Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    13 Giugno 2026 - sabato
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Europa»L’Europa deve rivendicare con forza la propria identità
    Europa

    L’Europa deve rivendicare con forza la propria identità

    Antonio ArmelliniDi Antonio ArmelliniFebbraio 20, 20251 VisualizzazioniLettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    La bandiera europea - Photo by Christian Lue on Unsplash
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email
    Donald Trump
    Donald Trump

    Non è che fossero mancati i segni premonitori: Trump non aveva mai fatto mistero durante tutta la sua campagna elettorale della determinazione di rivoluzionare dalle fondamenta l’impianto politico ed amministrativo del paese e di dare all’annunciata rivisitazione dell’isolazionismo americano una impronta aggressiva e in totale contrasto con un cinquantennio e più di sistemi di alleanze. Abbiamo pensato che si trattasse di tattica elettorale e che, a vittoria raggiunta, avrebbe seguito una linea eterodossa e imprevedibile ma, tutto sommato, non troppo lontana dalla visione consolidata degli interessi di fondo dell’America. Invece ha fatto esattamente quello che aveva promesso: così come nella sua prima elezione aveva raggiunto il successo  con un messaggio che aveva toccato l’animus populista della parte del paese lontana dall’influenza delle élites delle coste orientale e occidentale, che era stata sempre considerata politicamente marginale e si era trovata proiettata inaspettatamente al potere, questa volta sta cercando di dare corpo alla promessa di svuotare la democrazia americana delle sue strutture di governo e di controllo, per perseguire un modello autoritario nel balbettio di una opposizione democratica travolta da quanto sarebbe stato invece saggio prevedere. Anche se non mancano le difese – che ci si augura potranno rafforzarsi. Il tutto, con la variabile pirandellianamente “pazza” di Elon Musk, che è un genio ma è al tempo stesso assai attento a consolidare il suo peso dominante sui resti di una amministrazione pubblica sfibrata, attraverso il controllo dei meccanismi dell’intelligenza artificiale, vera e ancora in larga parte ignota pietra filosofale di un futuro che non potrebbe essere più incerto.

    A Trump interessa la Cina, con cui vuole stabilire un rapporto che dal confronto possa passare alla definizione di aree di influenza globale reciprocamente riconosciute. E pazienza per Taiwan, naturalmente a condizione che agli USA venga riservato un accesso garantito alle tecnologie di punta dell’isola. Gli interessa la Russia, che dovrà prendere le distanze dalla Cina, aprendo alle industrie americane i mercati di sbocco che l’epoca Eltsiniana non avevano garantito, e dovrà tornare al ruolo tradizionale di punto di interposizione fra Asia ed Europa. Tutto il resto – compresa la polveriera mediorientale – dovrà far parte di questo schema. L’India potrebbe mettere in discussione gli equilibri, ma si tratterebbe in ogni caso di una ipotesi non per l’immediato. Non gli interessa l’Europa, del cui sistema di valori e di civiltà la sua democrazia è figlia, ma oggi la vede come un vassallo intanto utile, in quanto obbediente e a sua volta mercato interessante di sbocco. Poi ci sono arte, cultura, musei e così via; validi per il loisir e il turismo. La libertà ucraina potrebbe essere un tema spinoso per l’opinione pubblica, ma giocabile nella partita degli equilibri complessivi e, in particolare, dell’accesso alle terre rare di cui Kyiev è ricca.

    Europa
    Europa

    È una visione apocalittica? Forse, ma non necessariamente impossibile. L’Europa deve rivendicare con forza la propria identità, basata su un modello di civiltà che pone l’individuo al centro di un sistema di diritti e doveri che sostanziano la natura della sua democrazia, e non soggiacere alla tentazione che viene da quartieri più volte inattesi, di uniformarsi all’individualismo americano basato sullo spirito di frontiera e l’etica protestante, che è certamente democratico, ma altrettanto certamente diverso dal nostro. Potrà farlo? Per riuscirci, dovrebbe ripensare a fondo cosa intenda per sé stessa, quale sia il rapporto fra Unione Europea ed Europa in senso più ampio, come possa fare il salto di qualità che introduca la coscienza condivisa di uno stesso destino politico e renda credibile una difesa comune, di cui si continua a parlare senza decidere, mentre le fiamme si fanno più vicine. Guardando le cose oggi, sembra futuribile, ma riuscirci è condizione indispensabile di sopravvivenza. Dovrebbe poter essere fattibile, a condizione di non perdere davvero altro tempo. “Vaste programme” diceva il Generale de Gaulle: allora il suo scetticismo venne messo in quarantena e quasi sconfitto. E oggi?

    Autore

    • Antonio Armellini
      Antonio Armellini
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Le grandi svolte europee parlano italiano

    Giugno 10, 2026

    L’Euro digitale, dai pagamenti alla sovranità europea

    Giugno 10, 2026

    Dal contratto di rete al contratto di rete europeo

    Giugno 10, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026275

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026183

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026174

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025128
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Mondo
    Lettura 5 min.

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Di Giampiero GramagliaGiugno 12, 20266

    C’era una volta il G7, il vertice dei vertici, l’appuntamento annuale più importante della diplomazia…

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026

    Le grandi svolte europee parlano italiano

    Giugno 10, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La Governance
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?