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    Home»Mondo»MIDTERM: la fede alla prova del voto
    Mondo

    MIDTERM: la fede alla prova del voto

    Domenico MaceriDi Domenico MaceriNovembre 2, 20260 VisualizzazioniLettura 5 min.
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    Trump evangelici midterm 2026
    Trump evangelici midterm 2026
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    «Pensavo di apparire come un medico, perché faccio sentire meglio le persone». Con queste parole Donald Trump ha cercato di spiegare l’immagine creata con l’intelligenza artificiale che lo ritraeva come Gesù mentre guarisce un malato in un letto d’ospedale. L’immagine includeva anche simboli patriottici e militari statunitensi. Trump, però, l’aveva fatta grossa e, dopo poche ore, il post è stato rimosso in seguito alle accuse di blasfemia mosse da esponenti cattolici ed evangelici.

    Nelle sue campagne elettorali, l’attuale inquilino della Casa Bianca ha ricevuto un forte sostegno dai cattolici americani, ma ancora maggiore dagli evangelici. Adesso, però, sembra che questo supporto stia diminuendo, anche se rimane relativamente solido. Alle elezioni presidenziali del 2016, Trump ricevette il 65 per cento dei voti degli elettori evangelici. Una cifra aumentata nel 2024 quando raggiunse il 72 per cento. Adesso, però, si registra un leggero calo. Un recente sondaggio di PBS News, NPR e Marist ci informa che il 66 per cento degli evangelici approva l’operato di Trump.

    Il sodalizio fra Trump e gli evangelici sembra molto improbabile, considerando la vita privata del presidente. Quando entrò in politica nel 2015, era già noto per la sua vita da playboy, che non si concluse con i suoi tre matrimoni. I suoi rapporti poco ortodossi con le donne emersero in tutta la loro evidenza nel famoso video di Access Hollywood, diffuso poco prima delle elezioni del 2016. Nel filmato si vede e si sente Trump vantarsi delle sue avventure amorose, dicendo che, essendo una star, le donne gli permettono tutto e che può persino prenderle per le «parti intime». C’è stato poi il caso della pornostar Stormy Daniels, venuto alla luce durante un processo nel 2024, quando Trump fu condannato in un procedimento penale a New York per falsificazione di documenti aziendali legati a pagamenti effettuati durante la campagna elettorale. Da non dimenticare anche la vicenda della giornalista E. Jean Carroll, che vinse una causa civile contro Trump per violenza sessuale e diffamazione e ottenne un risarcimento di cinque milioni di dollari. Questa biografia non ha avuto effetti negativi sui rapporti di Trump con gli evangelici, che gli hanno perdonato il passato e continuano a sostenerlo. Da parte sua, l’attuale presidente li ha ripagati legittimando l’idea che l’America sia un Paese cristiano dominato dai bianchi. Un altro elemento fondamentale è stata la nomina di tre giudici conservatori alla Corte Suprema, che hanno contribuito alla decisione di eliminare la tutela federale del diritto all’aborto, tanto desiderata dagli evangelici.

    I democratici non hanno fatto della religione un elemento centrale della loro politica, concentrandosi sull’idea che la fede personale non dovrebbe influenzare la politica. In queste elezioni di midterm, però, due candidati al Senato hanno scelto di puntare su una visione religiosa in contrasto con quella degli evangelici vicini a Trump. James Talarico, candidato a un seggio al Senato per il Texas, e Adam Hamilton, candidato a un seggio al Senato per il Kansas, hanno entrambi utilizzato le proprie esperienze religiose nelle rispettive campagne elettorali.

    Talarico, seminarista presbiteriano, usa il Vangelo per sostenere una visione politica progressista. Afferma che la sua fede lo spinge ad assumersi una responsabilità morale a favore dei poveri, in contrapposizione all’avidità delle grandi aziende. Talarico non si allontana dalla prassi tradizionale dei democratici, ma la fonda sugli insegnamenti di Gesù, che disdegna il materialismo e si oppone all’idea che la povertà sia dovuta alla mancanza di impegno personale. I comizi di Talarico sono ricchi di riferimenti alla fede religiosa e alla dignità del lavoro, che egli contrappone alla sfrenata corsa al denaro delle corporation. Non sorprende, dunque, che il miliardario Elon Musk abbia speso 200 milioni di dollari per aiutare Ken Paxton, avversario di Talarico nelle primarie repubblicane.

    Hamilton, pastore della più grande congregazione metodista del Kansas, è notissimo per la sua lunghissima carriera e per i suoi programmi televisivi religiosi. Si è temporaneamente allontanato dal pulpito per dedicarsi alla campagna politica, usando un linguaggio progressista fondato su una fede religiosa vicina ai poveri. Hamilton non indietreggia sul terreno religioso e ha persino detto che, se Gesù fosse qui, il suo avversario Roger Marshall lo accuserebbe di essere «woke», termine che la destra ha deformato e trasformato in un’espressione negativa, associandolo agli eccessi del politicamente corretto. In un dibattito, Hamilton ha sostenuto che Marshall, da ginecologo, ha assistito alla nascita di tanti bambini, e gli ha domandato se, una volta nati, abbia poi telefonato all’ICE per farli deportare. Marshall ha mostrato poca carità cristiana perché, secondo quanto riportato, da medico avrebbe denunciato 700 dei suoi pazienti poveri per mancato pagamento.

    Alle elezioni presidenziali del 2024, Trump ha sconfitto Kamala Harris in Texas e in Kansas con ampi margini, poiché entrambi gli Stati sono storicamente conservatori. Adesso, però, sia Hamilton sia Talarico stanno dando filo da torcere ai loro avversari repubblicani. L’attuale presidente americano è stato costretto a intervenire nella campagna elettorale per sostenerli. Con il suo tipico stile, Trump ha attaccato Hamilton, definendolo una «cattiva persona» e «una vergogna» che pretende di essere «moderato». Ancora più feroci sono stati gli attacchi a Talarico, a cui Trump ha persino affibbiato il suffisso dispregiativo «freak» (strano), ribattezzandolo «Talafreako». Talarico e Hamilton stanno facendo leva su una fede religiosa i cui principi rispecchiano quelli di Papa Leone XIII, specialmente per quanto riguarda i poveri e i migranti. Si tratta di una visione in netto contrasto con quella degli ultraricchi che circondano il presidente americano.

    Autore

    • Domenico Maceri
      Domenico Maceri

      PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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