Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Luglio 19, 2026

    Se l’Intelligenza artificiale aiuta la transizione energetica

    Luglio 19, 2026

    Per grazia ricevenda

    Luglio 19, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    22 Luglio 2026 - mercoledì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Lettere da Strasburgo»Diffamazione, no al carcere per i giornalisti
    Lettere da Strasburgo

    Diffamazione, no al carcere per i giornalisti

    Rosario SapienzaDi Rosario SapienzaLuglio 20, 20211 VisualizzazioniLettura 3 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Photo by Tim Hüfner on Unsplash
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Questa lettera non viene da Strasburgo, ma riguarda una questione, tutta italiana, che ci ha fatto rimediare negli anni più di una condanna a Strasburgo, da parte della Corte europea dei diritti umani.

    Foto di Pexels da Pixabay

    Lo scorso 12 luglio la nostra Corte costituzionale ha depositato le motivazioni della sentenza n. 150 del 2021 con la quale essa ha deciso sulla complessa e delicatissima questione delle sanzioni per il reato di diffamazione a mezzo stampa.

    La questione è annosa. E da anni in Italia si attende una nuova legislazione che sostituisca l’articolo 13 della legge sulla stampa (47 del 1948) e l’articolo 595, terzo comma del codice penale che puniscono pesantemente il reato di diffamazione, anche con la sanzione della pena detentiva.

    Più volte il Consiglio d’Europa ha esercitato pressioni sull’Italia per la modifica di tale legislazione ritenuta incompatibile con la tutela della libertà di stampa. Ed anche la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per l’irrogazione di pene detentive ai giornalisti (basta citare il celeberrimo caso Sallusti c. Italia del 2019).

    Ma il Parlamento italiano non è riuscito ad approvare una nuova legislazione. Nemmeno quando la Corte costituzionale, con l’ordinanza n. 132 del 2020, gli aveva assegnato, diciamo così, un termine di un anno, dichiarando di voler posporre l’esame dell’ennesimo caso relativo a questa legislazione in attesa della legge.

    Photo by Tim Hüfner on Unsplash

    La legge però non è arrivata e allora la Corte ha deciso.

    Ha deciso che, vista la delicatezza del bilanciamento tra il diritto alla libertà di stampa e il diritto alla onorabilità di chi viene diffamato, «non è di per sé incompatibile con la libertà di manifestazione del pensiero una norma che consenta al giudice di applicare la pena della reclusione nel caso in cui la diffamazione si caratterizzi per la sua eccezionale gravità». Ma solo in questi casi sarà possibile irrogare la sanzione della pena detentiva.

    Pertanto, la Corte ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’articolo 13 della legge sulla stampa, che dispone sempre la pena della reclusione da uno a sei anni per il reato di diffamazione commessa a mezzo della stampa. Mentre ha considerato l’articolo 595, terzo comma, del Codice penale compatibile con la Costituzione, purché sia interpretato nel senso che la reclusione può essere applicata dal giudice soltanto nelle ipotesi più gravi di diffamazione.

    Una soluzione prudente ed equilibrata senza dubbio, ed in linea con la giurisprudenza di Strasburgo, ma che, come la stessa Corte costituzionale, non esime il Parlamento italiano dal dovere di elaborare una compiuta disciplina della materia.

    Meglio, aggiungiamo noi, nel quadro di una nuova disciplina generale delle attività di comunicazione, con qualunque mezzo realizzate.

     

    Autore

    • Rosario Sapienza
      Rosario Sapienza

      Direttore di Autonomie e Libertà in Europa, contenitore di iniziative e ricerche sulla protezione dei diritti umani nei diversi territori europei. Ha dedicato particolare attenzione alle politiche di riequilibrio territoriale dell’Unione europea, collaborando con la SVIMEZ. È vicepresidente di Coesione & Diritto, associazione per la tutela dei diritti umani nei territori.

    carcere diffamazione giornalismo
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    In carcere la dignità umana non può essere calpestata

    Giugno 30, 2026

    Bambini innocenti reclusi in carcere

    Giugno 20, 2026

    Oltre le sbarre: cosa significa davvero tutelare l’affettività ristretta secondo chi lavora ogni giorno accanto alle famiglie detenute

    Maggio 12, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026288

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026199

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025192

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026186
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Europa
    Lettura 4 min.

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Di Barbara RoffiLuglio 19, 202634

    Lo scorso 30 giugno si è formalmente concluso il Piano nazionale di ripresa e resilienza,…

    Se l’Intelligenza artificiale aiuta la transizione energetica

    Luglio 19, 2026

    Per grazia ricevenda

    Luglio 19, 2026

    L’inevitabile declino dei leader europei

    Luglio 19, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Addio PNRR, questo sconosciuto

    Luglio 19, 2026

    Se l’Intelligenza artificiale aiuta la transizione energetica

    Luglio 19, 2026

    Per grazia ricevenda

    Luglio 19, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?