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Illustrazione di Maria Giovanna Lanfranchi
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Inchiesta sull’Europa post-Covid
Salto ad ostacoli su Ucraina, debito ed Euro
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Non bastava il Covid-19. Non bastavano le infinite varianti del virus. Non bastavano gli enormi lutti, il dolore, i disastri sociali ed economici causati dalla pandemia. Adesso l’Europa deve fare perfino i conti anche con il pericolo di una terza guerra mondiale. Ancora una volta potrebbe scoppiare “in casa”: in Ucraina, il paese nel quale missili e carri armati potrebbero fare stragi.
L’Unione europea appare quasi una comparsa davanti alla possibile invasione russa dell’Ucraina. Scholz, Macron e Draghi si sono mobilitati per arrivare a una intesa, ma finora con scarsi risultati. I protagonisti veri dello scontro sono Biden e Putin, i presidenti degli Stati Uniti d’America e della Federazione Russa, le due superpotenze in rotta di collisione da anni.
“TUTTI europa ventitrenta” dedica l’inchiesta dell’aggiornamento del 20 febbraio alla difficile corsa ad ostacoli della Ue. Entro marzo Bruxelles dovrà cercare di trovare una soluzione politica alla crisi ucraina, disinnescando così anche l’esplosione dei prezzi del gas e del petrolio, arrivati alle stelle per il braccio di ferro sull’Ucraina (Mosca è un grande esportatore di metano e di greggio). L’Europa dovrà anche fare i conti con il Coronavirus, in ritirata ma non ancora battuto. Dovrà fare i conti con l’enorme aumento del debito pubblico delle 19 nazioni di Eurolandia. Dovrà fare i conti con la riforma del Patto di stabilità per l’euro: senza una revisione delle regole alla base della moneta unica rischia di saltare la stessa divisa comune europea.
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