L’ Europa non ha pari nel mondo.
È il continente che può insegnare al mondo cosa è la cultura, nella letteratura, nella pittura, nella scultura, nel teatro, nella poesia, nella filosofia, nelle bellezze storico-architettoniche, ha inventato tutto ciò che ha reso moderno il mondo .
L’Europa è il continente della democrazia, del welfare, della sanità pubblica , della scuola pubblica , è il continente della libertà e della pace , ha da sempre avuto la miglior qualità della vita e la più grande industria del turismo, è la sede del Cristianesimo .
È un insieme di quasi 500 milioni di cittadini.
Questa, signori, è l’Europa che può insegnare al mondo intero.
Ora a cosa assistiamo? La supremazia della tecnologia, della finanza, delle dittature, delle teocrazie e delle democrazie illiberali e a seguito di ciò alla corsa alle tecnologie più avanzate e alla rincorsa alla ricchezza come modello di vita e come sistema di misurazione del valore delle nazioni.
Non è questa l’Europa, il futuro non è li ma in quel mondo di valori su cui l’Europa è nata.
Certo l’Europa politica è in crisi vittima di un sistema che non funziona e in assenza di politiche estere comuni, di una difesa comune, di una politica economica e fiscale comune.
Questa è la vera urgenza non la mancanza di tecnologia adeguata ai tempi che può essere tranquillamente acquisita da altri paesi (Sud Est Asiatico, India, Cina), non esistono solo gli stati uniti di cui siamo vassalli.
Recuperare i valori di democrazia liberale, di cultura, di benessere per i cittadini, anche con questo si guadagna e si eleva il livello di un importante modello di civiltà.
Sono giorni difficili e i livelli di pace nel mondo sembrano dipendere da due autocrati senza che l’attuale Europa conti nulla.
Nel contesto europeo maggioranza e opposizione hanno fatto una pessima figura dividendosi per problemi di tattica politica senza una visione del futuro e su due documenti che nulla dicono di concreto e in Italia ci si divide sul nulla tra pacifisti e guerrafondai. E’ infatti irragionevole pensare che si possa eludere il tema della difesa comune ma, per essere concreti, per ottenerla ci vuole tempo e non poco e tutti i paesi devono fare la propria parte e molti passaggi sono necessari. Basta avere la consapevolezza che difesa comune, politica estera comune e sistema economico fiscale sono temi ineludibili.
Ora invece sembra essere il tempo del tutto e subito , bisogna decidere subito il sistema di comunicazione da adottare, la formula magica per risolvere l’inquinamento ambientale e altro senza minimamente capire che i grandi problemi che abbiamo di fronte sono la povertà, le disuguaglianze, il problema demografico, i quasi 800 milioni di migranti nel mondo senza che nessuno opponga politiche di ineludibile accoglienza e integrazione ma che soffiando sulle legittime paure dei cittadini ingrassano soluzioni populiste e xenofobe .
Dopo il Medioevo, periodo comunque da rivalutare, abbiamo avuto il Rinascimento; ecco abbiamo bisogno di un nuovo rinascimento per l’Europa e che può partire proprio dall’Italia.
Alzati Europa e facci vedere che quel Manifesto in cui abbiamo creduto è possibile. Manifesto nato dal pensiero di tre grandi, Spinelli, Rossi e Colorno, nato in uno dei momenti più bui della storia ma che è stato capace di illuminare il futuro.


