I minuti di attesa, tra la fumata bianca (che annuncia l’elezione) e l’apertura del finestrone della Loggia delle Benedizioni con la proclamazione dell’eletto, riportano alla mente di ognuno il ricordo delle precedenti elezioni dei pontefici. Ogni nuovo Papa (nei miei ricordi di bambino, prima Giovanni XXIII, di adolescente Paolo VI, dopo di adulto, per le elezioni di Giovanni Paolo I, di Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e di Francesco, vissute con maggiore discernimento, e con la considerazione che lo Spirito Santo opera sempre con imprevedibilità e fantasia) ha portato qualcosa di nuovo nel modo di comunicare il messaggio di Cristo, ma, certamente, non ha mai riscritto il programma della Chiesa, che è uno ed immutabile ed è inciso, con parole indelebili e di vita eterna, nel Vangelo.
Questa prima considerazione consente di fare giustizia di tutte quelle illazioni che vogliono imporre allo Spirito Santo i metri del pensiero umano. Non esistono papi conservatori o progressisti, ma vi sono soltanto differenti attenzioni alle modalità di trasmissione del Verbo.
Anche Papa Leone, con la scelta del nome, ci sta indicando la lunghezza d’onda della sua azione evangelizzatrice.
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Frate Leone era il segretario di San Francesco ed il prosecutore, con altri, della sua opera.
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Papa Leone I, Magno, fermò, con il dialogo (disarmato e disarmante), Attila.
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Leone XIII è stato il Papa che ha dettato la dottrina sociale della Chiesa, misurandosi con le cose nuove e restituendo all’Uomo la sua centralità.

Il nuovo Papa, statunitense, ma missionario ed uomo di Curia, dovrà essere tutto ciò: il continuatore di Francesco, ma con un maggior giuoco di squadra; il baluardo che dovrà riaffermare i veri Valori, nei confronti della prepotenza economica dei nuovi barbari; il pastore che dovrà riaffermare la prevalenza della Persona sulla dittatura degli algoritmi, dando nuova linfa alla dignità umana, alla giustizia ed al lavoro.
Dopo la irruenza di Francesco è opportuno il recupero di una maggiore collegialità per poter far proliferare la necessaria attenzione a chi resta indietro nella società e nel mondo.
Leone ha chiesto la collaborazione di tutti e noi non possiamo tirarci indietro.
Superando posizioni di comodo, dobbiamo, in coerenza di vita, seguire il nuovo Operaio nella vigna del Signore.
Il Papa, scelto nel giorno della supplica alla Madonna di Pompei, saprà guidarci, ma il compito dei cattolici è quello di uscire dalle sacrestie e spingersi, in coerenza di vita, a professare, senza remore, la Fede nelle strade del mondo, così potremo dimostrare un effettivo attaccamento alla Fede e non una mera folcloristica curiosità per il colore del fumo.


