Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Nobel Pace a giurista anti-apartheid e del genocidio a Gaza è schiaffo a Trump e Netanyahu

    Ottobre 12, 2026

    La legge elettorale, gong per i litiganti

    Ottobre 12, 2026

    La nuova legge produrrà la bulimia dei partiti

    Ottobre 12, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    12 Ottobre 2026 - lunedì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Culture
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
      • Immagini ed emozioni
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Mondo»NAZA, dalle interviste alle prove sul campo
    Mondo

    NAZA, dalle interviste alle prove sul campo

    Alfonso ScaranoDi Alfonso ScaranoOttobre 12, 20261 VisualizzazioniLettura 3 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    NAZA prove sul campo
    NAZA prove sul campo
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Numerose inchieste giornalistiche avevano ricostruito, pezzo dopo pezzo, l’impiego della sorveglianza telefonica, dei sistemi automatizzati di identificazione dei bersagli, della raccolta massiva di dati. C’erano già le immagini, i numeri, le testimonianze palestinesi, gli episodi apparentemente inspiegabili. Mancava però qualcosa una sorta di prova del nove da dentro il sistema, la voce di chi quel sistema lo aveva costruito e fatto funzionare dall’interno.

    È questo, forse, il merito più importante di NAZA. Ventiquattro membri dell’intelligence e dell’esercito raccontano non soltanto gli attacchi, ma il livello di sofisticazione tecnologica, organizzativa e linguistica raggiunto dal sistema: intercettare, localizzare, classificare, attribuire un’identità, prevedere le presenze nell’edificio fino a quantificare le vittime civili considerate accettabili, utilizzando il termine NAZA come formula burocratica con cui la morte di civili entra nel calcolo.

    Ma proprio qui le testimonianze del film incontrano la domanda inquietante se il sistema è davvero capace di sapere così tanto, come dobbiamo leggere ciò che è accaduto sul campo?
    Pensiamo a *Hind Rajab* , la bimba rimasta intrappolata in un’auto dopo la morte dei familiari e poi crivellata da centinaia di colpi. La sua posizione era nota e una missione della Mezzaluna Rossa fu organizzata per soccorrerla. I due paramedici inviati sul posto furono anche loro uccisi. Successivamente l’esercito israeliano ha riconosciuto che le proprie truppe avevano aperto il fuoco sull’auto e ha annunciato un’indagine penale sull’uccisione dei soccorritori.

    Pensiamo poi ai quindici operatori di soccorso *uccisi a Rafah* nel marzo 2025. Un episodio che ha prodotto una analoga domanda, ovvero come può un apparato dotato di una così penetrante capacità di sorveglianza non distinguere ripetutamente ambulanze, operatori sanitari e soccorritori?
    E terzo caso di una serie amplisdim, il cosiddetto *double tap al Nasser Hospital* dell’agosto 2025. Dopo il primo attacco, giornalisti, medici e soccorritori accorsero sul luogo allora accadde che un secondo attacco colpì proprio esattamente l’area nella quale si erano radunati, uccidendo soccorritori e giornalisti.
    Nessuno di questi episodi, preso isolatamente, dimostra automaticamente un ordine programmato deliberato di uccidere civili o soccorritori, e possono esistere errori, informazioni incomplete, errori di identificazione e violazioni individuali delle regole. Ma NAZA modifica il peso della domanda sulla predeterminazione dato che più sofisticato è il sistema di conoscenza, più difficile diventa spiegare come ogni risultato letale sia il semplicistico effetto di ignoranza di ciò che stava accadendo.

    Ecco che le testimonianze di Naza, passando dalle interviste alle prove sul campo, descrivono un apparato capace di vedere, ascoltare, classificare, progettare, prevedere. Gli episodi documentati sul terreno ci obbligano allora a chiederci non soltanto “che cosa sapevano”, ma “che cosa hanno deciso di fare sapendo”.
    Se la risposta fosse che la conoscenza dell’identità delle persone non impediva la loro eliminazione, allora la disumanizzazione avrebbe raggiunto la forma nuova di vedere l’umano target civile perfettamente e di considerare comunque la sua morte una variabile accettabile o voluta, come alcuni sostengono per i giornalisti e i medici.

    Da questa prospettiva NAZA è ancor più inquietante, perché le informazioni c’erano e il film mostra il possibile salto di qualità, dalla somma degli episodi allo svelamento di un modello.
    Con tutte le necessarie verifiche giudiziarie, la parola genocidario smette di essere soltanto un’accusa politica e diventa una domanda da sottoporre alle prove. Una domanda finale. Il conteggio dei morti è fatto sui cadaveri ritrovati, ma quante persone erano state classificate come Naza sono stati calcolati sopprimibili nel sistema IDF?

    Autore

    • Alfonso Scarano
      Alfonso Scarano
    bersagli crimini di guerra danni collaterali dati massivi diritto internazionale disumanizzazione double tap Gaza genocidio giornalisti uccisi guerra a Gaza Hind Rajab identificazione bersagli IDF intelligence israeliana intelligenza artificiale Israele medici uccisi Mezzaluna Rossa Nasser Hospital NAZA operatori sanitari Palestina prove sul campo Rafah responsabilità militare soccorritori sorveglianza sorveglianza telefonica testimonianze. vittime civili
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Nobel Pace a giurista anti-apartheid e del genocidio a Gaza è schiaffo a Trump e Netanyahu

    Ottobre 12, 2026

    La frattura della società israeliana a tre anni dal 7 ottobre 2023

    Ottobre 12, 2026

    ChatGPT parla di Tutti Europa Ventitrenta

    Ottobre 12, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Gli 80 anni di Cesare Moreno: una vita per l’educazione

    Settembre 3, 2026550

    Ce n’est qu’un debut, continuons le combat

    Maggio 20, 2024334

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026312

    Il caso Roggero e il rischio di trasformare il trauma in archetipo

    Luglio 31, 2026281
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Mondo
    Lettura 5 min.

    Nobel Pace a giurista anti-apartheid e del genocidio a Gaza è schiaffo a Trump e Netanyahu

    Di Giampiero GramagliaOttobre 12, 20269

    L’anno scorso, il comitato per il Nobel norvegese aveva assegnato il premio per la Pace…

    La legge elettorale, gong per i litiganti

    Ottobre 12, 2026

    La nuova legge produrrà la bulimia dei partiti

    Ottobre 12, 2026

    La lezione della Brexit

    Ottobre 12, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Nobel Pace a giurista anti-apartheid e del genocidio a Gaza è schiaffo a Trump e Netanyahu

    Ottobre 12, 2026

    La legge elettorale, gong per i litiganti

    Ottobre 12, 2026

    La nuova legge produrrà la bulimia dei partiti

    Ottobre 12, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?