La vittoria del No al referendum è stata netta e inequivocabile, con una grande partecipazione, soprattutto tra i giovani e tra chi non aveva votato alle politiche. Questo sta a significare che di fronte alla difesa della carta costituzionale i cittadini si sono espressi contro la destra e contro questo governo ma è assolutamente improprio trasferire questo voto al dato politico.
In tutta Europa milioni di giovani e cittadini hanno manifestato e sono scesi in piazza contro la guerra. Per la Palestina, per le precarie condizioni economiche, contro Trump, contro il governo israeliano, per I salari troppo bassi, per la condizioni dei giovani.
Questa forza non si identifica con i votanti del campo largo ma va oltre. Trascurare questo immenso patrimonio sarebbe un peccato politico grave.
Chi vuole le primarie per scegliere il candidato presidente del consiglio determinerebbe e provocherebbe una competizione tra i leader del campo largo e allontanerebbe parte dei giovani dal votare.
Il campo largo deve ascoltare chi ha votato no al referendum.
I giovani non vogliono la guerra, sono contro lo smantellando della Costituzione, del welfare e vogliono prospettive e speranze. Le ultime manifestazioni ‘ no king “hanno riempito le piazze di tutta Europa e otto milioni di cittadini in America.
La sinistra deve fare la sinistra e il suo programma deve partire dalla applicazione della Costituzione.
Così si può pensare di vincere, altrimenti rivincerà la destra.
Al lavoro quindi su un programma chiaro, semplice, sintetico e poi si mettano intorno a un tavolo e decidano.
Di fronte a un mondo che ha distrutto tutte le conquiste democratiche del secolo scorso i giovani stanno partecipando, ascoltiamoli.


