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    Home»Attualità»5 SÌ senza se e senza ma!
    Attualità

    5 SÌ senza se e senza ma!

    Filippo CiavagliaDi Filippo CiavagliaGiugno 4, 20251 VisualizzazioniLettura 4 min.
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    Partecipare al voto referendario non è solo un diritto, ma un atto di responsabilità civile. I referendum rappresentano uno degli strumenti più diretti con cui i cittadini possono incidere sulle scelte politiche e legislative del Paese. Votare SÌ ai prossimi referendum significa scegliere il cambiamento, dimostrare che la società è viva, consapevole e pronta a migliorare.

    Ogni “SÌ” è una dichiarazione chiara: vogliamo leggi più giuste, istituzioni più trasparenti e un sistema che metta al centro i cittadini e i lavoratori. Spesso, chi invita all’astensione lo fa per mantenere lo status quo, per evitare un confronto aperto sui problemi reali. Ma rifiutarsi di votare non cambia nulla: lascia semplicemente che siano altri a decidere per noi.

    Votare SÌ significa anche credere nella democrazia partecipata. Non basta lamentarsi o criticare: è necessario agire. Il referendum è una chiamata all’impegno, un’opportunità per incidere direttamente sul futuro del nostro Paese.

    Per questo, è fondamentale informarsi, comprendere il contenuto dei quesiti e poi andare a votare. Il tuo voto conta. Il tuo SÌ può fare la differenza.

    Dopo l’ammissione dei quesiti referendari da parte della Corte Costituzionale che hanno visto la raccolta di più di 5 milioni di firme, nei giorni 8 e 9 giugno saranno i cittadini a decidere se cambiare alcune norme contenute nei quesiti , ricordando che gli oltre 5,5 milioni di cittadini residenti all’estero per tale data avranno già votato visto il sistema di voto per posta.

    Il merito dei quesiti è molto chiaro e contribuisce a costruire una società più giusta e sicura nel mondo del lavoro, oltre che un segnale di civiltà sul quesito della cittadinanza.

    1. Ripristinare il diritto al reintegro nei licenziamenti illegittimi

    Il primo quesito che riguarda circa 3,5 milioni di lavoratori e lavoratrici, propone l’abrogazione del decreto legislativo n. 23/2015, che ha introdotto il contratto a tutele crescenti, limitando il reintegro per i lavoratori licenziati senza giusta causa. Con il “SÌ”, si tornerebbe alla normativa precedente, garantendo a tutti i lavoratori il diritto al reintegro in caso di licenziamento ingiustificato, indipendentemente dalla data di assunzione.

    1. Maggiore equità nelle piccole imprese

    Il secondo quesito che coinvolge circa 3,7 milioni di lavoratori e lavoratrici, riguarda l’abrogazione di una norma che limita l’indennizzo per i lavoratori licenziati ingiustamente nelle aziende con meno di 16 dipendenti a un massimo di 6 mensilità. Il “SÌ” permetterebbe ai giudici di determinare l’indennizzo in modo più equo, tenendo conto della gravità dell’ingiustizia e delle circostanze individuali.

    1. Combattere la precarietà lavorativa

    Il terzo quesito dove ad oggi coinvolge 2,3 milioni di persone, propone l’abrogazione di norme che consentono contratti a termine senza giusta causa per periodi fino a 12 mesi. Con il “SÌ”, si ripristinerebbe l’obbligo di motivare ogni contratto a termine, riducendo la precarietà e favorendo la stabilità occupazionale.

    1. Maggiore sicurezza sul lavoro

    Il quarto quesito che ad oggi vedi circa 1000 morti all’anno e oltre 500 mila infortunei, mira a estendere la responsabilità delle imprese negli appalti, contrastando l’uso di imprese prive di solidità finanziaria e non in regola con le norme antinfortunistiche. Il “SÌ” contribuirebbe a ridurre gli infortuni sul lavoro e a garantire ambienti di lavoro più sicuri.

    1. Maggiore integrazione per gli stranieri

    Il quinto quesito darebbe risposte a 2,5 milioni di cittadini e propone di ridurre da 10 a 5 anni il periodo di residenza legale necessario per richiedere la cittadinanza italiana. Il “SÌ” favorirebbe l’integrazione degli stranieri che vivono, studiano e lavorano in Italia, riconoscendo loro diritti e tutele.

    La partecipazione al referendum è fondamentale per influenzare positivamente il futuro del lavoro e della società italiana. Ogni voto conta per costruire un Paese più giusto e inclusivo.

    #VotaSi

     

    Filippo Ciavaglia

    Cgil Nazionale – Dipartimento politiche Europee e Internazionali

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    • Filippo Ciavaglia
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