Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    18 Aprile 2026 - sabato
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Società»L’Italia dei Referendum negati
    Società

    L’Italia dei Referendum negati

    Pietro RagniDi Pietro RagniGiugno 20, 20251 VisualizzazioniTempo lettura 6 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Domenica 8 siamo andati con la moglie a votare per i 5 referendum, abbiamo votato tutte le schede, pur con approcci leggermente diversi. Sulla lavagna era esposto che alle 12 si era raggiunto il 13% dei votanti nel nostro seggio; mi è sembrato un buon dato. A pranzo e la sera ho evitato di sentire o leggere le notizie, ma la percentuale nazionale del lunedì mattina fu impietosa. Infatti: referendum affondati e un’opportunità persa. Me lo aspettavo, ma sono stato deluso lo stesso.

    La Presidente del Consiglio ha festeggiato con un suo ritratto sorridente senza commenti. Una Gioconda irresponsabile. Al tempo del governo di Renzi, quando era in minoranza, aveva giustamente difeso il diritto dei cittadini di potersi esprimere votando ai referendum, ora di fatto si è astenuta ed ha promosso il non raggiungimento del quorum necessario (50% + 1 degli aventi diritto al voto) perché il risultato della consultazione fosse valido, irridendo l’opinione dei cittadini votanti.

    La Monna Lisa di Leonardo da Vinci, conservata al Louvre di Parigi

    Poi abbiamo assistito alla guerra dei numeri. Da una parte i partiti di opposizione hanno fatto presente che sono andati a votare circa il 30% degli aventi diritto e che tale numero è superiore a quello dei cittadini che votarono nel 2022 per la destra. Dall’altra parte Fratelli d’Italia ha arruolato anche neonati e adolescenti per poter dichiarare “45 milioni di italiani non vi hanno seguito” (in realtà sono stati 36 milioni, dati Ministero dell’Interno).

    Si è parlato pochissimo dei referendum prima dell’appuntamento elettorale quasi per niente sulla RAI, che pure siamo costretti a sovvenzionare. Dopo il risultato dell’8 e 9 giugno si è assistito a scambi di accuse, sfoggio di numeri, spesso sbagliati, critiche generali al disinteresse dei cittadini. Pochi hanno analizzato davvero quel che questa tornata ci insegna. Provo a riportare alcune mie considerazioni da semplice cittadino.

    Cinque considerazioni dopo il referendum 2025

    Scelta argomenti. Ormai è chiaro che è difficile in Italia superare il quorum costituzionale, tanto più negli ultimi decenni, quando sono molti meno i cittadini che vanno a votare per le politiche. Dunque, anche per non far sprecare risorse pubbliche, sarebbe opportuno scegliere con cura gli argomenti su cui presentare un referendum, assicurandosi che siano di largo interesse. Non ha senso fare proposte per farsi notare mediaticamente, per intestarsi un’azione che si dovrebbe poter fare nel Parlamento e poi constatare che il quorum non si è raggiunto.

    Ascolto delle cittadine e dei cittadini. Potrebbe aver senso lanciare un nuovo referendum solo se sull’argomento vi fosse da tempo un grande dibattito nella società e al contempo una palese inazione o ostruzione del governo in carica. Vengono in mente le campagne per il divorzio e l’aborto, argomenti sentitissimi e non etichettabili in funzione partitica; infatti superarono largamente il quorum.

    Valutazione delle proprie forze. “Conoscendo gli altri e conoscendo sé stessi in cento battaglie non si correranno rischi” lo disse Sun Tzu, ma qualcuno dei proponenti ha fatto queste valutazioni? Da una parte 4 referendum proposti da uno dei tre sindacati confederati, dall’altra un referendum proposto da “+Europa”, un partito che nelle politiche del ’22 ha ottenuto il 2,9% dei voti e 2 seggi alla Camera. Aveva senso proporre referendum senza avere numeri minimi credibili per superare il quorum? Non si può solo sperare di trovare per strada gli alleati, se fin dalla proposta le organizzazioni più vicine non hanno condiviso l’impostazione.

    Politicizzazione. Durante la campagna referendaria non ha molto senso colorare in funzione delle scelte di partito i referendum proposti. Bisognerebbe concentrarsi sulle ragioni della consultazione, spiegare bene perché tanti cittadini e cittadine hanno oggettivo interesse al buon esito referendario o alla non abrogazione. Alzare lo scontro verbale con i partiti che hanno idee opposte radicalizza l’evento e semmai anche chi sarebbe d’accordo sul singolo quesito si uniforma alle indicazioni del partito di riferimento. Per altro, nel caso specifico, i partiti di opposizione sono riusciti anche a dividersi fra loro sulle scelte da fare nelle urne, aumentando confusione e disinteresse.

    Attenzione a quel che avviene nei paesi comparabili. Mi sembra che un altro argomento importante nel promuovere un referendum sia quello di confrontare la situazione italiana con quella di paesi comparabili, a iniziare da quelli europei. È noto che in alcuni paesi si ha un’attenzione maggiore sui diritti individuali e collettivi; potrebbero essere un’utile ispirazione e un supporto concreto per la campagna referendaria.

    Tre aspetti da affermare in futuro

    Infine ci sono tre aspetti che dovrebbero essere tenuti in conto nelle attività politiche del prossimo futuro. Il primo riguarda la corretta informazione prima delle consultazioni elettorali da parte delle società di comunicazione pubbliche. In questa occasione la RAI si è contraddistinta per il quasi assoluto silenzio. Tutti i partiti che hanno a cuore i cittadini e le cittadine dovrebbero intervenire in Parlamento per evitare che questo mal servizio compiacente con le indicazioni governative si riproponga in futuro.

    Il secondo riguarda il livello del quorum previsto dalla Costituzione per rendere valido il risultato del referendum. La cronaca elettorale degli ultimi lustri dimostra che nelle elezioni politiche e, ancor di più, nelle amministrative e nelle europee, si è avuto un crollo dei votanti che dal circa 80% nel 2000, scende negli ultimi anni di 20 o più punti percentuali. Del resto il fenomeno è simile in gran parte dei paesi occidentali. Potrebbe essere opportuno allora rivedere il dettato Costituzionale (nel ’48 e nel ‘53 votarono più del 90% degli aventi diritto) e in maniera in qualche modo proporzionale ridurre il quorum a un valore percentuale più contenuto.

    L’ultimo aspetto riguarda questa maniera vergognosa di boicottare una consultazione pubblica indetta dallo Stato per interessi di partito, pronti a stigmatizzare questa pratica quando il partito fosse all’opposizione. Sarebbe un segno di maturità politica un accordo bipartizan che lasci libertà di conoscenza ai propri simpatizzanti per i futuri referendum abrogativi e che bandisca il mal costume del sabotaggio del quorum, affermando che il valore più prezioso è la volontà popolare che, qualunque siano le sue scelte, occorre ascoltare.

     

     

     

     

     

    consultazione referendaria diritti cittadini Gioconda informazione Meloni quesiti referendum 2025 quorum Rai Referendum 2025 quorum referendum dell’8 e 9 giugno
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Pietro Ragni

    Primo tecnologo dell’ISB-CNR, responsabile brevetti per il Dip. Agro-alimentare CNR e del monitoraggio radon presso la Camera dei deputati. Presidente di Erfap Lazio. Direttore del Consorzio universitario INBB; autore di numerosi articoli e libri scientifici, articoli di divulgazione e un brevetto. Cofondatore di dieci spin off in Bio-scienze. Esperto di valutazione e gestione progetti europei.

    Articoli correlati

    Piccola guida per uscire dal disastro: l’esclusione dai Mondiali, uno psicodramma nazionale

    Aprile 13, 2026

    Non lasciamoci vincere dal buio

    Aprile 13, 2026

    La scuola davanti allo specchio: riparte

    Aprile 13, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026152

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 202652

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 202648
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202648

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?