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    Home»Attualità»Le comunità dei convinti e la solidarietà dei vacillanti
    Attualità

    Le comunità dei convinti e la solidarietà dei vacillanti

    Alessandro Erasmo CostaDi Alessandro Erasmo CostaAgosto 20, 20220 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
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    L’attentato alla vita di Salman Rushdie ha suscitato la solita indignazione da parte di politici ed intellettuali. Però questa volta persino Saviano, che a casa mia chiamiamo “il profeta”, si è lasciato andare a trite banalità. Molti si sono meravigliati che la Fatwa di Khomeini di trent’anni fa non sia stata dimenticata, e naturalmente ritorna la paura per l’estremismo islamico.

    Salman-Rushdie- 2016-1-cu.jpg” di Andrew Lih (User:Fuzheado) licenza CC BY-SA 3.0.

    Tutto vero. L’estremismo islamico è ancora un pericolo importante. Non mi volevo aggiungere a questo diluvio di ovvietà, però mi sono imbattuto in uno studio comparso sul The Atlantic di Julie Beck, intitolato This article won’t change your mind. La studiosa affronta il delicatissimo problema delle notizie false, e si domanda perché esse alla fine vengano credute, anche a dispetto di prove e fatti concreti che ne dimostrano la falsità. Consiglio a tutti di leggerlo, ma il succo è che molte persone rifiutano di mettere in discussione informazioni che sono condivise dai membri del gruppo o della comunità alla quale appartengono.

    Molto più importante è rimanere nel gruppo di appartenenza, piuttosto che cercare la verità. Può essere sconcertante che l’appartenenza a comunità umane sia molto più importante della verità.

    Che c’entra questo con l’estremismo islamico?

    In realtà le grandi sfide, i grandi problemi che colpiscono oggi tutti gli esseri umani generano confusione e paura, gruppi e comunità appaiono sempre più come l’unica protezione possibile. Da molto tempo sono affascinato dalle comunità religiose e ideologiche, che ho sempre ritenuto un grande pericolo per gli esseri umani e soprattutto per i sistemi democratici.

    Inutile cercare di elencare queste comunità. Sappiamo che le religioni ne costituiscono una matrice fondamentale, e non è certamente soltanto l’islam ad essere malato di ortodossia integralista.

    Tempio mormone a Salt Lake City – Foto di Michael Hart on Unsplash

    In un paese democratico come gli USA fioriscono gruppi fondamentalisti bianchi, o estremisti religiosi come i battisti. Chi volesse gettare uno sguardo sull’incredibile mondo dei mormoni ortodossi americani dovrebbe leggere il bellissimo libro autobiografico di Tara Westover, L’educazione. Questi mormoni ortodossi si preparano alla fine del mondo, non mandano i figli a scuola e rifiutano la medicina ufficiale. E cosa dire dei testimoni di Geova? Per quanto riguarda il mondo ebraico Netflix ci ha proposto due serie, abbastanza impressionanti. Tra quelle che hanno avuto più successo, Anortodox propone la scena del taglio dei capelli a una ragazza, perché le donne devono indossare una parrucca. Non sono le coltellate date a Salman Rushdie, ma la scena possiede una spaventosa carica di violenza. Massoni e Opus day forse non uccidono ne picchiano nessuno, ma i meccanismi di condizionamento, nelle famiglie e nella comunità, soprattutto verso i giovani, sono certamente gli stessi.

    Perché gli estremismi delle comunità fanno paura? Perché quasi tutti finiscono per adottare meccanismi di esclusione verso coloro che non ne fanno parte, esercitano pressioni psicologiche, ma anche fisiche, su coloro che volessero uscirne e finiscono per adottare procedimenti mafiosi per aiutare gli adepti nella vita e nel lavoro. Quando lessi per la prima volta un fondamentale testo del grande filosofo francese André Glucksmann, L’undicesimo comandamento, fui colpito dalla sua divisione degli esseri umani tra le comunità dei convinti e la solidarietà dei vacillanti. Il grande pericolo delle nostre democrazie non si esorcizza parlando di fascismo, ma attirando l’attenzione di tutti sul risorgere di gruppi che, sentendosi portatori della verità, vorrebbero imporre agli altri i loro principi.

    Nessuna donna è obbligata ad abortire, ma nessuno dovrebbe poter proibire ad una donna di interrompere la gravidanza, qualora volesse farlo. Molte ragazze islamiche portano volontariamente il foulard, ma non deve essere possibile obbligarle a farlo. E così via.

    Dentro molti partiti politici si nascondono questi gruppi integralisti e i leader strizzano loro l’occhio, pensando che non ne saranno condizionati. Ignorano però la pericolosa e pervasiva azione delle comunità integraliste, che già esplode qua e là, anche in Europa contro tante diversità, come gli ebrei, i neri e la comunità LGBTQ+.

    Bisogna stare allerta!

    Foto di apertura libera da Pixabay

    Fatwa di Khomeini la solidarietà dei vacillanti Le comunità dei convinti Salman Rushdie
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    Alessandro Erasmo Costa

    Alessandro Costa nato a Roma, ha insegnato il diritto internazionale e i diritti umani per 40 anni. Ha lavorato nella Cooperazione per lo Sviluppo Economico in molti paesi del mondo e in particolare Medio Oriente e Mediterraneo e Africa (piccole e medie imprese, lavoro delle donne e dei giovani, rispetto dei diritti umani da parte delle imprese). Ha pubblicato molti saggi fra i quali “Il Governo e le Regole dell’economia globale nell’era dei metaproblemi” e più recentemente “il libro Le Diverse, che raccoglie storie di donne di tutto il mondo.

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