Autore: Alfonso Scarano

C’è un tratto comune nella retorica del nostro tempo: si parla delle vittime, se ne mostra il dolore, ma si lascia in ombra il carnefice, chi quelle vittime le produce. Si separa dunque retoricamente l’effetto dalla causa, come se la morte dei bambini, la distruzione delle case, la fame negli ospedali, fossero una piaga della natura, un’inondazione, un terremoto. È difatto un’operazione fumogena: se ci sono vittime, devono anche esserci i carnefici. Eppure, il discorso pubblico si ferma alla metà più piagnona e meno coraggiosa della indignazione. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricevendo il premio dedicato al pediatra Roberto…

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Una bambina di quattro anni è morta di fame. Non in un remoto villaggio del Sahel, non nel cuore di qualche giungla dimenticata. Ma nella Striscia di Gaza, a poche ore di volo da Roma, Tel Aviv, Londra. Si chiamava Razan Abu Zaher, e il suo corpo, ormai svuotato da giorni di digiuno, è stato consegnato alla pietà degli uomini da un ospedale che non ha più medicine, né latte, né anestetici. Solo fame. Fame nuda, fame provocata, fame trasformata in arma. In un mondo normale, a questa notizia seguirebbe la pietà umana, il silenzio. Un rispetto muto. E invece…

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