Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    CINEMA RITROVATO 40. I CENTO ANNI DI MEL BROOKS E I MILLE DI KEN RUSSELL.

    Luglio 29, 2026

    L’Odissea di Christopher Nolan

    Luglio 29, 2026

    Disclosure Day: Spielberg e il ritorno alla fantascienza

    Luglio 29, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    29 Luglio 2026 - mercoledì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Mondo»Dazi, la peggior forma di ingiustizia
    Mondo

    Dazi, la peggior forma di ingiustizia

    Domenico MaceriDi Domenico MaceriSettembre 20, 20259 VisualizzazioniLettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    “Si tratta della peggior forma di ingiustizia. Dei politici vestiti di toghe nere”. Così Peter Navarro in un’intervista alla Fox News mentre caratterizzava la decisione della Corte di Appello del Distretto Federale di bocciare temporaneamente il potere di Trump di imporre dazi senza l’approvazione del Congresso. Navarro, com’è noto, è il consigliere di Donald Trump sugli scambi commerciali e grande promotore dei dazi imposti dal presidente statunitense.

    Trump aveva invocato l’International Emergency Economic Powers Act del 1977 per imporre dazi a quasi tutti i Paesi al mondo, persino ad alcune isole disabitate dell’Antartide. La legge permette al presidente americano una certa libertà di rispondere alle eventuali emergenze. La Corte di Appello non ha toccato la questione dell’emergenza limitandosi a imporre freni al potere di Trump che avrebbe avuto bisogno del sostegno del Congresso. La Corte ha chiarito che il Congresso ha delegato al presidente il potere di imporre dazi in settori specifici che potranno rimanere in effetto. I dazi in generale richiedono però indagini commerciali che potrebbero prendere mesi di tempo e non una semplice dichiarazione del presidente in carica.

    Questa è la seconda sconfitta di Trump sulla questione dei dazi. Nel mese di maggio, infatti, la Corte degli Scambi Internazionali di New York aveva bloccato i dazi di Trump, ma poi la Corte di Appello ha temporaneamente congelato la decisione. Adesso con il recentissimo verdetto di 7 a 4 la Corte di Appello impone un freno anche se non un blocco totale e permanente poiché lascia procedere per 45 giorni invece dei tipici 90 onde dare l’opportunità all’amministrazione Trump di fare ricorso alla Corte Suprema. Il 47esimo presidente ha cantato vittoria perché gli accordi raggiunti con parecchi Paesi rimangono in effetto. Allo stesso tempo la decisione della Corte di Appello crea un’ombra sul potere di Trump di imporre dazi a chi gli pare e piace com’è avvenuto recentemente con il Brasile e l’India.

    L’ottimismo di Trump sul suo potere di imporre dazi unilateralmente potrebbe emergere dal suo successo con i suoi ricorsi alla Corte Suprema. Secondo un’analisi, il presidente Usa ha perso il 94 percento dei casi con le corti inferiori ma la Corte Suprema ha ribaltato queste decisioni al 93 percento (15 su 16). Quindi lui spera che la Corte Suprema deciderà a suo favore. Ciò non è assolutamente sicuro. La Corte Suprema potrebbe rifiutare di accettare il ricorso e lasciare permanente la decisione alla Corte d’Appello. Potrebbe accettare il ricorso ma anche in questo caso non vuol dire che l’esito gli sarebbe necessariamente favorevole.

    Una decisione sfavorevole alla Corte Suprema sarebbe “la fine degli Stati Uniti”, ha tuonato Navarro, echeggiando il linguaggio di Trump. Si tratta di un’ovvia esagerazione anche se metterebbe in dubbio i 159 miliardi di dollari già incassati dal Tesoro Usa a causa dei dazi in corso fino al mese di luglio. Se la Corte Suprema dovesse dichiarare illegale l’imposizione dei dazi di Trump il governo Usa potrebbe essere messo nell’imbarazzante situazione di dovere rimborsare questi soldi alle aziende straniere che li hanno pagati.

    Una sconfitta alla Corte Suprema consisterebbe paradossalmente di una vittoria per l’economia americana e anche per Trump. Fino adesso gli effetti dei dazi sono stati leggeri in parte perché le aziende hanno assorbito gli aumenti dei prodotti invece di passarli ai consumatori. Ciò non è sostenibile a lungo termine perché se Trump e Navarro non si rendono conto i dazi sono una tassa che alla fine dovrà essere coperta dai consumatori americani. In effetti, Trump aumenterebbe il peso fiscale al cittadino medio. Gli aumenti dei prezzi creeranno meno richiesta che si tradurrebbe in una decrescita economica non solo per Paesi esteri ma specialmente per gli americani. I cittadini statunitensi possono perdonare tante cose al presidente ma quando si tratta del loro portafoglio non esitano a punire chi è al comando. Trump non è candidato all’elezione di midterm l’anno prossimo ma la sua politica lo è. Una sconfitta alle prossime elezioni potrebbe fargli perdere la maggioranza in una o forse anche ambedue le Camere. Ci sarebbe dunque un vero contrappeso ai suoi poteri presidenziali dal ramo legislativo che fino adesso è stato inesistente. L’unico contrappeso fino adesso è venuto dai magistrati che non hanno bloccato ma imposto leggeri freni ai poteri presidenziali che Trump, con le buone o con le cattive, si è preso abusivamente.

    Autore

    • Domenico Maceri
      Domenico Maceri

      PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

    dazi dazi usa Trump USA
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Mondiali: “vecchia Europa” batte “asse del male”. E magari Trump ci libera pure di Infantino

    Luglio 23, 2026

    Fiammate di guerra nello Stretto di Hormuz sul Vertice della Nato, dove Trump e gli europei non rompono e confermano il sostegno all’Ucraina

    Luglio 10, 2026

    NATO: Trump verso il Vertice dopo il flop del 4 luglio con le ennesime bravate

    Luglio 6, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026291

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026206

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025193

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026187
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Il cinema raccontato
    Lettura 13 min.

    CINEMA RITROVATO 40. I CENTO ANNI DI MEL BROOKS E I MILLE DI KEN RUSSELL.

    Di Guido BassiLuglio 29, 20261

    Festa di piazza. La festa in Piazza Maggiore per i 100 anni di Mel Brooks,…

    L’Odissea di Christopher Nolan

    Luglio 29, 2026

    Disclosure Day: Spielberg e il ritorno alla fantascienza

    Luglio 29, 2026

    UE e ETS: elettrificazione e giocatori nemici

    Luglio 27, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    CINEMA RITROVATO 40. I CENTO ANNI DI MEL BROOKS E I MILLE DI KEN RUSSELL.

    Luglio 29, 2026

    L’Odissea di Christopher Nolan

    Luglio 29, 2026

    Disclosure Day: Spielberg e il ritorno alla fantascienza

    Luglio 29, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?