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    Home»Lavoro»Licenziamenti in USA: la motosega fa cilecca
    Lavoro

    Licenziamenti in USA: la motosega fa cilecca

    Domenico MaceriDi Domenico MaceriMarzo 19, 20250 VisualizzazioniTempo lettura 5 min.
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    Elon Musk
    Elon Musk

    Per cercare di giustificare il suo operato di leader del Dipartimento per l’Efficienza del Governo Elon Musk e i suoi assistenti hanno annunciato di avere generato risparmi per 8 miliardi di dollari. Come ci ha informato il New York Times si trattava infatti di 8 milioni di dollari. Altre cifre di ulteriori risparmi non hanno fornito documenti specifici. Questi risparmi emergono dai licenziamenti ordinati da Musk ma non ci dicono nulla sugli effetti alle persone che hanno perso il lavoro né sui danni che la loro assenza recherà agli americani. Eccetto quando gli sbagli sono ovvi anche a coloro che leggono semplicemente le testate di Google News. Proprio in questi giorni Musk aveva fatto licenziare 300 dipendenti della National Nuclear Security Administration, un’agenzia che dirige l’arsenale di armi nucleari e controlla lo spostamento di materiale fissile non solo negli Usa ma anche in altre parti del mondo. Difficile capire come avessero potuto fare un sbaglio del genere. Evidentemente non riescono a capire cosa fanno questi dipendenti e la loro importanza. In un altro caso simile dipendenti del Dipartimento dell’Agricoltura, USDA, coinvolti nei controlli dell’influenza aviaria, sono stati licenziati. Dopo essersi resi conto dello sbaglio sono corsi ai ripari e hanno cercato di fare marcia indietro richiedendo che i dipendenti licenziati ritornino ai loro posti.

    Uno sbaglio simile è avvenuto anche con l’Irs, l’agenzia delle Entrate degli Usa. Circa 6 mila dipendenti sono in pericolo di perdere i loro posti di lavoro in un periodo critico poiché il 15 aprile, la data di scadenza per presentare la dichiarazione dei redditi, è quasi alle porte. Joe Biden aveva aumentato il numero di dipendenti per agevolare il loro lavoro e contribuire ad assicurarsi che tutti i cittadini, incluso i benestanti, paghino le loro dovute tasse. Il piano di Trump va nella direzione opposta. L’eliminazione di 6 mila dipendenti aggraverà i ritardi in un’agenzia che non è popolare ma indispensabile per le casse del tesoro americano.

    Nonostante il caos creato dagli ordini esecutivi di Trump, Musk dichiara che il suo compito di ridurre la misura del governo federale continuerà senza soste. Proprio in questi giorni il capo dell’efficienza ha inviato una mail a tutti i dipendenti federali di rispondere entro 48 ore spiegando che contributi hanno fatto la scorsa settimana. Secondo la mail una mancanza di risposta verrà interpretata come dimissione. Il padrone di un’azienda che chiede ai suoi dipendenti di giustificare il loro lavoro ci rivela che non conosce la propria azienda. Esattamente la situazione di Musk nel governo. Alcuni sindacati hanno già informato i loro membri di non rispondere. Ma anche dirigenti di alcuni dipartimenti hanno fatto la stessa cosa. Persino Kash Patel, neo direttore dell’Fbi, ha chiarito ai suoi dipendenti che non devono rispondere anche perché il loro lavoro è confidenziale. Patel ha aggiunto che l’Fbi utilizza i propri criteri e le proprie procedure per determinare l’efficienza. I vertici del Dipartimento di Stato, della National Intelligence, del Dipartimento di Difesa, e del Dipartimento di Giustizia hanno anche loro consigliato ai loro dipendenti di ignorare la mail di Musk. Ovviamente si tratta di schiaffi a Musk che non sembra capire gli effetti delle sue missive. L’altra cosa che non sembra entrare nella mente di Musk né Trump è che anche se tutti i dipendenti federali civili fossero licenziati si risparmierebbe solo il 5 percento delle spese pubbliche. Se veramente si vuole ridurre il deficit bisognerà tagliare programmi mediante legislazione, qualcosa che i repubblicani stanno considerando nelle loro proposte in programma.

    L’opposizione a Musk emerge principalmente per ragioni legali. Il presidente della American Federation of Government Employees (Afge), rappresentante di 800 mila dipendenti, ha dichiarato che Musk e l’amministrazione Trump “hanno dimostrato completo disprezzo per i dipendenti federali e per i servizi critici che forniscono al popolo americano”. Questi licenziamenti non rispettano la legge e con ogni probabilità si concluderanno con “risarcimenti, benefici, e spese legali” che alla fine dovranno essere pagati dal governo, ossia da tutti i contribuenti.

    L’operato di Musk con la benedizione di Trump però alla fine si scontrerà con il sistema giudiziario. Trump però crede che lui non deve seguire la legge perché si considera l’incarnazione della legge stessa. Ce lo ha dimostrato in un scontro recentemente alla Casa Bianca durante una riunione con un gruppo di governatori. Parlando ai presenti Trump si è auto congratulato per il suo ordine esecutivo che riconosce solo due generi, ignorando i transgender. Trump ha continuato lodandosi che tutti gli Stati stanno seguendo la sua direttiva ma lo Stato del Maine non lo farà. Alla riunione l’inquilino della Casa Bianca ha domandato se la governatrice fosse presente, chiedendole se seguirà il suo ordine esecutivo. Janet Mills, la governatrice del Maine, non solo ha annunciato la sua presenza ma ha aggiunto che il suo Stato obbedirà la legge federale. “Noi siamo la legge” ha controbattuto Trump, suggerendo che lui sia il monarca, minacciando che la governatrice non riceverà fondi federali. “Ci vedremo in tribunale” ha risposto la Mills, suggerendo che il presidente non è la legge e che la decisione spetta ai giudici, non all’inquilino attuale della Casa Bianca.

    elon Musk lavoro Licenziamenti USA
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    Domenico Maceri

    PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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