Questo titolo è certamente provocatorio. Però, pur avendo, credo, un certo livello di cultura, sono sempre più disgustato della politica nel nostro paese. Di tutta la politica. Prego tutte le persone di cultura di perdonare questo superficiale articolo, pensando, per una volta, ai cittadini comuni.
Domandiamoci cose vede un italiano qualsiasi. Il primo grande scandalo è stato quello di Genova che ha posto fine alla presidenza Toti e ha colpito la cricca di affaristi che si riuniva di notte su uno yacht per spartirsi appalti e potere. Orrore! I giudici di sinistra ce l’hanno con i politici di destra! Poi però si è aggiunto lo scandalo di Milano dove veniva colpita la sinistra, e questo ha causato sicuramente un imbarazzo perché è lecito chiedersi se i giudici ce l’abbiano anche con la sinistra. Ma non potrebbe essere che i giudici applichino soltanto la legge, colpendo la corruzione dilagante? Un italiano comune non sa benissimo che la politica in Italia è spesso nelle mani di piccoli gruppi di affaristi? A Milano sono finiti tutti ai domiciliari, e questa per me è stata una grande gioia, perché a prescindere dalle responsabilità individuali, una cosa è certa: tutto si basava su speculazioni edilizie, cementificazioni senza limiti, compravendita di immobili e grattacieli, spesso di lusso, e non dimentico che un cittadino milanese intervistato si è chiesto perché non venissero anche realizzati parchi pubblici e strutture sociali. Persino le cosiddette archi-star fanno parte dello stesso gioco.
Posso essere considerato superficiale ma è impossibile non rendersi conto che un cittadino comune vede che la gestione politica è fatta da affaristi. Inoltre si sta sviluppando una folle attività di negoziati per i candidati governatori che per fortuna non possono avere un terzo mandato. Si tratta di presidenti di regione importanti come Zaia, Fontana, De Luca, Acquaroli, Occhiuto.
Ma in questa dinamica politica di affaristi e negoziati di potere, un cittadino cosa può pensare della politica? Ma, ancor peggio, se è stufo, come del resto io stesso, che mezzi ha per protestare visto che fanno tutti parte dello stesso sistema?
Mi domando cosa succederebbe se diminuissero ancora significativamente coloro che vanno a votare. Forse gli attuali partiti non farebbero una piega, perché a votare ci vanno probabilmente i clientes dei vari partiti, quelli cioè cui viene trovato un lavoro per i figli, o garantito qualche appalto o nomina in enti inutili.
Io però non riesco a dimenticare che questo crollo della politica sia sempre un segnale molto pericoloso, perché molti dittatori sono apparsi dal nulla, proprio per la debolezza della politica, vedi l’Italia del primo dopoguerra, che ha portato al potere Mussolini, la repubblica di Weimar che ha generato Hitler o la crisi dell’URSS che ha generato Putin, e la storia è piena di altri esempi.
Ovviamente non tutti i politici sono corrotti e dediti al solo potere, ma nelle democrazie conta quello che pensano i cittadini, e cioè il messaggio semplice che essi ricevono da politici sempre più inquisiti da tutte le parti e da scontri elettorali, ma solo per i nomi.
Nessuno si pone il problema di questa crisi della politica ma forse bisognerebbe farlo prima che sia troppo tardi.
L’autore dichiara a difesa del suo onore e della sua responsabilità, che tutto quanto scrive dipende esclusivamente dalla sua modesta esperienza e cultura e che non si è servito, né si servirà mai in futuro, di ChatGPT o altri strumenti di intelligenza artificiale per le sue ricerche e i suoi scritti.