Abbiamo assistito al vergognoso evento di Ceuta del 30 luglio notte. Migliaia di persone in poche ore approfittarono della voluta assenza di controlli da parte delle autorità marocchine. Erano stati avvertiti con i social della via libera e hanno attraversato a nuoto il tratto fra il confine del Marocco e Ceuta. Varie decine di migliaia di persone sono entrate nel promontorio spagnolo in Africa.
Dopo 4 giorni quasi tutti gli immigrati sono tornati in Marocco in maniera pacifica. Alcune decine sono state arrestate per danneggiamento a proprietà pubbliche o private. Varie centinaia, in prevalenza sub-sahariani, sono rimaste a Ceuta. La cosa più grave è che circa 80 persone hanno perso la vita tentando questa sciagurata migrazione.
Favola Triste
C’era una volta un bambino capriccioso che faceva il super-presidente. Attorno a lui una corte di lecchini: la volpe, la blatta, la zecca, il condor, lo squalo, la mosca. Mentre giocava a distruggere, la volpe gli dice: “vuoi fare una cosa divertente?”. “Sì, sì, sì” risponde; “Facciamo uno scherzo al nino campeòn, che è sempre contrario ai tuoi giochi”; “Dai, bellissimo, facciamolo subito!”.

Disegno di un bimbo di 4 anni e mezzo (da Wikipedia)
“L’amico fidato gli manda a casa tantissimi poveretti e lui non saprà che fare…”. “Bene – dice il capriccioso – noi cosa dobbiamo fare?” “Una sciocchezza, dire che il Sah. Occ. è suo anche se l’ha rubato.” Il bambino ci pensa, questo Scocc non c’è sulla mappa di Risiko, chissà dov’è… comunque chi se ne frega; esclama contento: “Allora facciamolo!”.
Le favole sono sempre un po’ assurde; a volte raccontano cose fantastiche, a volte cose vere, a volte sono un divertimento, a volte suggeriscono una morale. Decidi tu lettore cosa è assurdo e cosa purtroppo è reale.
Le enclave in Marocco
Per provare a comprendere meglio il dramma di Ceuta dobbiamo ricordare alcuni aspetti geografici e politici che hanno ispirato e reso possibile questa vergogna.
Ceuta è una città autonoma spagnola exclave, situata su un promontorio affacciato sul Mar Mediterraneo. È totalmente circondata via terra dal Marocco ed è posta difronte a Gibilterra; in antichità erano considerate le due Colonne d’Ercole. Attualmente ha meno di centomila abitanti. Fa parte della Spagna dal 1580, quando fu ceduta dal Portogallo che l’aveva conquistata agli arabi nel 1415. Nei secoli successivi, in varie occasioni i sultani del Marocco assediarono la città, ma non riuscirono mai ad espugnarla.

Posizione di Ceuta con la mappa della Spagna
Melilla è un’altra città autonoma spagnola affacciata sul Mediterraneo. Anch’essa è totalmente circondata via terra dal Marocco, per cui è un’enclave in Africa del Nord, come Ceuta. Fu occupata nel 1497 dalla Spagna quando la dominazione araba fu vinta con la Reconquista. Più volte il califfo marocchino e tribù berbere attaccarono la città senza successo.
Le due città sono autonome e sono sottoposte ad un regime speciale, il confine con il Marocco è recintato e sorvegliato; nel mare al confine ci sono ostacoli artificiali. Per chi volesse uscire dalle due città per andare in Spagna, non vale la Convenzione di Schengen e viene sottoposto a controllo. Per cui è impossibile che da lì possano andare in altri paesi europei.
Il Marocco vorrebbe annettere le due città ora spagnole sostenendo che, essendo due enclave, sono un residuo del colonialismo.
Chi pensa ai Sahrawi ?
Nel 1884 le grandi potenze europee riconobbero alla Spagna la colonia della parte costiera del Sahara Occidentale. Vi furono alcune scaramucce con la Francia che controllava le colonie dell’Algeria a Est e della Mauritana a Sud-Est. Nel 1934 fu creata la colonia del Sahara Spagnolo che conteneva anche le regioni interne.
Il popolo Sahrawi è costituito da tribù arabo-berbere ed abita soprattutto le aree interne del paese. Fin dai primi del Novecento vi fu un movimento politico-islamista che rivendicava la libertà del paese dai francesi e dagli spagnoli. La capitale del movimento, Smara, fu in gran parte distrutta. Anche negli anni Trenta la richiesta di indipendenza fu ignorata.
Il Marocco non ha mai nascosto le sue mire espansionistiche e nel 1957, un anno dopo la sua indipendenza, invase l’area di Sidi-Ifni nel Nord del Sahara Spagnolo. Gli spagnoli non intervennero e nel 1969 riconobbero l’annessione.

Mappa del Sahara Occidentale tratta da Wikipedia
Nei primi anni Sessanta l’ONU riconobbe il diritto ai popoli di essere indipendenti ed indicò il Sahara Spagnolo come un paese da decolonizzare. Il popolo Sahrawi aveva diritto ad autodeterminarsi. La Spagna si espresse a favore, nel censimento risultarono meno di 75 mila abitanti. Il re del Marocco disse che non avrebbe mai accettato l’indipendenza della colonia.
Il Fronte Polisario
Nei primi anni Settanta nacque il Fronte Polisario, movimento armato che effettuò varie proteste contro gli spagnoli. Morto il dittatore Franco, la Spagna nel 1976 unilateralmente abbandonò il paese. Subito il Polisario proclamò formalmente la Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi. Essa non fu riconosciuta dall’ONU, ma fu riconosciuta da molti paesi africani e sudamericani.
Nei mesi successivi il Marocco ha occupato gran parte del paese e la Mauritania una parte del sud. Dopo l’accordo con il Polisario la Mauritania liberò il sud (ex colonia Rio de Oro) che però fu immediatamente occupato dal Marocco. Nessuno stato ha riconosciuto queste annessioni. Molti sahrawi sono stati costretti ad andare a vivere nei campi profughi di Tindouf in Algeria.
Il Sahara Occidentale ha varie risorse economiche ad iniziare dai fosfati, poi può essere luogo opportuno per le energie rinnovabili, per attività turistiche sulla costa, per la pesca. Il Marocco sta attivamente operando per lo sfruttamento di queste risorse.

Bandiera della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (da Wikipedia)
Il Polisario era supportato dall’Algeria e dalla Libia di Gheddafi. Gli scontri continuarono con il Marocco fino al 1991 quando fu firmato il cessate il fuoco. Subito dopo il Marocco ha costruito un muro di sabbia e pietre lungo tutto il confine con le aree controllate dal Polisario; il cosiddetto “Muro marocchino”.
Perché?
Su “Il Post” si sottolinea che il 20 luglio il primo ministro spagnolo Sanchez ha effettuato una visita di Stato in Algeria. È stata principalmente per avere assicurazioni per la fornitura di gas. Ma l’Algeria è storica avversaria del Marocco e attiva sopporto e ospite del Fronte Polisario.
Inoltre è stata presentata una legge al Parlamento spagnolo per concedere la nazionalità spagnola alle persone nate nel Sahara occidentale e ai loro discendenti. Infine la Corte Suprema ha deciso che non si possono respingere immediatamente i migranti che arrivano dal mare.
Quanto su scritto potrebbe essere causa di irritazione del Marocco, ma non spiega un’ondata di migranti coordinati a migliaia. Del resto anche nel 2021 fu effettuata una simile “invasione” pilotata. Come dice “Il Fatto” del 2/8, fu effettuata per protesta contro la cura in un ospedale iberico del leader del Fronte Polisario. La crisi fu poi superata con nuovi accordi fra Spagna e Marocco.
Mandanti? Ispiratori?
Vi è da considerare anche che il Marocco è uno dei paesi più fedeli a Trump e a Netanyahu. Ha subito aderito al “Board of peace” (che fine ha fatto?) per far contento Trump. Fu fra i primi paesi arabi a sottoscrivere gli “Accordi di Abramo” con Israele. Non a caso Trump ha tolto nel giugno ’26 i dazi sui fosfati che vengono dal Marocco (presi dal Sahara).
Poi, come giustamente dice l’Amb. Cosimo Risi su Italia del 2/8: “La Spagna ha riconosciuto lo Stato di Palestina, condiviso l’accusa di genocidio a Gaza, rifiutato agli Americani l’uso delle basi militari. Il “no” alla guerra di Sanchez gli ha procurato le simpatie del generico mondo pacifista e lo sdegno dei belligeranti.” È chiaro che Trump ha segnato il nome di Sanchez sulla sua black list!
Non abbiamo prove, ma è politicamente impensabile che il Marocco compia un atto ostile di questa portata senza un almeno tacito segnale verde dagli USA.
Però abbiamo indizi significativi. Il I agosto è stato diffuso il messaggio di Trump al Re marocchino. Fra l’altro si legge: “La saggia leadership di Sua Maestà è un pilastro di stabilità”. Inoltre: “Gli Stati Uniti sono chiari: riconosciamo la sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale”.
Per la situazione interna del Marocco, vi è una grande disparità fra chi è benestante, soprattutto coloro che operano nel settore turistico, e la gran parte della popolazione. ISPI riporta che “il tasso di disoccupazione rimane alto, al 13,1%, e altissimo, al 38,4%, fra i giovani in età compresa fra i 15 e i 24 anni”. Fra questi giovani disperati e fra algerini e subsahariani che attendono l’occasione, sono stati arruolati la gran parte dei migranti di un giorno che sono andati a Ceuta sicuri di esser accolti a braccia aperte, per essere subito amaramente disillusi e rispediti in patria.
Per chi?
Su questa disgrazia gli sciacalli si sono fiondati per aumentare i danni, primi fra tutti quelli di Vox, il partito franchista di destra.
Alla fine, come fa rilevare Infante su Politica Insieme del 3/8 l’invasione di Ceuta “è rimasta una grande pubblicità a favore della destra xenofoba, avversaria dei loro stessi governi. E così, grazie a chi ne è oggi alla guida, restiamo di fronte ad un’Europa ancora una volta debole e divisa”. Questo è un altro risultato gradito da Trump e soci: Europa divisa, destra estrema rafforzata.
Infatti, purtroppo in Europa c’è chi non ha pensato di meglio che sospendere Schengen con la Spagna, come ha fatto la Presidente Meloni. Non ha ricordato che l’Italia riceve il maggior numero di irregolari. Invece di una giusta solidarietà, è stato fatto un inutile atto ostile, una propaganda sull’ignoranza, che vergogna!
Il Presidente Zagrebelsky, nella sua bellissima lettera aperta alla Meloni, fra l’altro dice: “Non è da statista — perché una statista non chiude Schengen per un teatrino interno mentre nel Mediterraneo si muore: chiama Bruxelles, convoca l’ambasciatore USA, chiede conto a Trump del ricatto marocchino, costruisce una politica migratoria europea. Non è da italiana — perché l’Italia è il Paese di Lampedusa, di don Puglisi, di don Milani, di don Bosco. Il Paese che ha inventato la parola “solidarietà” nella Costituzione”.
Per chi sono morti le decine di migranti ingannati?


