Ci ha lasciato Livio Berruti.
Era diventato, nell’immaginario collettivo della mia generazione, il simbolo delle Olimpiadi di Roma del 1960, le prime olimpiadi della era moderna, quelle che portarono Roma, all’inizio degli anni Sessanta, al centro della attenzione del mondo.
Con quelle gare olimpiche l’Italia si è resa conto della importanza sociale e mediatica dello sport, che solo un decennio prima aveva ripudiato, ordinando all’avvocato Onesti di liquidare il CONI.
Quel simbolo si è spento, ma vivo e’ il ricordo lasciato in tutti gli italiani del sua magica progressione accompagnata dal volo dei colombi, che gli facevano ala nel rettilineo dei 200 metri, che tutti i bambini italiani, dell’epoca hanno corso con Lui!
Quel simbolo si è spento, ma vivo e’ il ricordo lasciato in tutti gli italiani del sua magica progressione accompagnata dal volo dei colombi, che gli facevano ala nel rettilineo dei 200 metri, che tutti i bambini italiani, dell’epoca hanno corso con Lui!
Poi Roma non ha più avuto la fortuna di ospitare una seconda competizione olimpica, nel 2004 e’ stata tradita da chi, avendo promesso l’appoggio, non ha dato fede alla parola data per mancanza di coraggio!
Ora con la formula delle Olimpiadi diffuse, certamente meno costose, ci si augura che il ricordo di questo Campione (come quello di tanti altri, che hanno fatto la storia non solo sportiva dell’Italia) possa indurre il CONI ad avanzare la candidatura delle città di Roma, Napoli e Firenze.
Riposa in pace Livio!
Ora con la formula delle Olimpiadi diffuse, certamente meno costose, ci si augura che il ricordo di questo Campione (come quello di tanti altri, che hanno fatto la storia non solo sportiva dell’Italia) possa indurre il CONI ad avanzare la candidatura delle città di Roma, Napoli e Firenze.
Riposa in pace Livio!
Piero Sandulli


