Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Maggio 4, 2026

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    9 Maggio 2026 - sabato
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Speciale Un anno di guerra»Il 2022 che ha cambiato l’Europa
    Speciale Un anno di guerra

    Il 2022 che ha cambiato l’Europa

    Stefano StefaniniDi Stefano StefaniniFebbraio 20, 20230 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    A un anno di guerra russo-ucraina non sappiamo come andrà a finire né quando. Esito e tempi determineranno i seguiti. Ma sappiamo che è un giro di boa della storia. Uno di quegli eventi dopo i quali le cose non tornano più come prima perché cambiano i parametri di riferimento geopolitici, come fu per la crisi dei missili cubani del 1962; per la caduta del Muro di Berlino, e per l’implosione sovietica nel 1989-1991; per l’11 settembre del 2001. Nella cronaca il termine “storico” è abusato ma in realtà non avvengono spesso. È successo nel 2022.

    Il 2022 è stato – purtroppo viste le ricadute – uno di questi punti di svolta. Il 24 febbraio ha segnato il ritorno della guerra in Europa, al centro dell’Europa, meno periferica di quanto a noi qui piaccia pensare (ricordiamoci che uno dei mattoni dell’unità d’Italia fu posto…in Crimea). La guerra russo-ucraina ha cambiato le carte geopolitiche in tavola per tre motivi. Ha rotto il tabù del “non più guerre in Europa”, mantenuto durante la guerra fredda, solo parzialmente incrinato dalle circoscritte guerre balcaniche degli anni ’90. Ha sullo sfondo la contrapposizione fra grandi potenze – nucleari – e l’attiva ostilità fra la Russia e il campo occidentale (NATO e G7) ed europeo (UE) di cui le sanzioni sono prova visibile.

    Infine, rivela nostalgie nazional-imperiali della Russia di Vladimir Putin che ne alimentano il revisionismo degli assetti europei post-Urss con l’obiettivo di istituire una zona d’influenza dai confini imprecisati, dove le sovranità nazionali altrui siano subordinate a quella russa. Questo revisionismo, che il Presidente russo non nasconde, fa della Russia il fattore di rottura della stabilità strategica europea.

    Sergey Lavrov – Foto da wikipedia.org – CC BY 2.0

    L’invasione dell’Ucraina ha anche rivelato una vena violenta della Russia – che arriva fino agli spietati crimini contro la popolazione civile di Bucha- che la rende aliena al tessuto valoriale europeo. “Siamo quello che siamo e non ce ne vergogniamo”, ha detto il Ministro degli Esteri Sergei Lavrov. Noi però dobbiamo preoccuparcene. Noi – Italia, UE, NATO – non siamo “in guerra” con la Russia. Né vogliamo entrarci, come non vogliono entrarci gli americani – su questo punto la linea di tutti è chiarissima. Ma siamo tutti “contro” la Russia. Armiamo e addestriamo l’Ucraina per impedire alla Russia di vincere la sua guerra di aggressione – quella ripudiata dall’Articolo 11 della Costituzione. Certo non siamo “neutrali”. Del resto, l’effetto a macchia d’olio dell’aggressione russa all’Ucraina ha spazzato via la neutralità in Europa. Oggi non è più possibile essere neutrali. Lo rivelano svedesi e finlandesi: era per loro possibile durante la guerra fredda non lo è più dopo il 24 febbraio 2022. Le residue isole neutrali – Austria, Svizzera, Irlanda – sono letteralmente circondate da una spessa fascia di protezione NATO, con cui comunque mantengono rapporti di partnership e collaborazione.

    La guerra russo-ucraina ha spaccato l’Europa in due, come e peggio della guerra fredda. Peggio perché sono venute meno le regole di comportamento che consentivano la faticosa coesistenza pacifica fra i due blocchi. Oggi di pacifico è rimasto ben poco. In Europa non c’è cortina, non c’è muro, ma non ci sono neanche zone grigie. O si è da una parte o dall’altra. Solo una manciata di Paesi, come Serbia, Turchia e Ungheria, si barcamena acrobaticamente.

    Foto di Filip Andrejevic su Unsplash

    Al terremoto del 2022 seguiranno ora le scosse di assestamento del 2023. Che possono preludere alla definizione di nuovi equilibri o essere altrettanto devastanti e accrescerne lo sconquasso. La guerra è entrata in una fase di escalation che potrebbe durare fino all’estate. Vladimir Putin si appresta a gettare sul campo di battaglia dai 100 ai 200mila nuovi arruolati, indifferente ad averne già sacrificati altrettanti. L’Ucraina si prepara a resistere e non rinuncia al tentativo di riprendere territorio occupato. A questo servono i recenti pacchetti di assistenza militare. Non possiamo farci illusioni su una prossima fine delle ostilità. Al momento la priorità rimane sostenere l’Ucraina e far fallire l’aggressione russa. Il dopoguerra dipende dall’esito della guerra. Solo quando le armi taceranno, rientreranno in scena politica e diplomazia. Allora si dovrà pensare prima a come puntellare il cessate il fuoco, poi a ricostruire faticosamente un quadro di stabilità in un’Europa trasformata dalla grande scossa e dai contraccolpi dell’Anno di Grazia 2022.

     

    Foto di apertura libera da Pixabay

    Autore

    • Stefano Stefanini
      Stefano Stefanini
    Articolo 11 della Costituzione dopoguerra futuro dellEuropa guerra russo-ucraina Sergei Lavrov Vladimir Putin
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    L’Europa necessaria

    Maggio 4, 2026

    L’ultimo valzer di Hormuz: il “no” dell’Europa che scuote il mondo

    Marzo 19, 2026

    La fine dell’illusione e la via obbligata dell’Europa: farsi temere e restare un modello

    Marzo 19, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026260

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026176

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026147

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022125
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Racconti dalle strade del mondo
    Tempo lettura 8 min.

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Di Pietro RagniMaggio 4, 202627

    In questa VI puntata della nostra Giordania segreta, parliamo dei tragitti seguiti per…

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026

    Perché il cambio ai vertici nucleari ci riguarda tutti

    Maggio 4, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Maggio 4, 2026

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?