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    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Europa»Nostra Patria Europa
    Europa

    Nostra Patria Europa

    Fabrizio SummonteDi Fabrizio SummonteMarzo 19, 20254 VisualizzazioniLettura 3 min.
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    Alcide De Gasperi
    Alcide De Gasperi

    È il 21 aprile del 1954. A Parigi è una giornata grigia, fredda. Alcide De Gasperi, Presidente del Consiglio italiano, è  stato invitato alla sessione inaugurale della Conferenza parlamentare europea.
    Non esiste un Parlamento europeo, non sono ancora stati firmati i Trattati di Roma : De Gasperi prende la parola di fronte a 300 parlamentari dei paesi del Consiglio d’Europa, e anche di Svizzera e Austria, allora completamente neutrale. È un uomo stanco, amareggiato per quello che ormai si stava delineando come il fallimento della Comunità Europea di Difesa. Di quel progetto ambizioso e visionario di affiancare all’Europa del carbone dell’acciaio un’Europa politica, capace di darsi una struttura militare e una comune organizzazione difensiva.
    C’era tuttavia molta attesa per l’intervento del Presidente italiano. Com’era diversa l’atmosfera rispetto a quella che lo aveva accolto otto anni prima; alla fine della guerra. Quella marcata ostilità verso il rappresentante dell’Italia sconfitta, che osservava: “Tutto in quest’aula mi è contro, tranne la vostra personale cortesia…” .
    Tanto tempo è passato. Ll’Italia è cambiata, e quel politico cortese, asciutto, antiretorico, è un punto di riferimento per chi sogna un’Europa unita, un’Europa di prosperità e di pace.
    Sarà il primo dei leader stranieri a intervenire alla Conferenza, subito dopo i saluti del presidente dell’Assemblea nazionale e del primo ministro francese.
    De Gasperi sa che sono proprio lì, a Parigi, i nemici della Difesa comune, ma sceglie di evitare polemiche o riferimenti diretti a quel progetto. Il suo è un discorso alto. Parla di ideali, fin dal titolo scelto: “Nostra Patria Europa” . Ma quando si tratta di toccare il tema piu’ spinoso, non si tira indietro.

    Dice infatti Alcide De Gasperi

    “Le alleanze difensive, e soprattutto gli armamenti, che ne sono la conseguenza, costituiscono una dura necessità  preliminare. Infatti, noi non possiamo erigere l’edificio della Comunità Europea se non abbiamo prima tracciato intorno al nostro suolo un bastione protettivo che ci permetta di intraprendere all’interno il lavoro costruttivo che esige tutti i nostri sforzi di paziente e lunga cooperazione”

    De Gasperi liquida il dibattito sugli armamenti parlando di “precauzioni necessarie'”, di una “dura necessita’ preliminare”, dando come per scontato che un’Europa che voglia recitare un ruolo nel mondo della guerra fredda, dominato dai blocchi contrapposti, deve per forza avere un’autonoma capacita’ di deterrenza militare, anche sotto l’irrinunciabile ombrello difensivo offerto dagli Alleati. Altrimenti, diviene inutile discutere di valori e di progetti.

    “Appena saranno state prese le precauzioni necessarie al mantenimento della pace – aggiunge De Gasperi – bisogna riconoscere che la vera e solida garanzia della nostra unione consiste in un’idea architettonica che sappia dominare dalla base alla cima, armonizzando le tendenze in una prospettiva di una comunita’ di vita pacifica ed evolutiva”.

    L’11 maggio 1954 Alcide De Gasperi, gia’ malato, sara’ eletto presidente della Comunita’ europea del Carbone e dell’Acciaio. Tre mesi dopo morirà tra le sue montagne, in Valsugana.
    Non morirà il suo sogno europeo. Anche se a volte, a confrontare quelle parole con le polemiche di oggi, sembra che settant’anni siano passati invano.

    Autore

    • Fabrizio Summonte
      Fabrizio Summonte
    Alcide De Gasperi Europa Unione Europea
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