Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Fiammate di guerra nello Stretto di Hormuz sul Vertice della Nato, dove Trump e gli europei non rompono e confermano il sostegno all’Ucraina

    Luglio 10, 2026

    L’Euro digitale tra geopolitica e sovranità. L’ UE verso la sicurezza monetaria

    Luglio 10, 2026

    NATO: Trump verso il Vertice dopo il flop del 4 luglio con le ennesime bravate

    Luglio 6, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    18 Luglio 2026 - sabato
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Mondo»Le condizioni della tregua, le prospettive della pace
    Mondo

    Le condizioni della tregua, le prospettive della pace

    Cosimo RisiDi Cosimo RisiOttobre 20, 202511 VisualizzazioniLettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    La retorica di Donald Trump confonde. La tregua a Gaza prelude alla pace fra Israeliani e Palestinesi, la pace stabilizza la regione e la proietta verso un futuro di benessere condiviso, persino con l’Iran denuclearizzato. La prospettiva è allettante, sarebbe dai falliti accordi di Oslo dei Novanta che non si assiste ad una costruzione diplomatica così ambiziosa. Qualche fondamento perché il percorso si avvii davvero c’è. L’elemento essenziale è che perduti l’impegno americano nello spingere tutte le parti in causa verso la cooperazione. Spingere i Palestinesi affinché abbandonino la via del terrorismo, spingere gli Israeliani a rinunciare al feticcio della forza, spingere gli Iraniani a rivedere la loro bellicosa specialità a favore della convivenza. Se i tre protagonisti della partita accettano di giocare il gioco con le carte del mazziere americano, gli altri attori seguiranno. I segnali non mancano. Le Monarchie del Golfo hanno i soldi e finalmente la voglia di spenderli per la costruzione. Il Libano s’impegna a limitare l’ingerenza di Hezbollah per ripristinare una dignitosa statualità. La Siria si stabilizza sotto il nuovo regime e dalla tregua con Israele passa alla pace.

    La tregua ha però molte attenuanti e molti punti deboli. La fretta dei negoziatori, comprensibile trattandosi di arrestare i massacri e liberare gli ostaggi, ha molti non detto. L’incertezza, ovvero il diavolo, si nasconde nei dettagli. Hamas va disarmato ed escluso dall’amministrazione della Striscia. Hamas non disarma, gli Americani riconoscono all’organizzazione una funzione provvisoria di polizia. Hamas adopera le armi contro gli oppositori. Con ferocia li elimina in pubbliche esecuzioni perché siano di esempio a quanti meditino di collaborare con il nemico. Traccheggia nel rilasciare le salme degli ostaggi. Il ritardo offre a Israele il motivo per limitare l’afflusso degli aiuti attraverso il valico di Rafah. I dirigenti di Hamas non riparano in esilio. Gaza è la loro terra ed è il luogo, ancora bucherellato di gallerie, dove hanno riparo dalle incursioni dei Servizi israeliani. Questi hanno dimostrato di non conoscere i santuari: si pensi all’attacco al Qatar.

    L’amministrazione tecnocratica di Gaza vedrebbe impegnate varie potenze e varie personalità, fra cui quella discussa di Tony Blair. Hamas non vuole i non-palestinesi. Non li vuole nell’organismo di comando e neppure nella forza di stabilizzazione? L’aspetto è determinante. Su Blair, il Presidente Trump appare possibilista, l’uomo gli piace ma non lo convince il suo mediocre passato da inviato per il Medio Oriente. Sulla multinazionalità dell’organismo di comando e della forza di stabilizzazione non può transigere. Affidare i compiti ai soli Palestinesi sarebbe di dubbia efficacia, non avendo questi le capacità tecnico-politiche, ed aprirebbe una faida interna simile a quella del 2007, quando Hamas defenestrò letteralmente Fatah e prese tutto il potere.

    Il ruolo della Turchia è problematico. Il Presidente Erdogan piace a Trump, è “un duro” e lui preferisce i duri ai molli (un’allusione a Macron e Sanchez?) nonché le giovani donne belle (Meloni). Non piace, ricambiato, a Netanyahu. La presenza dell’uno esclude l’altro, lo schieramento di truppe turche ostili a Gaza non è il migliore viatico per la collaborazione delle IDF. Ed infine il ritiro israeliano. Quando avverrà ed in quale misura? Israele deve superare il tabù che le sue frontiere siano guardate da paesi terzi. Tranne che degli Americani, Gerusalemme diffida di tutti gli altri, specie di Arabi ed Europei. I primi sono ambigui per definizione, i secondi sono volatili e con scrupoli umanitari. Un soldato europeo oserebbe colpire una donna o un bambino pronti a compiere un attentato? La riluttanza di Hamas a lasciare le postazioni crea difficoltà. Di qui la minaccia di Trump di scatenare l’ira israeliana. Non che il messaggio sia granché onorevole per Israele, trattato alla stregua di braccio secolare della potenza americana, ma questi sono i fatti. Per dirla in inglese: that’s it!

    Autore

    • Cosimo Risi
      Cosimo Risi
    Donald Trump Hamas Israele pace in mediocremente Palestina Tregua Gaza
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Fiammate di guerra nello Stretto di Hormuz sul Vertice della Nato, dove Trump e gli europei non rompono e confermano il sostegno all’Ucraina

    Luglio 10, 2026

    NATO: Trump verso il Vertice dopo il flop del 4 luglio con le ennesime bravate

    Luglio 6, 2026

    Iran e non solo: il tempo della pace da qui a fine agosto scandito da vertici e scaramucce

    Giugno 30, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026286

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026197

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025191

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026186
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Mondo
    Lettura 6 min.

    Fiammate di guerra nello Stretto di Hormuz sul Vertice della Nato, dove Trump e gli europei non rompono e confermano il sostegno all’Ucraina

    Di Giampiero GramagliaLuglio 10, 202639

    I leader dei Paesi europei alleati degli Stati Uniti erano andati tutti ad Ankara sperando…

    L’Euro digitale tra geopolitica e sovranità. L’ UE verso la sicurezza monetaria

    Luglio 10, 2026

    NATO: Trump verso il Vertice dopo il flop del 4 luglio con le ennesime bravate

    Luglio 6, 2026

    Papa Leone, harambee: costruiamo insieme!

    Luglio 6, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Fiammate di guerra nello Stretto di Hormuz sul Vertice della Nato, dove Trump e gli europei non rompono e confermano il sostegno all’Ucraina

    Luglio 10, 2026

    L’Euro digitale tra geopolitica e sovranità. L’ UE verso la sicurezza monetaria

    Luglio 10, 2026

    NATO: Trump verso il Vertice dopo il flop del 4 luglio con le ennesime bravate

    Luglio 6, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?