Dicembre è il mese dei bilanci, delle chiusure, delle prime pagine, delle copertine. Il TIME ha dedicato la sua copertina all’ uomo dell’anno Sinner.
Così, dopo un anno di attività, si è pensato fosse giusto che anche la rubrica ANIME LIBERE avesse una donna di riferimento, una donna che rappresentasse un po’ tutte le donne di cui si è parlato e che in qualche modo ne fosse una sintesi.
Si è pensato a cosa potesse voler dire per una rubrica come quella di ANIME LIBERE avere una donna dell’Anno. Certamente la donna in questione dovrebbe essere una donna per le donne e dovrebbe avere la capacità di illuminare le altre piuttosto che sé stessa.
Ho conosciuto questa donna due anni fa per caso. Aveva da poco assunto l’incarico di Vicesindaco della Città di Velletri. Discreta, gentile e umile lei ama brillare di notte quando in pochi possono vedere la sua luce. La sua attività è interamente dedicata alle donne e ai giovani della sua città. Attenta e meticolosa sta costruendo un dialogo continuo fra istituzioni e cittadini. Con dolcezza e discrezione è entrata nelle scuole per avvicinarsi al mondo dei più giovani. Loro sono fonte di ispirazione per lei che ha l’abilità di camminare accanto senza mai sovrastare.
Con enorme sensibilità si approccia a tematiche come la violenza di genere con l’obiettivo di creare una rete tutta al femminile di professioniste che possano aiutare con il loro contributo altre donne in difficoltà.
Carismatica ed “essenziale” è una donna che ha anche vissuto il forte dolore di una perdita. Dalla mancanza, però, ha avuto la capacità di trarre forza, insegnamenti e ispirazione. Con enorme probabilità la sua condotta impeccabile è dovuta per parte anche alla volontà di portare avanti un lascito morale.
La sua ricostruzione amministrativa per la Città di Velletri poggia su fondamenta importanti: la cultura e i valori.

Oriana Fallaci
La donna dell’Anno per la rubrica Anime Libere è CHIARA ERCOLI a cui si dedicano queste righe di Oriana Fallaci con l’augurio di continuare a battersi senza scoraggiarsi mai.
“Lo so: il nostro è un mondo fabbricato dagli uomini per gli uomini, la loro dittatura è così antica che si estende perfino al linguaggio. Si dice uomo per dire uomo e donna, si dice bambino per dire bambino e bambina, si dice figlio per dire figlio e figlia, si dice omicidio per indicar l’assassinio di un uomo e di una donna. Nelle leggende che i maschi hanno inventato per spiegare la vita, la prima creatura non è una donna: è un uomo chiamato Adamo. Eva arriva dopo, per divertirlo e combinare guai. Nei dipinti che adornano le loro chiese, Dio è un vecchio con la barba bianca mai una vecchia coi capelli bianchi. E tutti i loro eroi sono maschi: da quel Prometeo che scoprì il fuoco a quell’Icaro che tentò di volare, su fino a quel Gesù che dichiarano figlio del Padre e dello Spirito Santo: quasi che la donna da cui fu partorito fosse un’incubatrice o una balia. Eppure, o proprio per questo, essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esistesse potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata. Essere mamma non è un mestiere. Non è neanche un dovere. È solo un diritto fra tanti diritti. Faticherai tanto a ripeterlo. E spesso, quasi sempre, perderai. Ma non dovrai scoraggiarti. Battersi è molto più bello che vincere, viaggiare è molto più divertente che arrivare: quando sei arrivato o hai vinto, avverti un gran vuoto.