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    Home»Beni culturali e turismo»L’arte in tilt per il Coronavirus
    Beni culturali e turismo

    L’arte in tilt per il Coronavirus

    Laura GaragnaniDi Laura GaragnaniAprile 20, 20211 VisualizzazioniTempo lettura 3 min.
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    Foto di Sumanley xulx da Pixabay
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    Tra gli innumerevoli campi profondamente danneggiati dalla Pandemia anche quello dell’Arte e del suo mercato presenta dopo un anno profonde ferite.

    Il rapporto annuale “Art Basel”, che il New York Times definisce Le Olimpiadi dell’Arte, delinea una cruda immagine del mercato dopo una così lunga chiusura e praticamente privo di manifestazioni (mostre-fiere) in presenza. Il rapporto Art Marker Report com del 2020 dell’economista Clare Mc Andrew dimostra che le spese relative a questo campo sono calate dal 24% al 10%.

    A parte le aste o le mostre online la recessione dell’arte è stata globalmente, la più forte crisi degli ultimi decenni. Nonostante i più grandi mercati abbiano sofferto il declino gli USA con il 24% e la Cina con il 20% hanno continuato ad accaparrarsi la fetta maggiore del mercato. Per tutti il declino delle vendite globali è stato del 20%.

    Ma, a causa della riduzione delle spese “operative”, alcune gallerie hanno continuato ugualmente a guadagnare puntando sulle vendite online. Le vendite private inoltre sembra abbiano raggiunto un incremento in confronto agli anni precedenti. Si stima che il totale delle vendite fra pubblico e privato abbia raggiunto nel 2020 i $20.8 bilioni.

    La Cina ha superato gli Stati Uniti ed è diventata il maggiore acquirente con la quota del 36% del totale.

    Foto di Pexels da Pixabay

    Secondo gli ultimi rapporti i settori che hanno conservato maggiore stabilità sono quelli dell’arte del dopoguerra e contemporanea insieme al settore Impressionista, mentre la maggior flessione si è verificata nelle mostre che hanno cancellato il 61% delle manifestazioni in presenza.

    Nonostante le numerose cancellazioni di eventi (il 41%), i compratori monitorati hanno acquistato nelle mostre mentre il 45% ha dichiarato di averlo fatto online. Meno della metà dei collezionisti ha dichiarato di voler partecipare in presenza nel primo semestre del 2021 mentre la maggioranza si è dichiarato disponibile ad aderire a qualunque evento locale.

    Foto di MustangJoe da Pixabay

    In una prospettiva non facile come questa si avvicina la data della Biennale di Firenze, il principale momento d’incontro tra espositori mondiali ed importanti acquirenti in Italia, che consente una serie di incontri scambi e esposizione di quadri ed oggetti di altissimo livello oltre a favorire un indotto economico estremamente importante per il nostro Paese. Una settimana che vede coinvolta tutta la città di Firenze. Speriamo che questa pandemia sia clemente e permetta di nuovo di riaprire ai visitatori Palazzo Corsini tempio della bellezza del barocco fiorentino.

    Purtroppo, è notizia di queste ore, per prudenza, il 2021 sarà ancora un anno di transizione. Ma l’anno prossimo Firenze competerà con Maastricht nel rilancio delle fiere artistiche di eccellenza.

    Foto di apertura di JLB1988 da Pixabay

    Autore

    • Laura Garagnani
      Laura Garagnani

      Laura Garagnani
      Studi: Liceo Classico T. Tasso
      Storia dell'arte La Sapienza

      Esperienze lavorative :
      Azienda di famiglia dal 1983/2002
      Presidente de Associazione Loic Francis-Lee dal 2006 /2010
      Vice presidente del Associazione Loic Francis-Lee dal 2011 ad oggi
      Lingue inglese spagnolo portoghese

    Art Basel Biennale di Firenze Mostre e Fiere d'Arte Palazzo Corsini
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