Attraverso la sua semplice e per lui naturale comunicazione di avere esercitato il diritto al voto (che negli Stati Uniti è garantito anche attraverso il servizio postale) il Papa Leone XIV ci ha trasmesso un importante insegnamento non di carattere teologico, ma civico. Il cattolico cittadino americano Prevost ha a cuore il suo Paese e con la partecipazione al voto ci segnala il dovere di occuparsi della cosa pubblica e di contribuire alla scelta della classe politica.
Implicitamente l’esempio del Papa deve essere di stimolo a tutti i cattolici, di ogni età, ma in particolare diretto ai giovani, di tornare a frequentare le urne.
L’esempio del Papa è un importante monito per tutti e per i cattolici, in particolare di esercitare il diritto/dovere del voto ed, ad un tempo, integra una valutazione negativa dell’astensionismo, giunto in Italia a livelli elevatissimi pari a circa il cinquanta per cento degli aventi diritto al voto.
Si tratta, appunto, di un diritto che i cittadini debbono tornare ad esercitare, ricordando che il non voto non è affatto preso in considerazione dai partiti che si dividono i seggi come se avessero votato tutti i potenziali elettori, senza neppure ipotizzare un possibile dissenso nascosto dietro la astensione.
Cogliamo la lezione del Papa, l’esatto contrario del non espedit, e riappropriamoci del diritto al voto!


