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    Home»Lettere da Strasburgo»Diritti dell’uomo, un giudice in Europa
    Lettere da Strasburgo

    Diritti dell’uomo, un giudice in Europa

    Rosario SapienzaDi Rosario SapienzaGennaio 7, 20211 VisualizzazioniLettura 2 min.
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    Giustizia
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    Nello scorso mese di novembre settant’anni fa, precisamente il 4 novembre 1950, veniva aperta alla firma la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Le celebrazioni dell’anniversario della Convenzione, e ce ne sono state tante, in Italia e altrove in Europa, si sono incentrate sul ruolo della Corte, certamente importante, ma spesso dimenticando che la Convenzione è più che la Corte stessa e il Consiglio d’Europa è più che la Convenzione.

    La corte di giustizia baluardo per i diritti e le libertà fondamentali
    Corte di giustizia europea
    Foto di Erich Westendarp da Pixabay

    Certo, il sistema della Corte europea, vero e proprio tribunale internazionale posto a presidio della Convenzione, un trattato internazionale scritto come un catalogo “costituzionale” dei diritti fondamentali, ha fatto da catalizzatore al rinnovarsi anche in tempi recenti della nostalgia per una giurisdizione sovrastatale di una ipotetica federazione europea. Non dobbiamo però dimenticare due elementi fondamentali. Il primo è che lo schema del ricorso individuale ad un organo giudiziario di tutela e controllo è solamente uno tra i tanti metodi di controllo che l’evoluzione del diritto internazionale ha reso disponibili. Il secondo elemento di riflessione è che il fatto che l’avvio del procedimento di controllo dipenda dal ricorso dell’individuo implica, a sua volta, che il meccanismo di tutela rimanga condizionato da questo ricorso individuale, che proprio perché individuale, si attiva solo quando l’individuo così ritenga.

    Il parlamento europeo stimolo e garante per i diritti e libertà fondamentali
    Parlamento europeo
    Foto di Erich Westendarp da Pixabay

    La giurisprudenza della Corte, certamente pregevole, va vista dunque nell’ambito di una più ampia strategia nella quale essa si inserisce, quella posta in essere dagli organi politici del Consiglio d’Europa, sia l’Assemblea Parlamentare che il Comitato dei Ministri, a difesa dei diritti umani. Ne viene fuori un quadro di cooperazione serrata, di strettissima integrazione, nel cui ambito operano sia strumenti peculiari del sistema, quali certamente sono la Corte con le sue sentenze ed anche l’Assemblea Parlamentare con le sue risoluzioni e raccomandazioni, e altri più tradizionalmente riconducibili alla dimensione del negoziato politico tra gli Stati e al diritto internazionale. Questa insomma, certamente riguardata attraverso le lenti del diritto internazionale, è la ricorrenza che abbiamo celebrato. E quel che importa è comunque che il Consiglio d’Europa ci abbia assicurato settant’anni di costante progresso nella tutela dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

    Autore

    • Rosario Sapienza
      Rosario Sapienza

      Direttore di Autonomie e Libertà in Europa, contenitore di iniziative e ricerche sulla protezione dei diritti umani nei diversi territori europei. Ha dedicato particolare attenzione alle politiche di riequilibrio territoriale dell’Unione europea, collaborando con la SVIMEZ. È vicepresidente di Coesione & Diritto, associazione per la tutela dei diritti umani nei territori.

    Corte Europea libertà fondamentali tutela diritti dell'uomo
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