15 Aprile 2026 - mercoledì

“Vi ucciderò con l’onda”

disse il vecchio

nascosto nella pelle di cenci,

il ghigno sbilenco,

lo sguardo vuoto,

rivolto al bimbo

che spaurito

guardava il padre.

“Cos’è l’onda, papà?”.

“L’onda va e viene.”

rispose il padre,

prendendolo per mano.

La mano così piccola

e tenera nella sua,

malinconica e forte,

gli rammentò che il bambino

non conosceva l’’onda.

E allora lo coprì

con cappello e sciarpa

e, via, si va alla stazione,

si salta sul treno.

Attraverso colline e monti

giunsero in vista del mare.

“Guarda, figlio, che bello.

Ecco, il mare è fatto di onde.”

“Ma allora morirò!”

disse il bambino,

gli occhi spalancati.

“No, piccolo, no

l’’onda non uccide

se la lasci andare e venire.”

“Ma quell’’uomo, allora..?”

“Quell’’uomo non è stato amato.”

“Parli difficile, papà.”

“No, se ascolti invece di sentire.”

Giunti sulla riva,

il piccolo sentì il rumore

calmo dell’’acqua

un andare e venire,

battere e levare,

dire e non dire.

E capì l’onda che va e torna.

Tanta dolcezza

non poteva fare del male,

pensò, si tolse le scarpe

e si avvicinò all’’acqua,

che si muoveva

come l’’azzurro

degli occhi del padre,

che luccicavano nel sole.

Si bagnò i piedi

e sentì il fresco

che gli accarezzava le caviglie.

“E’ questa l’’onda, papà??”

“Questa è l’’onda che si tocca.”

“Parli difficile di nuovo.”

Non rispose, il padre,

l’azzurro degli occhi perso

in pensieri vuoti

e prese a camminare,

cercando il ritmo

del suo dolore.

Vide, il bambino, un’ombra grigia

che accompagnava il padre

e pensò che sarebbe stato bello

dipingerla di giallo, come il sole,

che si specchiava nel crespo del mare.

Gli scivolò accanto e lo toccò:

“Hai un’onda triste, papà?”

Con distratto affetto

il padre lo carezzò e disse

“Ora conosci l’’onda che non si tocca.

Va e viene: non temerla.”

Tacque e riprese a scrutare altrove,

cercando il tempo dell’anima

nel moto del mare.

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Avvocato e scrittrice, già redattrice di Tutti negli anni ’70, ho lo studio professionale a Milano, ma da qualche anno abito in una bellissima cittadina sul lago Maggiore. Sono nata a New York e sono arrivata in Italia da bambina, sbarcando a Napoli dove ho vissuto anni felicissimi, per poi trasferirmi a Roma e, dal 1975, a Milano dove sono rimasta fino al 2012. Sono un avvocato specializzato in diritto amministrativo e ho un particolare “focus” sul diritto ambientale e sulla prevenzione dell’inquinamento delle acque, da abbandono di rifiuti, da rumore, odori. Non sono un legale seduto dietro la scrivania in mezzo ai codici, ma mi confronto costantemente con le diverse realtà aziendali, con il management e con gli esperti nei diversi settori in cui opero. Credo molto nella comunicazione efficace e corretta, tramite i social e le testate o blog con cui collaboro. Convinta europeista, credo anche nel networking, in cui scambiare esperienze e conoscenza, per poter segnalare competenze e professionalità di livello, adatte alle sfide da affrontare.

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