un record di 740 miliardi di dollari di utili, con un balzo dei profitti del 20% In Italia siamo fermi alla constatazione della stagnazione degli stipendi e delle pensioni senza che il Governo (e i sindacati e l’opposizione) faccia qualcosa.  Facile capire in quale direzione ruoti la destinazione del denaro. Il richiamo alla pace del quasi intoccabile presidente Mattarella (il mantra è “Dio ce lo conservi a lungo!”) quando suggerisce: “L’Unione Europea non ha mai fatto guerre” evidentemente dimentica il vulnus anti—costituzionale dell’Italia che nel 1999 concesse le sue basi per permettere agli americani di bombardare Belgrado, legittimando successivamente il Kosovo. Giusto ricordare che il Presidente del Consiglio era Massimo D’Alema e suo vice Sergio Mattarella. La storia non dimentica.

    Autore

    • Daniele Poto
      Daniele Poto

      Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

    armi Belgrado conflitti globali disuguaglianze economia di guerra Europa evidenza geopolitica guerra permanente guerra russo-ucraina industria bellica Kosovo Leonardo Macron Massimo D’Alema mattarella Meloni Merz Ministeri della Difesa NATO pace PIL. profitti riarmo ricerca Russia sanità Scuola SIPRI spesa militare mondiale spese militari Starmer stati uniti Trump Ucraina Wall Street welfare
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Per un’Europa libera ed unita

    Maggio 20, 2026

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026275

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026182

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026172

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022128
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Europa
    Lettura 6 min.

    Per un’Europa libera ed unita

    Di Pier Virgilio DastoliMaggio 20, 202634

    Mi è capitato – nelle conversazioni universitarie, negli incontri con le scuole e nei seminari…

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026

    L’assassinio di Moro è il Muro di Berlino dell’Italia

    Maggio 20, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    Per un’Europa libera ed unita

    Maggio 20, 2026

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La Governance
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?