Autore: Alfonso Scarano

Numerose inchieste giornalistiche avevano ricostruito, pezzo dopo pezzo, l’impiego della sorveglianza telefonica, dei sistemi automatizzati di identificazione dei bersagli, della raccolta massiva di dati. C’erano già le immagini, i numeri, le testimonianze palestinesi, gli episodi apparentemente inspiegabili. Mancava però qualcosa una sorta di prova del nove da dentro il sistema, la voce di chi quel sistema lo aveva costruito e fatto funzionare dall’interno. È questo, forse, il merito più importante di NAZA. Ventiquattro membri dell’intelligence e dell’esercito raccontano non soltanto gli attacchi, ma il livello di sofisticazione tecnologica, organizzativa e linguistica raggiunto dal sistema: intercettare, localizzare, classificare, attribuire un’identità, prevedere…

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Nel precedente articolo intitolato “Razzi e piume” si osservava come il prezzo dei carburanti abbia una curiosa disciplina che obbedisce con zelo alle cattive notizie e con molta meno sollecitudine, ma molta sbadatezza, a quelle buone. Sale anticipando precipitosamente il costo futuro, scende aspettando molto, molto prudentemente che il futuro di prezzi inferiori sia diventato presente. È il mercato, bellezza, e nulla ci puoi fare ci viene spiegato, perché il sistema della formazione dei prezzi delle quotazioni incorpora le aspettative. Ora ENI introduce un fatto che merita più attenzione di quanto suggeriscano la manciata di centesimi dello sconto annunciato, ovvero volontariamente…

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Il potere contemporaneo non parla più apertamente il linguaggio del tiranno. Nel Vangelo secondo Matteo leggiamo: «Allora Erode, vedendosi beffato dai Magi, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù» (Mt 2,16). Oggi il potere parla invece il linguaggio tecnico della sicurezza, della deterrenza, della precisione, della proporzionalità, dei “danni collaterali”. Benjamin Netanyahu ha ripetutamente definito l’IDF «the most moral army in the world», ancora il 16 settembre 2026, respingendo come assurde le accuse di crimini di guerra rivolte alle forze israeliane. È proprio questa rivendicazione morale a…

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Salgono come razzi, scendono come piume. È la sintesi più cinica e più esatta di come funziona il prezzo della benzina e del gasolio o del gas ogni volta che il Medio Oriente trema o saltano i gasdotti per azioni terroristiche. Basta una minaccia sullo Stretto di Hormuz o l’autolesionista eliminazione di un produttore, un comunicato ansiogeno delle agenzie di stampa, e il prezzo alla pompa si impenna nel giro di ore — mentre il carburante nelle cisterne italiane è stato comprato settimane prima, a un costo che quella tensione non l’ha mai vista. Poi, quando la crisi rientra, il…

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Quando il massimo comun divisore diventa un metodo di politica economica: la lezione di metodo del Prof Federico Caffè. La Costituzione italiana viene celebrata e giustamente per il risultato che rappresenta. Ma bene sottolineare che il suo insegnamento più prezioso non sta soltanto nel testo delle norme che ci ha lasciato. Sta nel *metodo* con cui quelle norme furono costruite. Alla Costituente si sedettero uomini che non avevano affatto le stesse idee. Comunisti, socialisti, cattolici, liberali, repubblicani che non erano certo anime belle in cerca di un accomodamento, ma portatori identità politiche forti, spesso sorrette da ideologie inconciliabili tra loro. E…

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La caccia, in Italia, è la nuova materia in cui sono in troppi a sparare parole prima di mirare il giudizio. Cacciatori contro animalisti, Regioni contro Stato, Stato contro Bruxelles. La fauna, speciale interessata, non dispone di ufficio stampa né di buoni sondaggisti. Il nuovo disegno di legge viene presentato dai favorevoli come un innocente aggiornamento della normativa del 1992. Formula molto comoda e per molti versi scorretta. In realtà il testo sposta il baricentro dalla “protezione” alla “gestione”, amplia i margini regionali e rende più elastici (troppo??) calendari e interventi sulle specie. Non è il Far West annunciato da…

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Arriva un momento, nella vita delle istituzioni come in quella degli uomini, in cui continuare a fare le stesse cose sperando in risultati diversi — come avvertiva Einstein — cessa di essere ingenuità e diventa la forma più pericolosa di irresponsabilità. Quel momento, per le Nazioni Unite, è adesso. Lo diciamo senza drammi e senza nostalgie: l’ONU che conosciamo è clinicamente agonizzante. La sua malattia gravissima deriva dal cumulo di mille viltà accumulate in ottant’anni — il veto usato come clava, i bilanci svuotati per capriccio sovranista, i bambini che muoiono di fame mentre il Palazzo di Vetro discute di…

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Una volta gli italiani mettevano i soldi sotto il materasso. Poi arrivarono le banche e li convinsero che il materasso non rendeva. Oggi arriva l’Europa e spiega che nemmeno il conto corrente va più bene. Bisogna investire! Bellezza e non devi fiatare! Non è un consiglio, è un progetto politico. Si chiama *Savings and Investment Union* SIU, come il fischio di un proiettile vicino alla testa, che nella sua elegante formula anglosassone, nasconde una delle più grandi operazioni di ingegneria finanziaria del nostro tempo: trasformare il risparmio dei cittadini europei in carburante per i mercati dei capitali. Ti pare poco?…

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Un certo strabismo non si cura con gli occhiali perché non è ottico ma politico. È lo strabismo di chi vede nitidamente le pagliuzze negli occhi altrui e che oggi magnifica per tronchi, ma ignora con ammirevole ostinazione ed abilità dialettica le travi conficcate nel proprio occhio ed esperienza storica da protagonista. Mario Draghi, nel suo solenne intervento di Lovanio, ne offre un esempio da manuale. Il mondo liberale è finito, ci dice. L’ordine internazionale basato sulle regole si è sgretolato. Il commercio non segue più il vantaggio comparato, ma il vantaggio assoluto. L’interdipendenza è diventata un’arma. Accipicchia che bravo,…

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*Le parole che dividono il mondo: semiti, ebrei, sionisti, antisemiti e un DDL Delrio che non capisce la storia* Mi è stato chiesto di scrivere su un tema che spesso si sfiora, ma non si affronta davvero: “le parole” che governano l’immaginario del conflitto tra Israele e Palestina, e più in generale del rapporto millenario tra ebraismo e mondo. Parole usate ogni giorno come fossero pietre: “semita”, “antisemita”, “sionista”, “ebreo”, “ebraico” e tutto quel “contro” ed “anti” che ci si costruisce sopra. Parole che qualificano identità, che scatenano accuse, che chiudono bocche e teste. Parole che spesso diventano insulti prima…

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