Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Migrazione e asilo: l’UE vara il patto contro la sua storia

    Giugno 20, 2026

    Valensise: la difesa europea deve privilegiare la deterrenza

    Giugno 20, 2026

    Il Paese che invecchia in attesa di una visita medica

    Giugno 20, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    25 Giugno 2026 - giovedì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Inchiesta Europa post Covid»Gioie & dolori di venti anni di euro
    Inchiesta Europa post Covid

    Gioie & dolori di venti anni di euro

    Pietro FiorettiDi Pietro FiorettiFebbraio 20, 20222 VisualizzazioniLettura 3 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Photo by Markus Winkler on Unsplash
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Che giudizio darebbe oggi un tribunale del popolo se avesse l’Euro sul banco degli imputati? Quale sarebbe l’opinione più diffusa tra la giuria popolare di questo immaginario tribunale?

    Foto di Towfiqu barbhuiya da Unsplash

    La risposta è fin troppo scontata. Basta ascoltare, basta chiedere oggi ai cittadini per le strade: l’Euro ci ha impoveriti tutti; gli stipendi sono rimasti gli stessi ma i prezzi sono raddoppiati; se n’è avvantaggiata solo la Germania; è meglio tornare alla vecchia Lira, la vecchia liretta.Ma siamo proprio sicuri che la “vox populi”, il sentimento del popolo sia giustificato e corretto? È questa la narrazione che vogliamo far passare alla storia degli ultimi vent’anni?

    L’Euro è solo uno strumento, un mezzo di scambio nella compravendita di beni e servizi. Non è ne buono ne cattivo. Il problema nasce quando da tante monete si decide di crearne una nuova allo scopo di favorire gli scambi all’interno di una zona commerciale. In quel momento il valore delle singole monete dipende dalla forza dell’economia che ogni singola moneta rappresenta in rapporto con le altre. 

    E di conseguenza nel calcolo del rapporto di cambio che viene poi fissato in una data concordata.

    Il problema è che la nostra amata e bistrattata Lira nei mesi precedenti al change-over aveva un “fair value”, un valore di stima che si aggirava attorno alle 1.200 Lire per euro e il Deutsche Mark viaggiava solitario a quota 2.000.

    La differenza dei prezzi di cambio rappresentava semplicemente la forza delle due differenti economie. La nostra viaggiava da molti anni più lentamente di quella tedesca.

    Ed oltre a ciò, quando le nostre imprese faticavano ad esportare perché non più competitive nei prezzi, ecco che arrivava una provvidenziale svalutazione che ridava ossigeno al nostro export. E via così. Da una svalutazione competitiva all’altra, e si tirava a campare. Con le singole manovre di svalutazione diventavamo tutti un po’ più poveri ma alla fine nessuno se ne preoccupava più di tanto. L’export ripartiva e aumentava l’occupazione.

    Ma era chiaro a tutti che dopo il changeover-over, dopo il passaggio all’Euro, il giochino delle svalutazioni competitive non si poteva più fare.

    Foto di Omid Armin da Unsplash

    E qui arriviamo al misfatto signori della Corte. Invece di approfittare dell’ultima possibilità di una svalutazione facendo pressione sui cambi per abbassare il nostro rapporto di cambio cercando di portarlo a 1.100 o magari a 1.050 sull’Euro abbiamo fatto il contrario: rivalutare la nostra lira forzando per avvicinarci a quota 2.000, alla quota del Marco tedesco, in una dissennata competizione che ci ha visto correre da soli. Il giorno del “fixing” siamo arrivati vicino all’obbiettivo di quota 2.000 fermandoci a 1.936,27.

    Le autorità monetarie tedesche non hanno certo ostacolato questa nostra insensata e solitaria corsa.

    Risultato: nel giro di poche settimane ciò che costava 10.000 lire è passato a 10 euro, una casa che si vendeva a 200 milioni di lire è passata a 200.000 euro.

    È raddoppiato quasi tutto ma gli stipendi sono rimasti quelli di prima.

    Il danno c’è stato ma il responsabile non è l’Euro, ma chi ha gestito il passaggio con miopia ed incapacità.

    Oggi, cari italiani, malgrado tutto ciò che è avvenuto, teniamoci stretti l’Euro.

    Cerchiamo piuttosto di eliminare gli sprechi e di far crescere la nostra economia. Liberiamo le energie che questo nostro incredibile Paese può ancora generare.

    L’Euro è innocente.

    Autore

    • Pietro Fioretti
      Pietro Fioretti
    euro Europa politica monetaria valuta
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Cosa ci aspetta il futuro nessuno lo sa

    Giugno 20, 2026

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026

    Le grandi svolte europee parlano italiano

    Giugno 10, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026279

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026191

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025185

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026183
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Europa
    Lettura 8 min.

    Migrazione e asilo: l’UE vara il patto contro la sua storia

    Di Gaetano PergamoGiugno 20, 202691

    Il 12 giugno è entrato in vigore il patto sulla migrazione e l’asilo in tutti…

    Valensise: la difesa europea deve privilegiare la deterrenza

    Giugno 20, 2026

    Il Paese che invecchia in attesa di una visita medica

    Giugno 20, 2026

    Bambini innocenti reclusi in carcere

    Giugno 20, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Migrazione e asilo: l’UE vara il patto contro la sua storia

    Giugno 20, 2026

    Valensise: la difesa europea deve privilegiare la deterrenza

    Giugno 20, 2026

    Il Paese che invecchia in attesa di una visita medica

    Giugno 20, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La Governance
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?