Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Per un’Europa libera ed unita

    Maggio 20, 2026

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    28 Maggio 2026 - giovedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Sviluppo sostenibile»Potere ai sindaci per la transizione: proviamo ?
    Sviluppo sostenibile

    Potere ai sindaci per la transizione: proviamo ?

    Nunzio IngiustoDi Nunzio IngiustoDicembre 20, 20240 VisualizzazioniLettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Partire dai territori per invertire la rotta contro i cambiamenti climatici è l’espressione più abusata dalla politica negli ultimi anni quando si parla di eventi improvvisi. L’abuso, tuttavia, ha una sua ragion d’essere perché è nei territori che si conquista il consenso per ambire poi ad altri livelli. L’Italia ha adottato la Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, ma non riesce a dargli il vigore necessario per evitare disastri e calamità. Evidentemente bisogna intendersi anche bene sulle parole. Disastro equivale più o meno a sciagura, mentre per calamità si intende un evento funesto. Il Paese, per fortuna, non ha costanza di questi eventi, ma negli ultimi quindici anni ne ha affrontato diversi. Avvenimenti meteo che hanno colpito tutte le Regioni con esiti differenti, aggravando, in molti casi, situazioni già insoddisfacenti.

    Il Rapporto ASviS

    Il recente Rapporto sui Territori dell’Associazione per lo sviluppo sostenibile – ASviS- ha indicato le maggiori criticità con cui gli italiani fanno i conti. Sono conti amari conseguenti principalmente alla “incapacità di usare le risorse economiche disponibili” dice Enrico Giovannini, Presidente dell’ASviS. Il Rapporto documenta come Povertà, Acqua e sistemi idrici e Qualità degli ecosistemi terrestri siano gli anelli deboli di una successione territoriale che unisce milioni di persone. Sono capitoli emergenziali che rimandano a una scissione dell’azione tra centro e periferia. Gli anni dal 2010 al 2023 sono stati i più negativi. Le Regioni non sono andate avanti verso gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile provocando una discrepanza tra programmi e interventi concreti. I quattro macro capitoli sono peggiorati ovunque allontanando uno dei Paesi centrali dell’Europa da quella visione sulla sostenibilità ambientale e sociale che è la vera cifra del futuro. Curioso che ci siano Presidenti di Regione che reclamino più  risorse quando non riescono a spendere quelle che già hanno in casa. E quando la politica non riesce a fare i conti con se stessa, per capire perché le visioni non si traducono in realtà, ci sono i numeri.

    Di Comune in Comune

    L’Italia ha 75 miliardi di euro in base a un Accordo di Partenariato con l’ Ue, ma finora ha speso poco più del 10%. Il sistema della spesa è ancora troppo farraginoso e si porta dietro lentezze strutturali che nemmeno davanti a fondi straordinari si riescono a eliminare. Sempre il Rapporto ASviS ha preso in esame alcune buone pratiche di Comuni messe in atto da sindaci della Rete dei Comuni sostenibili. È una buona citazione – in antitesi alla retorica politica – dato che la territorialità delle politiche ambientali è quella che i cittadini percepiscono per prima. I sindaci sono storicamente il primo modello di impegno nelle istituzioni ed è il momento di dare loro più poteri nell’organizzare interventi ispirati alla sostenibilità ambientale e sociale. Sulla carta possono fare meglio delle Regioni che spesso sono gli epigoni della burocrazia centrale. Ma se  dovessero fallire, i cittadini saprebbero subito chi e perché non li solleva da ansie ambientali e sociali. Il Comune, alias i  sindaci non sono una dimensione astratta, ma l’istituzione parlante che deve ascoltare e saper rispendere. Comune dopo Comune si può realizzare quello che sinora è stato complicato mettere in pratica. Molto dipende dagli elettori e dalla volontà di chi viene eletto. Però è un dato di fatto che i cambiamenti climatici provocano anche nuove disuguaglianze nel corpo sociale: dalla salute, alle abitazioni, ai costi per l’energia, alla mobilità. Perché allora non riconoscere nei poteri e nei sindaci (primaria organizzazione politica)  la forza per mettere le “radici della sostenibilità” in condizione di dare frutti ? Accanto ai sindaci ci sono imprese, associazioni, volontari, parrocchie con funzioni di stimolo e di controllo. Il successo non è scontato, ma può essere  di conforto a tutti noi ogni volta che sentiremo dire  “partire dai territori “contro i cambiamenti climatici.

    Autore

    • Nunzio Ingiusto
      Nunzio Ingiusto

      Nato a Pomigliano d’Arco (Na) giornalista, laureato in Scienze Politiche Ha iniziato negli anni ’80 ed ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, Il Denaro, Specchio Economico, il Riformista, www.startmag.it. Nella lunga carriera si è occupato di Mezzogiorno, economia, energia, green economy, ambiente. É stato Direttore di periodici locali ed account manager in Eni e Italgas. Ha fatto parte di Comitati, Commissioni speciali su ambiente ed energia. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Relazioni Pubbliche (Ferpi) è membro della Federazione Italiana Media Ambientali ( FIMA) e della Free Lance International Press (Flip). E' autore del libro “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Ed. Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il "Premio Nadia Toffa 2022 ».Scrive per FIRSTonline collabora con Italia Notizie24, EspressoSud;

    Comuni sostenibilità transizione ambientale
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Il paradosso del fango: perché l’Europa deve scegliere tra la miniera e il tramonto

    Maggio 20, 2026

    Viaggi nel Chaco: puntata XII

    Maggio 12, 2026

    Luoghi oltre la superficie

    Maggio 4, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026275

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026182

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026165

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022127
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Europa
    Lettura 6 min.

    Per un’Europa libera ed unita

    Di Pier Virgilio DastoliMaggio 20, 202622

    Mi è capitato – nelle conversazioni universitarie, negli incontri con le scuole e nei seminari…

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026

    L’assassinio di Moro è il Muro di Berlino dell’Italia

    Maggio 20, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    Per un’Europa libera ed unita

    Maggio 20, 2026

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?