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    Home»Mondo»Per Trump la democrazia funziona solo quando vince lui
    Mondo

    Per Trump la democrazia funziona solo quando vince lui

    Domenico MaceriDi Domenico MaceriNovembre 19, 20250 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
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    I disegni per i distretti elettorali della Camera dei Rappresentanti vengono modificati dopo il censimento decennale per riflettere i cambiamenti demografici. Donald Trump nel mese di agosto ha deciso che per evitare una probabile sconfitta del suo partito alle elezioni di midterm del 2026 si darebbe un vantaggio rompendo gli schemi tradizionali. Nel mese di agosto l’attuale inquilino alla Casa Bianca chiese al governatore del Texas Greg Abbott di ridisegnare le mappe dei distretti del Lone Star State per crearsi un probabile vantaggio di 4 seggi. Il governatore della California, il democratico Gavin Newsom, con ambizioni presidenziali per il 2028, ha controbattuto con una mossa che conferirebbe 5 seggi addizionali ai democratici nel 2026. Nel Texas il cambiamento è stato relativamente facile perché richiede solo un voto delle due Camere a maggioranza repubblicana. In California, dove il disegno dei distretti è affidato a una commissione non-partisan, il cambiamento è stato più difficile perché oltre all’azione legislativa la costituzione richiede anche un voto favorevole dei cittadini.

    L’approvazione della Proposition 50 in California ha funzionato per i democratici i quali hanno anche ottenuto successi elettorali nello Stato della Virginia, il New Jersey, la città di New York e anche in Pennsylvania. Una buona giornata per i democratici che serve da buon auspicio per le elezioni di midterm del 2026 quando potrebbero conquistare la maggioranza in una o forse ambedue le Camere. Ma andiamo con ordine.

    Nell’elezione a governatore del New Jersey la democratica Mikie Sherrill ha sconfitto il candidato italo-americano Jack Ciattarelli. Il candidato repubblicano ha ricevuto l’endorsement di Trump il quale gli ha allo stesso tempo fatto lo sgambetto avendo eliminato i fondi per il Gateway Tunnel. L’azione di Trump, come tante altre, non sarà legale ma il 47esimo presidente si era divertito vendicandosi di Chuck Schumer, il senatore dello Stato di New York e leader della minoranza democratica al Senato. Schumer ha ribattuto che Trump aveva agito per semplice “dispetto e stupidaggine” e che avrebbe danneggiato i viaggiatori del New Jersey e New York.

    Nello Stato della Virginia la democratica Abigail Spanberger ha comodamente sconfitto la candidata repubblicana Winsome Earle-Sears. La Virginia è la residenza di circa 150 mila dipendenti del governo federale che sono stati decimati da Trump e la cui sicurezza per mantenere i loro posti di lavoro rimane incerta.

    Le candidate democratiche vittoriose in questi due Stati si potrebbero classificare moderate. La vittoria di Zohran Mamdani a sindaco di New York invece riflette valori nettamente progressisti. Mamdani si è dichiarato democratico socialista e ovviamente Trump lo ha etichettato di comunista. Il 47esimo presidente aveva preferito Andrew Cuomo, il quale nella corsa a sindaco si era presentato come indipendente dopo essere stato sonoramente sconfitto da Mamdani nelle primarie del Partito Democratico. Va ricordato che Cuomo si era dimesso da governatore dello Stato di New York nel 2021 dopo essere stato accusato di molestie sessuali e fu rimpiazzato dalla vice governatrice Kathy Hochul.

    L’entusiasta vittoria di Mamdani è il risultato di una campagna che ha ricalcato l’accessibilità economica, promettendo trasporti pubblici gratuiti, il diritto a case con affitti ragionevoli, asili nido gratuiti per tutte le famiglie e l’aumento del salario minimo dall’attuale 16,50 a 30 dollari l’ora da raggiungere nel 2030. Il neosindaco, 34enne, musulmano, echeggia il progressismo di Bill de Blasio, sindaco dal 2017 al 2021 il cui successo però è stato limitato.
    Vittoria anche in Pennsylvania dove i tre giudici democratici sono stati confermati, mantenendo la maggioranza di 5 a 2 nella Corte Suprema Statale.

    Le vittorie democratiche rappresentano una boccata d’ossigeno per le forze anti-Trump con buone speranze per il 2026. Rimane però l’eterno conflitto per l’anima del partito che oscilla tra l’ala sinistra di Sanders e Ocasio-Cortez e le forze centriste. Alla fine però ciò che funziona in una città come New York potrebbe non funzionare in distretti del Midwest o del Sud. Ciononostante, Trump non è stato contento con i risultati e con il suo solito stile ha accusato di frode elettorale in California. La democrazia funziona per lui quando vince. Quando perde c’è sempre la scappatoia che i suoi avversari hanno truffato.

    Casa Bianca Donald Trump Gavin Newsom Mamdani midterm politica USA Sindaco New York
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    Domenico Maceri

    PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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