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    Home»Terzo settore»PizzAut – Nutriamo l’inclusione
    Terzo settore

    PizzAut – Nutriamo l’inclusione

    Alessandro ColuccelliDi Alessandro ColuccelliFebbraio 20, 20220 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
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    Una idea per una pizza in provincia di Milano?  Senza dubbi PizzAut!

    Prima ancora di assaggiare una delle tante pizze create per l’occasione ci saremo nutriti di una splendida realtà: una pizzeria gestita da ragazzi autistici, con la mente e la regia rappresentata da Nico Acampora.

    Eccolo qui: https://www.pizzaut.it/, via Don Verderio 1, Cassina De’ Pecchi (MI)

    Foto tratta dal sito PizzAut

    I suoi ragazzi sono l’espressione e la realizzazione del modello di inclusione sociale e nello stesso momento rappresentano la formazione, il lavoro e l’integrazione sociale di giovani speciali. Tutto nasce da una idea di Nico, genitore di un ragazzo autistico, che studia la materia e la sua problematica, coinvolgendo altri genitori con figli autistici, affiancato da professionisti del settore medico e psicologico. Risolve i problemi e attua una novità che possiamo definire unica: una pizzeria gestita da questi ragazzi, sia in cucina, che alla accoglienza e al servizio ai tavoli. Ognuno con il suo carattere, il suo approccio, ma soprattutto in un ambiente a loro dedicato e nel quale si sentono in perfetta armonia, affiancati, formati e assistiti da professionisti della ristorazione e della riabilitazione. In Italia ci sono 600.000 persone con autismo e nessuno di loro è inserito nel mondo del lavoro.

    La fase iniziale ha previsto di studiare e valutare, con l’aiuto di professionisti specializzati, le peculiarità e le particolarità di ognuno, onde metterli in grado di esprimere il meglio di loro stessi, identificarne per ognuno la funzione e il ruolo in cui meglio esprimersi ed integrarsi nell’ambiente che hanno attorno, che diventa lavorativo, ma anche il loro, come una casa.

    Foto tratta dal sito PizzAut

    Questo progetto, proprio per inserire i ragazzi nelle migliori condizioni di vita in comune e di lavoro, ha tenuto conto di alcune regole, dal non creare barriere all’esterno, alla porta di ingresso con una sola maniglia, semplice da utilizzare con movimento unico, per non metterli in difficoltà, le uscite di sicurezza frontali e semplificate; i mobili realizzati da un falegname locale con chiusura speciale e rallentata per non fare rumore e con apertura facilitata che permette di aprirli senza problemi, semplificando l’autonomia anche dei ragazzi con poca manualità. Nel locale c’è una particolare attenzione anche al rumore, tanto fastidioso per le persone autistiche: oltre alla mobilia silenziosa, anche il soffitto è insonorizzato.

    Foto tratta dal sito PizzAut

    Ormai a distanza di tanti mesi quel progetto si è rivelato un successo, non tanto economico, anche se importante, ma ha permesso ai ragazzi, (dieci giovani che hanno tra i 20 e i 26 anni) di esprimere al meglio le loro capacità, operative, ma soprattutto di comunicazione e di rapporti interpersonali e con l’esterno. Ad esempio vanno con Nico a fare la spesa, sistemano il magazzino e la dispensa, osservano i turni, fanno le pulizie in cucina e nelle sale, e così via. E da poco anche un food truck PizzAutObus, per portare la loro pizza in tutta la galassia!!

    Possiamo dire che la pizzeria è un vero e proprio laboratorio di inclusione sociale e lavorativa dove i ragazzi autistici non sono soli, bensì affiancati e aiutati, quando necessario, da educatori e professionisti. Ci sono pizzaioli, cuochi e camerieri, ognuno diverso e unico a modo suo. Questo ambiente, per alcune ore al giorno, permette ai ragazzi di interagire tra loro, creare una linea di lavoro, seguire delle regole e tempistiche, oltre a sviluppare i rapporti personali, di amicizia, di compiti da eseguire e di confronto con i clienti, magari all’inizio amici o conoscenti, ma ormai persone di tutti i tipi e anche turisti. Pian piano si è sparsa la voce e allora ci sono sere che arrivano, per la loro gioia, persone del mondo dello spettacolo a trovarli, fare foto e a cenare, come Elio delle Storie tese, anche lui papà di un ragazzo autistico. In più se ne è interessata la stampa locale e nazionale e vari programmi televisivi ne hanno parlato e li hanno ospitati, oltre ovviamente a tutti i social. Sicuramente queste occasioni sono uno stimolo in più per i ragazzi e un modo di sentirsi anche famosi. Da poche settimane anche la gioia di vedersi attribuire, un vero onore, l’Ambrogino d’oro, una prestigiosa onorificenza conferita dal comune di Milano, oltre ad aver avuto il pieno appoggio del Sindaco, di alcuni Sindaci del territorio, delle rappresentanze di autorità, anche imprenditoriali ed economiche, locali.

    Il prossimo passo? Aprire un altro locale a Monza, da dove è nata la prima idea di Nico…e allora cosa dire? Forza ragazzi …al lavoro !!!

    Autore

    • Alessandro Coluccelli
      Alessandro Coluccelli

      Nato a Roma - 1954. Diploma maturità classica col massimo dei voti. Dal 1976 nella redazione del TUTTI, partecipa a tutte le iniziative dell’A.I.G.E, del CEGI e del Comitato Italiano Giovani dell’Unicef. Dal 1985 responsabile ammin. e aff. gen. presso IPALMO; poi, fino al 1993, stesse mansioni presso MONDIMPRESA, UnionCamere. Dal 1993 al 2011 titolare di un agriturismo in Umbria, Presidente Ass. agrit. Umbria Terranostra-Coldiretti e membro della Giunta. Dal 2012 al 2015 gestore di una dimora storica, ricettiva, del 1400 e creatore e gestore di un Museo del Vino in provincia di Lucca. Dal 2015 a marzo 2020 responsabile gestione per due strutture ricettive del centro di Roma.

    inclusione PizzAut PizzAutObus ragazzi autistici
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