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    Home»Mondo»Il salario minimo per il fast food: 22 dollari l’ora in California
    Mondo

    Il salario minimo per il fast food: 22 dollari l’ora in California

    Domenico MaceriDi Domenico MaceriGennaio 20, 20233 VisualizzazioniLettura 4 min.
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    «L’azione di oggi dà ai lavoratori del fast food una voce più forte per stabilire salari giusti e benefici nel settore…. Sono orgoglioso di firmare questa legge il giorno in cui si celebra la festa del lavoro». Queste le parole di Gavin Newsom, governatore della California, mentre commentava il FAST Recovery Act, una nuova legge che aumenterà il salario minimo a 22 dollari l’ora per i lavoratori del fast food.

    Foto libera da Pixabay

    L’aumento del salario minimo a 22 dollari è esclusivo per i dipendenti del fast food in tutte le catene con un minimo di 26 dipendenti con almeno 100 sedi a livello nazionale. Si tratta di un aumento del 50 percento. La nuova legge creerebbe inoltre un consiglio statale per determinare le nuove retribuzioni. Il consiglio, formato da dieci individui con rappresentanti di aziende, lavoratori, e alcuni nominati dal governatore, regolerebbe anche i diritti dei dipendenti. In effetti, si tratta di un intervento del governo statale per gestire un settore dell’industria che protegge i lavoratori. Il consiglio determinerebbe anche gli orari dei lavoratori e altre condizioni nel settore del fast food con possibili modifiche ogni sei mesi le quali dovrebbero poi essere approvate dalla legislatura statale. Si sostituisce sotto molti aspetti al lavoro fatto tipicamente dai sindacati che come si sa in America sono molto deboli.

    La legge è stata promossa dal Service Employees International Union (SEIU), un sindacato che rappresenta lavoratori del settore dei servizi. È stata promossa anche dall’Economic Policy Institute, il National Employment Law Project e One Fair Wage, gruppi che sostengono un’adeguata retribuzione dei lavoratori. Considerando il fatto che i profitti delle corporation sono andati alle stelle durante la pandemia si crede che la legge apporterebbe delle migliorie alle condizioni di quelli che lavorano. Si calcola che beneficerebbe più di mezzo milione di lavoratori, molti dei quali membri di gruppi minoritari come afro-americani e latinos. Renderebbe il lavoro del fast food più allettante per quei lavoratori non coperti da questa legge. Avrebbe effetti collaterali poiché spingerebbe i salari di altri lavoratori verso l’alto. Metterebbe pressione sui piccoli ristoratori per aumentare gli stipendi dei propri dipendenti a causa della concorrenza, specialmente di questi giorni per la scarsezza di manodopera. La situazione è grave e attualmente si sta cominciando a parlare di aprire le porte all’immigrazione per soddisfare i bisogni delle aziende e mantenere la vitalità dell’economia.

    Foto libera da Pixabay

    Nonostante l’approvazione della legge, grazie alle due Camere Statali dominate dai democratici e firmata dal governatore Newsom, l’opposizione è stata feroce. Le aziende del settore hanno rilevato che l’aumento del salario a 22 dollari farebbe balzare i prezzi dei loro prodotti del 20 percento, danneggiando anche i consumatori, molti dei quali sono anche dei ceti bassi. Inoltre l’idea di concentrarsi solo su un settore è stata criticata poiché la legge danneggerebbe gli stessi lavoratori che cerca di aiutare ma non farebbe nulla per quegli altri nei settori esclusi. Si tratta ovviamente di obiezioni tipiche delle corporation quando i lavoratori alzano la voce per ottenere retribuzioni più adeguate e migliorare la loro situazione economica. Preoccupa anche le corporation poiché potrebbe essere l’inizio di un movimento seguito in altri Stati come spesso avviene con altre leggi californiane. Il Michigan, infatti, starebbe considerando simili leggi anche se non dirette esclusivamente al settore del fast food.

    Le aziende sono preoccupatissime e infatti hanno già preso delle misure per ribaltare la legge che doveva entrare in vigore dal mese di gennaio del 2023. Hanno già raccolto più di un milione di firme per un referendum che qualificherebbe all’elezione di novembre del 2024. Questa prospettiva del referendum vuol dire che la legge non entrerà in vigore fin quando gli elettori della California non avranno espresso il loro parere. Una vittoria temporanea per le corporation dunque che potrebbe divenire permanente in caso di successo alle urne. Ma anche in questa delle ipotesi peggiori, del buono emergerebbe, tracciando la strada all’attiva partecipazione dell’importante governo statale della California nella diretta negoziazione dei salari. Il ruolo del governo dovrebbe ovviamente includere la regolarizzazione degli stipendi per mettere dei freni al capitalismo spietato. Ci guadagnerebbero anche le aziende poiché tutto sommato quando i lavoratori dei ceti bassi guadagnano un salario decente lo spendono quasi completamente mantenendo in buono stato anche la vitalità delle aziende.

     

    Foto di apertura libera da Pixabay

    Autore

    • Domenico Maceri
      Domenico Maceri

      PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

    fast food FAST Recovery Act salario minimo Service Employees International Union (SEIU)
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