Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    17 Giugno 2026 - mercoledì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Culture»L’italiano sotto attacco nell’anno di Dante
    Culture

    L’italiano sotto attacco nell’anno di Dante

    Renato GaetaDi Renato GaetaOttobre 20, 20211 VisualizzazioniLettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Photo by Marcus Ganahl on Unsplash
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Appropriarsi dell’uso della lingua italiana, in un tempo di impoverimento strutturale delle conoscenze e delle regole della grammatica e della sintassi rappresenta una necessità. Con questo non si vuol dire che lo studio e

    Il vocabolario dell’Accademia della Crusca – Foto di Sailko

    l’uso delle lingue straniere in un Paese come l’Italia, stato fondatore dell’Unione Europea non deve essere affrontato, ma vuole essere un segnale di attenzione all’utilizzo più funzionale della lingua italiana. Anzi bisognerebbe insegnare meglio le lingue straniere dalle scuole primarie all’università. Ancora oggi abbiamo giovani con modeste conoscenze linguistiche.

    Oltretutto la lingua italiana è la quarta lingua più studiata nel mondo dopo, inglese, spagnolo e cinese, prima addirittura del francese, che ha una particolare attenzione e difesa della francofonia.

    Thomas Mann fa dire al protagonista di un suo romanzo che l’italiano è la lingua più bella del mondo, infatti, è stata sempre considerata nel corso dei secoli come la lingua della poesia, del bel canto, della musica, delle arti e delle scienze, dell’eleganza e della cucina. Eppure si insiste ad usare termini inglesi anche dove non sono affatto necessari, perché?

    Per quale motivo si assume questo comportamento, quasi come se ci si vergognasse della nostra lingua? Forse perché le parole inglesi sono più sintetiche rispetto ad una corrispondente espressione italiana. Per dimostrare di essere più moderni e internazionali?

    La responsabilità principale è di coloro che sono per motivi anche di lavoro i protagonisti di questo attacco alla lingua italiana, i giornalisti, i pubblicitari e i politici.

    E una volta che l’anglicismo entra nel linguaggio comune è difficilissimo ritornare al corrispondente termine italiano. Questo uso degli anglicismi in particolare, avviene spesso per sciatteria di molti giornalisti, scarsa creatività dei pubblicitari e poca volontà di trasparenza da parte del personale politico.

    Perché dobbiamo definire una legge sul lavoro Jobs act o sulla famiglia Family act, o addirittura un ministero o assessorato al benessere sociale Welfare?

    La pandemia addirittura ha introdotto il lockdown, quando in Paesi latini come la Francia e Spagna lo chiamano confinement e confinamiento. Noi potremmo chiamarlo isolamento, se la parola confinamento fa ricordare un triste periodo del nostro passato. E recentemente per il certificato verde è entrato nel linguaggio comune Green pass; quando in Francia lo definiscono pass sanitaire.

    Foto di Dariusz Sankowski da Pixabay

    Per definire il lavoro in remoto ci siamo inventati smart working, inesistente nel mondo anglosassone, dove lo definiscono home working. Come se il lavoro in presenza non sia intelligente! Certo che se l’alternativa burocratica è lavoro agile, non è un gran miglioramento. Anni fa si incominciò ad usare telelavoro, come in Francia utilizzano télétravail.

    Per le nuove piste ciclabili disegnate sul tracciato stradale si sta progressivamente diffondendo la definizione bike lane, anziché corsia bici. Ma per avere un’auto o bicicletta condivisa, abbiamo il bike sharing e il car sharing.

    Nello sport abbiamo gli highlights anziché il termine sintesi utilizzato fino a qualche anno fa.

    I giornali e le tv sono pieni di news, breaknews, week, magazine e rubriche di fashion, cook, automotive. E mi fermo qui per non citare i termini del mondo dell’informatica.

    Che cosa si può fare per invertire questa deriva linguistica? Come ho scritto i protagonisti fanno parte principalmente di tre categorie: giornalisti, pubblicitari e politici.

    Nell’anno di Dante, che quotidianamente cerchiamo di celebrare con varie iniziative, l’Accademia della Crusca, che ha tra i suoi compiti la difesa della lingua italiana, deve avviare incontri con le associazioni di categoria dei giornalisti e pubblicitari per sensibilizzare, promuovere l’utilizzo di termini italiani invece di corrispondenti termini inglesi.

    L’Accademia della Crusca dovrebbe uscire dal suo mondo di adepti ed iniziare un’attività sul “campo” di comunicazione e di sensibilizzazione anche attraverso i vari media, le reti sociali. Organizzare seminari a distanza con i docenti, non solo di italiano, che diano anche crediti formativi.

    Più difficile può essere la sensibilizzazione del personale politico, ma se la società civile ritorna ad usare la lingua italiana, anche il personale politico e ministeriale si adeguerà.

    Autore

    • Renato Gaeta
      Renato Gaeta

      Ho iniziato nel 1976 la carriera di marketing in Unilever come product manager, poi proseguita presso il Gruppo Barilla, nelle posizioni di brand manager e marketing manager. Diventato agli inizi del 2000 direttore commerciale dei mercati italiano e internazionale di imprese italiane, Giesse e Arquati. Dal 2015 mi occupo di formazione.

    accademia della crusca anglicismi lingua italiana
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Roma è nostra

    Maggio 20, 2026

    Arte e Mondo: quale dialogo? La realtà rappresentata / 4

    Maggio 20, 2026

    Luoghi oltre la superficie

    Maggio 4, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026276

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026184

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026183

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025142
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Società
    Lettura 1 min.

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Di Piero SandulliGiugno 13, 20269

    Sono iniziati i campionati Mondiali FIFA 2026 in un clima, certamente, opposto a quello che…

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La Governance
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?