Il discorso di Ursula von der Layen sullo stato dell’Unione (Soteu), durato quasi un’ora e un quarto, al Parlamento europeo ha toccato tutti i principali punti dell’agenda comunitaria, fornendo molti punti di novità politiche e programmatica per il nuovo anno. Un discorso che si discosta  da quello dello scorso anno, di più ampio respiro geopolitico, indotto dall’acuirsi delle crisi, e per uno spirito di maggiore apertura alle necessarie innovazioni. Allo stesso tempo più difensivo, sui temi di politica interna, e omissivo in termini di proposte e risposte su diverse questioni.

Lo stato dell’Unione

Nel suo discorso, la Presidente fornisce subito la fotografia di un quadro complesso “Lo stato dell’Unione è solido come mai prima d’ora e lo stato dell’Unione può sembrare precario come mai prima d’ora”. La inquadra facendo riferimento ad uno dei principali momenti di svolta della storia europea, risalendo fino ai giorni della Rivoluzione francese. Per dire della gravità che avverte “in quest’epoca complessa di grandi possibilità e di grandi pericoli” e delle scelte conseguenti e necessarie: “In questo mondo l’Europa ha scelto di tracciare un suo percorso. A emergerne ora è un’Europa più forte e indipendente.” La Von der Leyen elenca: l’Europa ha rafforzato “la spesa per la difesa di quasi l’80% solo negli ultimi cinque anni”; fornito sostegno all’Ucraina “ impegnata a lottare per il proprio futuro e per la libertà europea”; affiancato la Groenlandia, “a fronte delle minacce alle quali è stata sottoposta” (unico riferimento agli Stati Uniti e a Trump); operato a tutela delle democrazie europee “bersaglio di droni, attacchi ibridi o disinformazione” attaccate “da nemici  talvolta dall’esterno e, troppo spesso, dall’interno”. La storia recente delle iniziative messe in campo, pur tra tante difficoltà, dimostrano che “nella gelida fragilità del mondo di oggi, solo l’Europa può fornire una vera sovranità agli europei”. Il pensiero sottaciuto va agli euro scettici e alle forze nazionaliste che frenano il progetto quando non lo boicottano apertamente. I recenti risultati elettorali in Germania, il pronunciamento referendario islandese, le prossime scadenze elettorali in diversi paesi europei sono preoccupazioni che fanno da sfondo a buona parte dell’intervento e ispirano la volontà di recuperare la fiducia degli europei. UvdL allora lancia diverse iniziative che vedremo più avanti e propone  un nuovo Congresso europeo in concomitanza con il 70° anniversario dei Trattati di Roma, per sostenere il sogno europeista

La forza e i problemi dell’Europa

L’Europa- rimarca la Presidente Ue-ha una grande forza. “Disponiamo di un mercato enorme, di industrie e servizi di prim’ordine, di ampie riserve di risparmi e di una delle principali valute al mondo. Eppure, continuiamo a frammentare i capitali, le reti e il potere d’acquisto europei”. Occorre “costruire un’economia nella quale l’innovazione e l’energia attraversino le frontiere, nella quale le imprese competano e crescano in tutta Europa e nella quale i risparmi finanzino il futuro” e rilancia le idee delle relazioni Draghi e Letta e della recente iniziativa del Rhine  Group. Uno spazio europeo di grandi dimensioni e potenzialità che ha bisogno di una revisione nel segno della semplificazione della burocrazia e della riduzione dei tempi di messa a terra dei progetti, nell’ambito dell’accordo sulla tabella di marcia “Un’Europa, un mercato” da completare entro il 2027 La von der Leyen, anticipando molti degli intervenuti  nel dibattito successivo, sottolinea che le gravi crisi internazionali- dall’Ucraina all’Iran- pesano sui bilanci delle famiglie e minacciano il tenore di vita dei cittadini, scaricando su l’Ue nuove aspettative e responsabilità. Il problema del caro vita, la crisi degli alloggi, l’impennata dei costi energetici, i ritardi sull’IA e sull’innovazione, la sovraregolamentazione amministrativa sono tutti aspetti che confluiscono in un diffuso malcontento e alimentano nuove aspettative. Così, la vita minuta e reale dei singoli irrompe nell’emiciclo di Strasburgo, rilanciata da diversi relatori.

Energia ed emergenze climatiche

Se la crisi di Hormuz ha evidenziato una volta di più la dipendenza europea dalle forniture energetiche e l’esposizione alle crisi geopolitiche, la risposta per UvdL deve puntare all’autonomia, alla diversificazione delle fonti, alla neutralità tecnologica e al raddoppio dell’elettrificazione dei processi entro il 2040, consapevoli che non si può essere una grande potenza industriale con i  costi energetici più alti Allo stesso tempo occorre porre attenzione ai cambiamenti climatici che hanno fatto sentire i loro effetti con gravissimi incendi, diffusi su tutto il territorio europeo, con morti e distruzioni. La UvdL propone una forza europea di pronto intervento contro gli incendi e di accelerare sulla transizione verde e sulle rinnovabili e altri fonti pulite, riducendo il ricorso ai fossili. Ma nel frattempo manca una risposta sul qui ed ora cosa fare, sul come affrontare in piena emergenza energetica il prossimo inverno in Europa, con i costi che non accennano a fermarsi. Non ci sono indicazioni nel breve periodo né misure di contrasto al caro carburanti né iniziative di contrasto alle speculazioni e all’asimmetria della dinamica dei prezzi.

L’Ue nel nuovo ordine internazionale

In un mondo avviato verso un nuovo ordine, l’Europa deve saper preservare la sua autonomia e la sua sovranità. Vanno in questa direzione gli accordi siglati con i paesi del Mercosur, con l’India  https://tuttieuropaventitrenta.eu/2026/02/19/india-ue-accordi-commerciali-e-strategie-politiche/, il Messico e l’Australia l’Indonesia e, da una parte, l’annuncio della creazione di un corridoio centrale per connettere i mercati asiatici e, dall’altra, il riequilibrio delle relazioni commerciali con la Cina. . Ma la vera novità, destinata a pesare sulle relazioni transatlantiche, è, da una parte, la proposta di Associazione all’UE rivolta al Canada, rappresentato in aula a Strasburgo dal Premier Mark Carney (accolto da scroscianti applausi) per una stretta cooperazione su materie prime strategiche, sia per la transizione verde che per le riserve di idrocarburi, sulle nuove tecnologie, sulla cybersicurezza e l’IA, sulla difesa,  e sull’area dell’ Artico, al centro di  fameliche manovre da parte di Usa, Cina e Russia e, dall’altra, l’annuncio di un Consiglio di sicurezza europeo, a prefigurare un meccanismo di rafforzamento e autonomia della politica di difesa, con anche Canada, Norvegia Regno Unito e Ucraina. Proposte di grande portata. Ma la rete globale di partenariato e le proposte in materia di difesa  non riescono a coprire l’assenza di una strategia sui conflitti in atto. Riconfermando l’appoggio incondizionato all’Ucraina, non ha fornito alcuna indicazione su ipotesi negoziali né accenni a delegazioni utili allo scopo; stesso discorso sul conflitto scatenato da Usa e Israele contro l’Iran, di cui paghiamo le ingenti conseguenze economiche. Così come il rammarico, espresso per non essere riusciti, come Europa, a segnare una ferma condanna con  misure adeguate alla continua aggressione israeliana nei confronti del popolo palestinese, non si è tradotto in una presa di posizione sul necessario  superamento dell’unanimità in materia di politica estera europea.  Un nodo che va risolto al più presto per la credibilità europea e prima di ulteriori allargamenti che lo renderebbero ancora più complesso in virtù del diritto di veto. Così come non è chiaro da dove arriveranno le risorse necessarie per sostenere i nuovi impegni. Il QFP dovrebbe concentrarsi più su risorse aggiuntive derivanti dalla vigilanza delle normative  e dall’attività antitrust più che da nuovi prelievi fiscali che stresserebbero i cittadini europei.

Innovazione e IA

UvdL evidenzia che l’intelligenza artificiale rappresenta nuove opportunità ma anche rischi. La nuova frontiera dell’innovazione tecnologica deve procedere tenendo insieme l’inclusione e la sostenibilità con le potenzialità in termini economici e  sociali. L’Europa vuole promuovere la ricerca e l’innovazione per migliorarne gli utilizzi in cinque grandi macro aree: la salute, i trasporti, l’agroalimentare, lo spazio e l’industria. Ma, contrariamente a quello che vorrebbero gli AD delle grandi Big Tech, pone regole perché l’IA sia al servizio della collettività evitando usi ostili o impropri. “Con l’affinarsi delle capacità dei modelli più avanzati – i cosiddetti “frontier model” – questi rischi- ha detto UvdL– assumono contorni sempre più precisi” per concludere che inviterà “i principali laboratori d’avanguardia a prendere parte a una discussione su possibili soluzioni per sostenere le iniziative settoriali volte a regolare il ritmo della corsa alla frontiera.”  Ancora più prudenza quando parla del  Kids Act che prevede il divieto ai social per gli under 13 e mini profili social per gli under 15, sotto osservazione genitoriale.

Il dramma di Ceuta e la questione migratoria.

In tema di immigrazione, uno dei dossier più sensibile, UvdL sottolineando la necessità di agire insieme, evitando fughe in avanti, con un’evidente critica al Governo italiano, ha ribadito che “Tutte le frontiere esterne dell’Unione sono frontiere europee. Voglio quindi rivolgermi direttamente al popolo spagnolo. La frontiera di Ceuta è una frontiera europea. Perché Ceuta significa Spagna. Ceuta significa Europa. E l’Europa sarà al vostro fianco. L’unica soluzione possibile è una soluzione europea, ed è il patto sulla migrazione e l’asilo.” In questo senso ha inquadrato il fenomeno nell’ambito del nuovo patto sulla migrazione, rimandando la gestione delle eventuali crisi a quanto previsto dal complesso di Regolamenti e Direttive europee,  da attuare in tutti i suoi aspetti. Sul fenomeno migratorio la UvdL ha ricordato che “Negli ultimi due anni abbiamo assistito a una riduzione del 55% degli arrivi illegali, con un ulteriore calo del 35% quest’anno. Si tratta di un progresso concreto. Tuttavia, gli eventi di quest’estate dimostrano che i nostri strumenti devono evolvere, in particolare per le situazioni di emergenza. L’Europa deve disporre dei mezzi per proteggere le proprie frontiere in ogni momento. Soprattutto negli scenari in cui i movimenti di massa sono orchestrati e strumentalizzati. Per questo proporremo un nuovo quadro europeo di risposta alle emergenze.” La Presidente ha annunciato che rafforzerà Frontex per accelerare i rimpatri dei clandestini e un piano di collaborazione con i paesi terzi.

Un discorso, dunque, proattivo e puntuale sui temi in agenda, con una visione geopolitica segnata da partenariati globali all’insegna della diversificazione regionale e della riduzione dei rischi con alleanze rafforzate, ma che non affronta alcuni dei nodi di fondo che bloccano l’Unione.

Autore

  • Gaetano Pergamo, laurea in Scienze Politiche, indirizzo politico internazionale, già dirigente nazionale della Confesercenti, responsabile delle politiche europee, del mercato e della concorrenza. Per la Confederazione ha diretto il settore agroalimentare e dell’energia, ambiente e mobilità, coniugando diritto d’impresa, sviluppo economico e coesione sociale e territoriale. Ha curato l’apertura dell’Eurosportello per le PMI, gestito il dossier della transizione dalla lira all’Euro, coordinato i principali appuntamenti europei d’interesse economico e imprenditoriale.
    Ha fatto parte di tavoli istituzionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri economici, svolgendo numerose audizioni parlamentari e presso le Autorità di vigilanza e regolazione, membro di commissioni ministeriali. Ha negoziato e sottoscritto Protocolli istituzionali, Accordi e rinnovi contrattuali con le parti sociali e le più grandi aziende petrolifere. Iscritto all’ordine dei giornalisti di Roma, ha diretto periodici di settore.

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