L’onda della protesta, che è partita -come già in passato- dalla Francia si è infranta, con fragore sulle nostre città. Essa porta giuste richieste di attenzione unitamente a vuote e pericolose manifestazioni di violenza!
Compito della politica, di tutta la politica, che deve lasciare da parte le contrapposizioni, spesso di facciata, ed ascoltare attentamente le esigenze avanzate da tali contestazioni, separandole, in tal modo, dalla insensata violenza che gruppi di qualunquisti in cerca di becera gloria hanno voluto scatenare togliendo, in tal modo, valore alle istanze dei manifestanti.
Il tema dello studio; la questione della casa; l’attenzione ai giovani debbono essere posti al centro della agenda politica.
In luogo delle tante inutili commissioni bicamerali sarebbe utile istituirne una che sappia, riportando in vita il sistema delle cooperative, individuare efficaci politiche abitative e mutui offerti alle giovani coppie.
Vanno, inoltre, moltiplicate le case per gli studenti fuori sede e meritevoli e totalmente ripensato il sistema delle case popolari, fermo -nelle sue regole- a settanta anni fa!
Se la Politica (con la maiuscola) vuole recuperare il suo ruolo deve dare precise e concrete risposte che non inseguano follie come il centodieci per cento!
In tal modo, forse, i cittadini torneranno alle urne!
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