Autore: Cosimo Risi

Cosimo Risi nasce a Salerno e risiede a Roma. Si laurea in Scienze Politiche all’Università di Napoli Federico II, votazione finale 110/110 e lode. Perfeziona gli studi internazionalistici alla SIOI di Roma ed all’Accademia di Diritto Internazionale dell’Aia. Entra per concorso nella carriera diplomatica della Repubblica italiana. Ricopre vari incarichi in Italia e all’estero. Gli ultimi: Ambasciatore e Rappresentante permanente presso la Conferenza del Disarmo a Ginevra, Ambasciatore presso la Confederazione svizzera ed il Principato del Liechtenstein a Berna. Si specializza in affari europei e relazioni euro-mediterranee. Svolge una intensa attività accademica presso varie Università italiane ed estere, fra cui le Università di Brescia e Bergamo dove co-dirige il Centro Ricerche on European Affairs, la Federico II di Napoli, la Luiss di Roma, l’USI di Lugano, il Collegio europeo di Parma. Dal 2024, per chiara fama, è nominato docente di Diritto internazionale al Dipartimento di Scienze Politiche presso l’Università di Salerno. Scrive di affari esteri per varie testate. È autore di centinaia di pubblicazioni a carattere internazionalistico, relatore in innumerevoli convegni della stessa natura. Nel 2023 esordisce nella narrativa con il thriller internazionale Are You Going to Al-Quds? – Intrigo in Terra Santa. Il suo ultimo saggio s’intitola Dal mare al fiume, cronache mediorientali 2023-26.

Di diplomazia personale si possono riempire le colonne dei social media pubblici o privati come il Truth di Trump, che fa pure assonanza. Una ulteriore esibizione di egocentrismo alla maniera del Marchese del Grillo. La diplomazia personale non rimpiazza però l’ufficiale. I professionisti agiscono nel riserbo e con sobrietà, rendono noto solo il risultato, il resto è interna corporis. Dopo mesi di annunci e contro annunci, di ponti transatlantici più presunti che reali, la lettera di Donald Trump a Ursula von der Leyen spariglia la partita, ora il gioco si fa duro. 30% è la cifra magica attorno cui avviare…

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“Eppure, il taglio ravvicinato delle sue composizioni, l’essenzialità, l’immediatezza dei gesti, l’autenticità dei volti, delle cose, degli spazi, non hanno perso nulla della forza originaria. Mai come in questa violenta e brutale primavera lo sentiamo vicino e vivo” (la Repubblica, 7 marzo 2025). Michelangelo Merisi da Caravaggio è morto da quattrocento anni e si esibisce da vivo a Palazzo Barberini, in Roma. Con il tratto violento, la vita ribalda, la mala morte, il pittore rammenta che la nostra è epoca ribalda e violenta. L’Unione europea, nata come Comunità dalle tenebre della Seconda Guerra Mondiale e del riarmo tedesco che la…

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Il primo mese alla Casa Bianca è un turbinio di dichiarazioni ansiogene. Un punto le riscatta dal frastuono reboante: l’accento sul costo umano dei conflitti. Della telefonata con Vladimir Putin, Donald Trump riferisce che ambedue sono d’accordo nel porre fine al massacro. Quali siano i numeri è difficile da quantificare. Ucraina e Russia li tacciono per non spaventare ulteriormente le opinioni pubbliche e non scoraggiare i coscritti dall’indossare le uniformi. Le diserzioni aumentano mentre scarseggiano le risorse. Trump parla di un milione di vittime far caduti e feriti nei due paesi, per non parlare dei terzi come i nordcoreani che…

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Papa Francesco coglie il punto della crisi in Ucraina più dei fiumi di dichiarazioni che seguono all’apertura di Volodymyr Zelenskyj. La guerra come sconfitta per tutte le parti. A tre anni dallo scoppio, il Presidente ucraino riconosce che non è in grado di riconquistare i territori controllati dalla Russia: la Crimea dal 2014, il Donbass dal 2022. Dieci anni di crisi, centinaia di migliaia di vittime da ambedue le parti, milioni di profughi ucraini, distruzioni immani in Ucraina, inflazione e sanzioni in Russia. Cronaca di un disastro annunciato, per parafrasare il geniale titolo di Gabriel Garcia Marquez. I dirigenti occidentali,…

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Se l’aggettivo non fosse abusato, si potrebbe scrivere che c’è un tratto eroico nei tentativi di Antony Blinken per riportare la pace in Medio Oriente. O almeno ripristinare una qualche stabilità. Nulla da fare. Il Medio Oriente è testardo, respinge le migliori intenzioni del Segretario di Stato USA che, più di qualsiasi predecessore salvo forse l’ebreo tedesco Henry Kissinger, avverte per quella terra ed in particolare per Israele un sentimento che supera l’impegno diplomatico. Ebreo con vari deportati fra gli ascendenti, formazione francese, Blinken vola in Medio Oriente così tante volte da ottobre 2023 che le cronache stentano a seguirlo.…

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Assente Angela Merkel dalla scena internazionale, è Emmanuel Macron a tentare il Grande Gioco. Complice la riapertura di Notre Dame, ospita a Parigi l’incontro trilaterale con Donald Trump e Volodymyr Zelenskyj. A Trump il protocollo dedica gli onori riservati al Capo di Stato che era e non è ancora. Siede in prima fila accanto al Presidente francese ed alla First Lady Jill Biden. Stabilire il contatto diretto con l’Eletto, sempre scortato da Elon Musk, è prioritario. Nel mondo le parti in causa sono tanto numerose quanto ansiose di accrescere la sfera  d’influenza, in attesa del giorno del giudizio. Che verosimilmente…

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Viene facile il gioco di parole. L’Unione europea allestisce l’ennesima sceneggiata. Perché questa delle audizioni dei Commissari è una sceneggiata: il finto dramma per attirare il sospiroso spettatore verso il lieto fine. Il compromesso. A Strasburgo si gioca a rimpiattino fra le forze politiche che la sostengono e quelle che la avversano. Lei si colloca in mezzo alla disputa, la imperturbabile popolare tedesca Ursula von der Leyen. Che tanto imperturbabile non è più, reagisce nervosamente a quanti le chiedono una dichiarazione politica volta a confermare la maggioranza incrociata di stati membri (Francia, Germania, Spagna) e famiglie politiche (Popolari, Liberali, Socialisti…

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Il conflitto tra Israele e le Nazioni Unite si è intensificato nell’ottobre 2024, con Israele che accusa l’ONU di antisemitismo, in risposta alle critiche ricevute per le sue operazioni militari. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito l’ONU una “palude antisemita”, esacerbando la tensione diplomatica. La crisi ha raggiunto un punto critico con la dichiarazione di persona non grata per il Segretario Generale Antonio Guterres, accusato di non condannare adeguatamente l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ma di criticare pesantemente l’operazione israeliana a Gaza.

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno intensificato le operazioni nel Libano meridionale contro Hezbollah, con l’ONU presente attraverso la missione UNIFIL, principalmente composta da soldati italiani, francesi e spagnoli. Nonostante Israele avverta UNIFIL prima degli attacchi, ci sono state vittime e danni tra i contingenti, portando a tensioni diplomatiche tra Gerusalemme e i paesi europei.

Sul fronte internazionale, gli Stati Uniti continuano a sostenere militarmente Israele, con aiuti significativi, ma hanno anche minacciato di sospendere il sostegno se non sarà facilitato l’accesso degli aiuti umanitari a Gaza. Netanyahu, tuttavia, sembra puntare sull’elezione di Donald Trump nel 2024 per rafforzare la sua posizione.

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Ora tutti a misurare chi ha vinto e chi ha perso al borsino della nuova Commissione europea, la Ursula II appena presentata al Parlamento europeo e in attesa delle audizioni individuali e del voto finale. Una volta, con l’immaginazione dei giornalisti, la presentazione era preceduta dalla notte dei lunghi coltelli. Il Presidente si riuniva con i nuovi Commissari in un castello vicino a Bruxelles e là, al riparo apparente dalle pressioni esterne, il castello era in realtà permeabile alle telefonate degli Stati membri, i convenuti si distribuivano i portafogli. Di qui le liti, le soddisfazioni, i mugugni. Peggio ancora quando…

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L’anticiclone africano Caronte tropicalizza le nostre notti insonni e sudaticce. La ragazzina palestinese da Gaza scrive delle notti e delle giornate roventi senza aria condizionata, con l’acqua razionata, cibo e medicine come promessa, l’avanzata di malattie che sembravano dimenticate come la poliomielite. Nel frattempo, Israele, sembra un altro mondo ma sta a due passi, una manciata di chilometri di terra di nessuno violata nell’ottobre 2023, si prepara all’ennesima guerra nell’ennesima simulazione di compostezza. Le scuole estive e i mezzi pubblici funzionano, Tel Aviv macina attività giorno e notte, le spiagge sono affollate, lo spazio aereo è aperto. Gli abitanti del…

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