Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Quia nominor Leo, “perché mi chiamo leone”

    Ottobre 20, 2026

    Il bilancio europeo di Meloni: molte aspettative, pochi risultati e la fine dell’asse con Berlino

    Ottobre 20, 2026

    Giocare a risiko per riformare l’UE. Non mollare mai

    Ottobre 20, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    20 Ottobre 2026 - martedì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Culture
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
      • Immagini ed emozioni
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Sviluppo sostenibile»Competitività e decarbonizzazione spaccano l’Unione Europea
    Sviluppo sostenibile

    Competitività e decarbonizzazione spaccano l’Unione Europea

    Gaetano PergamoDi Gaetano PergamoOttobre 20, 20260 VisualizzazioniLettura 8 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    EU-ETS e ETS2
    EU-ETS e ETS2
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    L’EU-ETS, (European Union Emissions Trading System) è il nuovo banco di prova dell’UE. Così appare, infatti, il tentativo di conciliare le istanze del mondo economico con quelle delle forze ecologiste, quelle delle  forze produttive con le spinte  ambientaliste; a cui si sovrappongono quelle del nord e  del sud, dell’est e dell’ovest del continente europeo, come emerso nel Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre us, dove c’è stato un vero e proprio scontro tra i 27 paesi membri che ha portato il Consiglio a  invitare “ la Commissione ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’ETS 2, in particolare la sua concezione e le sue garanzie. Nessun rinvio. Ma anche un ulteriore punto di ingorgo politico istituzionale, per un mercato – quello del contrasto alle emissioni di CO2- che dal 2013 ha generato risorse per 270 miliardi € (e reso possibile l’erogazione di 255 miliardi € sotto forma di quote gratuite), in crescita per i futuri apporti di famiglie e imprese con gli EU-ETS2. In questo contesto, le Istituzioni europee stanno facendo fatica a conciliare  interessi, vocazioni territoriali e indicazioni programmatiche. La riforma del sistema delle emissioni cerca di tenere faticosamente tutto insieme, in un quadro in cui da una parte le Istituzioni europee rischiano nuove frizioni e dall’altro di alimentare il deficit commerciale con la Cina. Mentre la Commissione sarà chiamata ad ulteriori approfondimenti e negoziati su ETS2 per trasporto stradale e riscaldamento.

    Il sistema EU-ETS

    Il sistema EU-ETS, che sta alimentando lo scontro tra i 27, è stato introdotto dalla Direttiva 2003/87/CE. E ‘finalizzato a contrastare in modo incisivo i cambiamenti climatici e ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera. Costituisce lo strumento politico principale dell’Unione europea in materia di politica ambientale ed industriale per traguardare la transizione energetica,  a partire dai grandi emettitori per raggiungere poi, dal 2028, le PMI e le famiglie con l’EU-ETS2. Basato sul principio “chi inquina paga” e sul  meccanismo del “cap-and-trade”, fissa nei settori interessati un tetto massimo (cap) alle emissioni sul territorio europeo, cui corrisponde un numero di quote (1 ton di CO2eq. = 1 quota EUA), destinate a ridursi nel corso del tempo per decarbonizzare i processi produttivi e di consumo e conseguire l’obiettivo di zero emissioni (Net zero) nel 2050. Gli operatori dei settori interessati, infatti, devono “compensare” su base annua le proprie emissioni con un corrispondente quantitativo di quote che possono acquistare (trade) o in altri casi ricevere laddove è elevato il rischio di delocalizzazione (carbon leakege) in paesi con minor vincoli ambientali. L’assegnazione segue il criterio (Benchmarks) degli impianti più “virtuosi”. Il sistema delle EUA partito da quotazioni abbastanza basse (5€/tCO nel 2017) si è rapidamente apprezzato (73€/tCO nel 2025, con picchi anche superiori ai 100€/tCO), garantendo un significativo flusso di risorse all’UE, di cui circa il 65% destinato ai Paesi membri. Tra questi, Germania, Italia, Spagna e Francia ne hanno beneficiato per oltre la metà. Un capitolo politico ed economico, dunque, importante: sia per la UE che per gli Stati. Per l’Italia ha significato un introito di circa 20 MLD€ dal 2012 La platea dell’EU-ETS, in tutta Europa, interessa oltre 11.000 impianti industriali e circa 600 operatori aerei. In Italia sono disciplinati più di 1200 soggetti che coprono circa il 40% delle emissioni di gas serra nazionali. Dal 2028 saranno coinvolte anche PMI e famiglie che faranno i conti con l’EU-ETS2 che impatterà su mobilità e abitazioni.

    Il mercato EU-ETS e ETS2

    Per capire le tensioni in atto a Bruxelles, e nelle capitali dei 27, occorre volgere lo sguardo al mercato  degli EU-ETS. Questo è difatti un mercato istituzionale organizzato intorno agli obiettivi di politica ambientale/industriale. In pratica, sono le Istituzioni europee che decidono il cap annuale delle emissioni e, di conseguenza, le quote di compensazione che le industrie devono acquistare. Questo significa che man mano che si procede nel percorso di decarbonizzazione le quote EUA tendono a  diminuire e il loro prezzo ad aumentare. Così il prezzo della CO2 si è progressivamente apprezzato. Il forte aumento ha stressato il meccanismo regolatorio e inasprito il confronto tra decarbonizzazione, sostenibilità e competitività, soprattutto nei settori ad alta intensità energetica e a forte impronta fossile. In un mercato globale fortemente interconnesso questo comporta svantaggi competitivi per quelle imprese europee chiamate ad osservare parametri più rigidi rispetto ad altre aree del mondo. Soprattutto in una fase di acuta crisi energetica come quella attuale. In più, il mercato ETS ha assunto proporzioni e caratteri finanziari, con tratti fortemente speculativi assimilabili a quelli di altre commodity, conferendo al settore elementi di volatilità che mettono in difficoltà le esigenze di programmazione degli investimenti.

    I riflessi economici

    È in questo quadro che sono maturate le crescenti critiche delle forze produttive  e dei paesi manifatturieri, che denunciano una insufficiente apertura alle istanze del mondo industriale, continuando ad alimentare un confronto serrato in seno all’Ue. L’ulteriore allargamento, con l’ETS2, ha allarmato anche associazioni dei consumatori ed ambientaliste che hanno richiamato il rischio di compromettere la base di consenso su cui si regge l’impalcatura europea, facilitando una percezione di vincoli e regole invece di un orizzonte comune di opportunità e sviluppo. In questo senso, già lo scorso 9 ottobre il Consiglio aveva apportato alcune mitigazioni al sistema UE per lo scambio di quote di emissioni per l’edilizia, il trasporto stradale e altri settori (ETS2), al fine di continuare a garantire un avvio agevole del sistema, con modifiche mirate alla riserva stabilizzatrice capace di dare stabilità e prevedibilità alle quote in vista dell’avvio nel 2028. Il comunicato evidenziava, tra gli altri aspetti, che “A differenza dell’ETS1 originario (che copre l’industria pesante, l’aviazione, ecc.), l’ETS2 si applica a monte ai distributori di carburante. Tali distributori devono monitorare e comunicare le emissioni derivanti dai combustibili che vendono e restituire quote di carbonio equivalenti a tali emissioni.” Insomma, nuove quote, per diversi miliardi, compresi in una cifra oscillante determinata dal valore delle stesse, per automobilisti e cittadini.

    La riforma ETS e ETS2 nel triangolo istituzionale

    La proposta di riforma della Commissione  sui punti critici ETS -costo delle quote, tutela della competitività, timing più coerente del percorso di decarbonizzazione, rinforzo degli strumenti di sostegno agli investimenti, contrasto ai fenomeni delocalizzativi, applicazione del sistema all’import alle frontiera tramite il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism)- confermando gli strumenti messi in campo, mira a declinare la traiettoria della decarbonizzazione con la sostenibilità, quella dell’ innovazione con la sicurezza energetica. La proposta tende soprattutto a contenere la volatilità delle EUA, superando il meccanismo di cancellazione automatica della riserva stabilizzatrice del mercato (MSR-Market Stability Reserve) in modo da conservare quote utili a contrastare le pressioni speculative e la conseguente volatilità. Il Consiglio e il Parlamento si stanno confrontando tra ipotesi di sospensione con incremento del target delle quote  e mantenimento del meccanismo di cancellazione con contemporaneo innalzamento in modo, comunque, da avere da subito un margine più ampio di calmierazione, evitando un accumulo eccessivo di quote che deprimerebbero il mercato e scoraggerebbero gli investimenti per la decarbonizzazione. Posizioni che riflettono interessi e  punti di vista differenti, da portare necessariamente a sintesi per tenere insieme ambizioni climatiche e competitività, politiche ambientali e industriali. Un severo  banco di prova per l’Europa che  il 15 e 16 ottobre us, dopo un duro confronto (tra Italia, Grecia e i paesi del gruppo di Visegrad- Polonia, Ungheria Cechia e Slovacchia- da una parte, e quelli nordici guidati da Svezia Finlandia e Danimarca dall’altra) ha provato a trovare una mediazione nell’invito alla Commissione “ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’ETS 2, in particolare la sua concezione e le sue garanzie” che, lasciando l’impalcatura e la tempistica inalterata con partenza nel 2028, potrebbe aprire la strada a deroghe nazionali. L’evoluzione del mercato- con una crisi geopolitica e un’emergenza energetica senza soluzioni in vista- ci dirà se la proposta di mediazione del Consiglio sarà all’altezza delle necessità della società europea o occorrerà nuovamente porvi mano.

    La strada tracciata

    Certamente l’articolazione dei tempi non è una variabile indipendente e può consentire la compatibilità degli obiettivi e la convergenza degli sforzi con il necessario consenso, conseguendo la qualità produttiva richiesta e beni a emissioni decrescenti, la costruzione di filiere europee impegnate nella transizione verde,  evitando di alimentare- come paradossalmente avviene oggi- catene di valore concorrenti come quelle cinesi. Moderare il prezzo delle quote EUA, delineare percorsi sostenibili, sostenere la base industriale e la neutralità tecnologica, garantire la competitività interna e alla frontiera, valutare e bilanciare gli effetti ETS2: è su questi punti che si gioca il confronto e la strategia di rinnovamento dell’economia europea, evitando la trappola delle contrapposizioni territoriali e del conflitto tra spinte ambientaliste e ambizioni competitive, tenendo insieme le diversità. Siamo di fronte ad una sfida epocale, che richiede grande consenso per realizzare un’ economia a forte impronta ecologica e traguardare l’abbattimento al 2040 del 90% delle emissioni e la neutralità climatica nel 2050.

    Autore

    • Gaetano Pergamo
      Gaetano Pergamo

      Gaetano Pergamo, laurea in Scienze Politiche, indirizzo politico internazionale, già dirigente nazionale della Confesercenti, responsabile delle politiche europee, del mercato e della concorrenza. Per la Confederazione ha diretto il settore agroalimentare e dell’energia, ambiente e mobilità, coniugando diritto d’impresa, sviluppo economico e coesione sociale e territoriale. Ha curato l’apertura dell’Eurosportello per le PMI, gestito il dossier della transizione dalla lira all’Euro, coordinato i principali appuntamenti europei d’interesse economico e imprenditoriale.
      Ha fatto parte di tavoli istituzionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri economici, svolgendo numerose audizioni parlamentari e presso le Autorità di vigilanza e regolazione, membro di commissioni ministeriali. Ha negoziato e sottoscritto Protocolli istituzionali, Accordi e rinnovi contrattuali con le parti sociali e le più grandi aziende petrolifere. Iscritto all’ordine dei giornalisti di Roma, ha diretto periodici di settore.

    cambiamenti climatici cap and trade Carbon Border Adjustment Mechanism carbon pricing carburanti CBAM commissione europea competitività europea consiglio europeo costo dell’energia decarbonizzazione delocalizzazione industriale economia verde emissioni CO2 emissioni nette zero ETS2 EU ETS European Union Emissions Trading System evidenza famiglie Gaetano Pergamo Green Deal europeo imprese industria europea Market Stability Reserve mercato del carbonio mercato delle emissioni MSR neutralità climatica Parlamento Europeo PMI politiche climatiche europee principio chi inquina paga quote di emissione quote EUA riscaldamento sostenibilità ambientale transizione ecologica Transizione energetica trasporto stradale Unione Europea
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Quia nominor Leo, “perché mi chiamo leone”

    Ottobre 20, 2026

    Il bilancio europeo di Meloni: molte aspettative, pochi risultati e la fine dell’asse con Berlino

    Ottobre 20, 2026

    Giocare a risiko per riformare l’UE. Non mollare mai

    Ottobre 20, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Gli 80 anni di Cesare Moreno: una vita per l’educazione

    Settembre 3, 2026554

    Ce n’est qu’un debut, continuons le combat

    Maggio 20, 2024391

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026312

    Il caso Roggero e il rischio di trasformare il trauma in archetipo

    Luglio 31, 2026281
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Mondo
    Lettura 1 min.

    Quia nominor Leo, “perché mi chiamo leone”

    Di Piero SandulliOttobre 20, 20260

    Si rimprovera a Trump la mancanza di cultura classica, invece, sembra conosca perfettamente le favole…

    Il bilancio europeo di Meloni: molte aspettative, pochi risultati e la fine dell’asse con Berlino

    Ottobre 20, 2026

    Giocare a risiko per riformare l’UE. Non mollare mai

    Ottobre 20, 2026

    Ritrovare Ventotene per riformare l’Europa

    Ottobre 20, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Quia nominor Leo, “perché mi chiamo leone”

    Ottobre 20, 2026

    Il bilancio europeo di Meloni: molte aspettative, pochi risultati e la fine dell’asse con Berlino

    Ottobre 20, 2026

    Giocare a risiko per riformare l’UE. Non mollare mai

    Ottobre 20, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?