Avremo un appuntamento con le urne il 22 e 23 marzo prossimi. Questa volta dovremo esprimerci per un referendum confermativo costituzionale in relazione alla legge presentata del Ministro per la Giustizia C. Nordio.

Voto doppiamente importante perché vi è un aspetto politico ed un aspetto tecnico nella nostra risposta a questo referendum.

 

Autorevoli prese di posizione

Per l’aspetto tecnico non ho competenze per poter commentare; ho notato nel dibattito sui media che vi sono state autorevoli prese di posizione sia per il “No”, sia per il “Sì”. Due mi hanno particolarmente colpito: quella di G. Zagrebelsky che ha dichiarato “Il senso di questa riforma è l’intimidazione dei magistrati”, concetto ribadito anche dal Presidente della Corte di Cassazione P. D’Ascola e la “quasi-censura” di META al video dello storico Alessandro Barbero che invita a votare “No”. Entrambe opinioni comprensibili e condivisibili, ma avverse da esponenti dei partiti al governo.

Logo Del Comitato “Società Civile per il NO al referendum costituzionale”

Se ne è parlato tanto, noto solo che la passione di personaggi di questo calibro dovrebbe ispirare a tutti noi una convinta partecipazione all’appuntamento referendario. Pochi giorni fa ben 117 costituzionalisti e 150 sindaci hanno aderito al Comitato “Società Civile per il NO al referendum costituzionale” presieduto dal Prof. Giovanni Bachelet, che, fra l’altro, ha dichiarato: “sono i cittadini ad avere il maggiore interesse a essere garantiti da una magistratura autonoma e indipendente da tutti, a partire dal Governo pro tempore”.

 

Impressioni personali sull’aspetto tecnico

Aggiungo solo un paio di impressioni personali, la prima riguarda il passaggio a due Consigli Superiori della Magistratura -CSM-; uno per ciascuna carriera. Mi sembra un depotenziamento dell’organo di autogoverno dei magistrati attuale e, come tutti i consessi duplicati, si può prevedere sin da ora contrasti e attriti fra i due Consigli. Anche l’inoppugnabilità delle sentenze della Corte disciplinare mi sembra quasi una “Spada di Damocle” su ciascun magistrato, come ha ben rilevato il dott. E. Cetro, già presidente presso la Corte d’appello delle Marche, nel suo articolo sui pericoli di questa legge costituzionale.

Infine è veramente una cosa assurda prevedere la nomina nei CSM per sorteggio . Neanche alle scuole medie il capoclasse si decideva per sorteggio! Viene detto dai proponenti che la scelta è stata effettuata per limitare il ruolo delle “correnti”, per evitare casi “Palamara”; ma che senso ha? Se si opera nel lecito, le correnti sono una libera aggregazione fra colleghi; se si opera al di fuori del lecito la cosa va sanzionata.

Avrebbe senso nominare al Parlamento deputati e senatori per sorteggio, perché qualcuno di loro ha commesso illeciti o perché un partito è stato colpito da indagini?

Siamo sicuri che fra i “fortunati” eletti nei futuri CSM non si generino le correnti politiche o di potere dopo la nomina, semmai trasversali fra “togati” e “politici” (cioè sorteggiati in una lista messa a punto, non si sa con che criteri, dal Parlamento)?

 

Risolutivo l’aspetto politico

Se fossi in grado di soppesare il pro e il contro dei vari autorevoli pareri tecnici circa il modo opportuno di votare al referendum e la bilancia fra “Sì” e “No” fosse in perfetto equilibrio; se non volessi dar peso alle mie personali impressioni che mi orientano per il NO, come dovrei decidere? Sarebbe per me risolutivo l’aspetto politico di questo referendum.

 

La bilancia favorisce il NO anche per l’aspetto politico

Non si tratta di fare il tifo o di esprimere la propria opinione politica. Piuttosto vediamo perché e come si è arrivati a questo referendum.

Sui media spesso si sentono, negli ultimi mesi, attacchi contro la magistratura da parte di membri del governo ed esponenti dei suoi partiti. Si va dallo sproloquio su fatti di cronaca nera non risolti, al tentativo di influenzare le decisioni dei giudici, per criticarle poi comunque. Sembrerebbe una campagna per il Sì a una legge che risolverebbe tutto.

Che ci siano problemi nel nostro sistema della giustizia è evidente; in sintesi: troppo tempo per arrivare al giudizio finale; spesso non sono puniti i magistrati che abbiano operato in maniera scorretta (facile ricordare il caso Tortora); alcune sentenze non sono ben comprensibili e lasciano l’amaro in bocca.

Bene questo referendum non affronta nessuno dei veri problemi della Giustizia. Il governo non prevede di impiegare risorse umane e economiche per rinforzare la Giustizia, non ne aumenta l’organico, non stabilizza i precari. Il referendum affronta un aspetto residuale che interessa pochissimi magistrati (mi pare che solo il 4-5% in totale decide di cambiare carriera) e quasi per nulla i cittadini.

In più occasioni la Presidente del Consiglio e suoi supporter si sono espressi censurando l’operato della magistratura perché rallenterebbe l’operato del governo. Basta ricordare in merito le ripetute e tragicomiche forzature tentate dal governo per popolare il Centro di rimpatrio dei migranti in Albania, un’inutile voragine per il denaro pubblico, ora iniziano anche i risarcimenti per i migranti trasferiti. Forzature bloccate da vari magistrati sulla base della legge vigente, non delle opinioni personali. Volgare e inopportuno è stato l’attacco al CSM da parte del ministro Nordio, che ha reso necessario un irrituale intervento di solidarietà del Presidente Mattarella.

Il Centro per migranti in Albania (da immagini di www.rainews.it)

Il compito della magistratura è proprio quello di garantire il diritto di tutti i cittadini ed i residenti; deve potersi esprimere liberamente e certo non deve diventare la catena di trasmissione del governo, come forse alcuni nostalgici vorrebbero.

 

Le ragioni per un convinto NO

L’attuale governo, a mio parere, dopo più di tre anni di potere, non è riuscito a varare leggi significative, ha brillato più per le assenze e omissioni, che per i provvedimenti a favore dei cittadini. Le leggi approvate sono state principalmente ispirate dal contingente. Per esempio, dopo gli esecrabili fatti commessi da pochi delinquenti durante il recente corteo di Torino, sono stati promessi nuovi provvedimenti restrittivi, inutili con i facinorosi, dannosi per i cittadini che vogliano manifestare pacificamente. Insomma leggi inutili e dannose fatte solo per rincorrere le emozioni della cronaca, più o meno manipolate.

Inoltre la Presidente del Consiglio evita di parlare con i giornalisti e si esercita nell’alternare equilibrismi politici fra Trump e Unione Europea con faccine, rimbrotti e battute da avanspettacolo. Fra l’altro, non mi sembra che abbia espresso la posizione ferma e inorridita del nostro Paese sui crimini di Minneapolis: un silenzio imbarazzante. Il compenso ha chiesto la prefazione per il suo libro a J.D. Vance, un nemico dell’Europa e nostalgico delle autocrazie, come dimostra il suo intervento alla Conferenza di Monaco del 2025.

Il governo sta puntando su questo referendum per dimostrare di riprendere il testimone lasciato da Berlusconi ed essere in grado di toccare la Costituzione per poi continuare con ulteriori modifiche del nostro sistema istituzionale repubblicano. Ha rifiutato qualunque confronto sui contenuti del testo di legge, tutti gli emendamenti proposti sono stati rigettati. Questo testo di legge modificherebbe ben 7 articoli della Costituzione; era proprio necessario, non aprirà altre falle?

Il Capo dello Stato, Enrico De Nicola, firma la Costituzione italiana il 27/12/1947

La premier ha compreso che non vi sono altre occasioni durante questa legislatura per fare modifiche costituzionali quali il presidenzialismo e vorrebbe con questo referendum ottenere una legittimazione per il suo ruolo di potere. Non a caso per questa legge, dopo la prima approvazione, non è stato più possibile presentare emendamenti: testo “blindato” per le altre tre votazioni. Un insulto allo spirito della Costituzione, che chiede per modifiche costituzionali 4 votazioni e non le solite 2, con l’obiettivo di far converge le opinioni.

Abbiamo un’opportunità per dimostrare il nostro dissenso verso questo governo e questa premier, la nostra delusione per quando non fatto in questi anni di gestione e per l’impoverimento del nostro Paese, la nostra frustrazione per vedere l’Italia subalterna ai capricci di un leader che odia l’Europa e sta tentando di distruggere la democrazia nel suo paese. Ed anche per impedire lo stravolgimento degli equilibri voluti dalla nostra Costituzione, un gran dono dei nostri padri costituenti di tutti gli schieramenti politici.

L’opportunità si concretizza nel votare NO al prossimo referendum e anche nel parlarne con i familiari, gli amici, i colleghi per prospettare loro l’importanza di partecipare alla consultazione referendaria per esprimere il loro NO.