Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    13 Aprile 2026 - lunedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
      • La voce di Bruges
      • Lettere da Strasburgo
      • Finestra sulla Francia
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione internazionale
      • Finestra sul Brasile
      • Storia e controstoria
      • Un mondo da raccontare
      • Una finestra sul mondo
    • Società
      • Categorie
        • Società
        • Attualità
        • Industria
        • Lavoro
      • Categorie
        • Ricerca e innovazione
        • Pubblica amministrazione
        • Sanità
        • Sport
      • Categorie
        • Terzo settore
        • Controvento
        • Dolenti note
        • Servant Leadership
      • Categorie
        • Stroncature
        • TUTTI per Roma
        • Uomini e capre
        • Racconti dalle strade del mondo
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Eccellenze artigiane
      • Lanterne sulle città
      • Passione architettura
      • TUTTI a tavola
      • TUTTI al cinema
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Mondo»Trump e la paura del comico Kimmel
    Mondo

    Trump e la paura del comico Kimmel

    Domenico MaceriDi Domenico MaceriOttobre 20, 20250 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    “Non ci posso credere che quella Fake News di Abc abbia riassunto Jimmy Kimmel… Metterà a rischio la rete spifferando commenti SPAZZATURA dei democratici…… Metteremo Abc alla prova…L’ultima volta che l’abbiamo fatto mi hanno pagato 16 milioni di dollari. Questa volta potrebbe essere più lucrativo”. Con queste parole Donald Trump commentava il ritorno del programma serale di Kimmel alla Abc dopo una sospensione durata sei giorni.

    Come si ricorda, i dirigenti della Abc avevano sospeso il programma di Kimmel per i suoi commenti poco sensibili sulla morte di Charlie Kirk. Dopo l’assassinio dell’attivista conservatore Kimmel aveva fatto una battuta accusando la destra americana di volere strumentalizzare la tragedia per scopi politici. Trump aveva accolto la notizia della sospensione di Kimmel con entusiasmo attaccandolo come un individuo senza nessun talento che non faceva altro che criticarlo. La reazione di Trump era stata rivendicata dalla destra in linea generale soddisfacendo anche Brendan Carr, il presidente della Federal Communications Commission, (FCC) che regola le concessioni ai media americani di radio e televisione. Carr aveva persino minacciato che con le buone o le cattive le reti devono prendere le adeguate misure sui loro programmi, intimando che altrimenti vi sarebbero ritorsioni dalla FCC.

    Carr però è stato criticato da elementi della sinistra ma anche da leader del Partito Repubblicano hanno preso le distanze. Il senatore Ted Cruz, repubblicano del Texas e grande sostenitore di Trump, ha dichiarato il pericolo dicendo che “quando il governo si intromette in quello che ci piace o no di quello che i media dicono” e che gli si può togliere le concessioni, alla fine andrà a finire male anche per i conservatori. Kimmel, nell’episodio del suo ritorno in onda, ha citato Cruz con il quale non condivide quasi nulla, eccetto l’idea della libertà di espressione. Anche il senatore Mitch McConnell, repubblicano del Kentucky, ha difeso l’importanza del principio di libertà di espressione. Anche Tucker Carlson, ex conduttore conservatore di Fox News e attualmente podcaster, ha difeso l’importanza della libertà di espressione.

    Carr durante la presidenza di Joe Biden aveva espresso idee vicinissime a quelle di Kimmel. Nel 2022 Carr da membro ma non presidente della FCC aveva elogiato l’allora presidente Biden dichiarando che “la satira politica è la più vecchia e più importante forma di libertà di espressione. Sfida quelli al potere usando l’umorismo per attirare molta gente nella discussione. Ecco perché quelli che contano l’hanno sempre presa di mira per censura”. Adesso però Carr obbedisce ai desideri di Trump e minaccia i media come fa il presidente.

    Trump, come si sa, ha sempre attaccato i media accusandoli di fake news e di trattarlo malissimo. Le sue minacce ai media hanno ottenuto alcuni successi poiché la stessa ABC, CBS, e piattaforme come X, Facebook, e YouTube lo hanno compensato per tenerlo buono e non dovere subire ritorsioni per danneggiare le altre compagnie che fanno parte del loro business. Bisogna ricordare che quasi tutte le corporation che possiedono radio, televisioni, e anche giornali hanno anche interessi economici che dipendono dal governo. Spesso nei loro sforzi di movimenti societari fra aziende nel settore della comunicazione e altrove hanno bisogno di favori dal governo e sanno benissimo che Trump non esita a colpirli se non fanno i buoni. Le sue denunce sono molto frequenti e la cosa più facile per queste mega aziende è di piegarsi ai voleri di Trump concedendo contributi alla sua campagna elettorale e anche dopo. Una delle pochissime aziende che non ha altri interessi economici al di là del giornalismo è il New York Times che Trump ha spesso denunciato. Nell’ultima querela il presidente chiedeva risarcimenti di 15 miliardi di dollari per “danni subiti”, accusando il giornale di essere un “portavoce del Partito Democratico”. Proprio in questi giorni però un giudice federale della Florida ha respinto la causa, confermando il giornale di New York come paladino della libertà di stampa e di espressione.

    E proprio questo il tasto rievocato da Kimmel la sera del suo ritorno in onda. Il conduttore ha chiarito che il suo programma è poca cosa. Ciò che importa, ha continuato Kimmel, è che “viviamo in un Paese che permette un programma del genere”, aggiungendo che “in altri Paesi autoritari come la Russia e il Medio Oriente conduttori come lui sarebbero sbattuti in carcere per satireggiare i leader politici”. Kimmel conduce il suo programma alla Abc da ventitré anni durante i quali ha diretto le sue frecce satiriche a presidenti democratici e repubblicani. Nessuno ha mai protestato eccetto Trump. Forse perché ha la stessa debolezza e paura di leader autoritari ai quali lui si ispira?

    Donald Trump Jimmy Kimmel politica USA USA
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Domenico Maceri

    PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

    Articoli correlati

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    L’ONU agonizza a New York, risanarlo altrove, prima che sia troppo tardi

    Aprile 13, 2026

    Iran: guerra, Trump al bivio tra intesa senza vittoria e escalation; gli europei lo lasciano solo

    Aprile 2, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    Le armi spuntate dell’Europa per la pace a Gaza e in Ucraina

    Settembre 20, 202530

    La guerra e la transizione verde: perchè l’Italia paga il conto di Trump

    Aprile 2, 202622

    Guerriglia e guerra senza quartiere

    Settembre 20, 202512
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202611

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?