Autore: Anna Maria Zanettin

Laureata a Roma alla Sapienza in Lettere, Specializzata in Archeologia Preistorica, Laureata in Architettura al Politecnico di Milano, lavora nella splendida cornice del Lago d’Iseo, dove da qualche anno ha avviato anche un’attività imprenditoriale nel Settore Turistico di Case Vacanza a Lovere (BG).

“Samarcanda è la meraviglia della terra, ma Bukhara è la meraviglia dello spirito”. Questo antico proverbio uzbeko aleggia ovunque a Bukhara, si respira nelle sue vie e piazze, serpeggia in ogni anfratto della città soprannominata “la sacra e nobile”,  si percepisce ovunque negli oltre 140 edifici architettonici di inestimabile valore artistico                e culturale. Storicamente gli archeologi fanno risalire l’origine della città intorno alla metà del primo millennio a.C. , datando alcuni manufatti rinvenuti (ceramiche, gioielli) ma il nucleo che corrisponde all’ attuale insediamento risale al VIII secolo. Il suo nome lo troviamo menzionato per la prima volta tra il IV…

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Una volta nella vita bisogna proprio farlo. Dormire in una YURTA in mezzo al deserto dell’Asia Centrale.  Ma prima di raccontarvi questa storia è necessario contestualizzare. Dentro l’ Uzbekistan,  nella parte settentrionale della piana di Corasmia (Khorezm) si trova  una repubblica autonoma divisa in quattordici Distretti che si estende per circa 166.600 km². È la Repubblica autonoma  del Karakalpakstan, regione che ha vissuto un periodo di prosperità negli anni sessanta e settanta grazie all’irrigazione estensiva che utilizzava le acque canalizzate            di due fiumi, l’Amu Darya (l’antico Oxus attraversato da Alessandro Magno), il fiume più lungo dell’Asia centrale, e del Syr Darya,…

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Khiva è considerata la porta d’ingresso dell’Uzbekistan occidentale, tappa fondamentale sulla Via della Seta strategicamente posizionata lungo le rotte commerciali ed è oggi uno dei patrimoni archeologici e storici più grandiosi dell’Asia Centrale. Ha visto la sua prosperità crescere grazie al commercio di merci e di schiavi, ma non si può parlare di Khiva senza cercare di capire un po’ della sua storia, che riconduce al leggendario stato di Khorezm. L’origine leggendaria della città fa risalire la sua costruzione all’epoca del figlio maggiore di Noè, Sem, che diede l’ordine di scavare il pozzo Hewvakh (visibile ancora nella città vecchia) intorno…

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Tashkent ci offre l’immagine di com’è la vita nel moderno Uzbekistan. La città (la più popolata dell’Asia Centrale, con i suoi 3 mil di abitanti) è molto verde e si fa amare per l’enorme quantità di architetture diverse, dalla tradizionale islamica dell’Asia centrale, sia privata che istituzionale o religiosa, all’Art Nouveau del Turkestan, al modernismo del periodo sovietico, in una fusione di tradizione e modernità, con stili completamente diversi che non si possono trovare insieme in nessun altro paese. Visitando la parte antica non saremo colpiti dalle sorprendenti dimensioni dei monumenti di Samarcanda o dall’orientalità diffusa di Bukhara, ma nel…

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C’era una volta il verde della terra coltivata e il blu del cielo. E il rosso del deserto, e il bianco della pace e dei campi di cotone. Questi sono i colori che il viaggiatore riporta negli occhi e nel cuore quando lascia il Paese delle Mille e Una Notte. Per non parlare del bianco delle auto, quasi totalmente bianche e solo Chevrolet, che hanno sostituito le vecchie Lada scomparse. Non per caso il governo uzbeko è proprietario dell’UzAuto, l’unica casa produttrice automobilistica dell’Asia Centrale, con il processo produttivo e la manodopera completamente made in Uzbekistan, e le competenze ingegneristiche…

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Gli edifici e gli spazi che ci circondano riflettono e prolungano l’ordine interno della nostra vita, creando una sintonia tra il nostro mondo interiore e quello esterno. Piazze, come Piazza San Marco a Venezia, offrono spazi comuni che ci fanno sentire a nostro agio, mentre luoghi come il Pantheon trasformano concetti più intimi, come l’idea di caverna, in maestosi spazi pubblici. Percorsi e strutture architettoniche, come la scalinata di Trinità dei Monti a Roma, offrono non solo un’esperienza fisica, ma anche immaginativa, poiché la vista può esplorare sentieri che il corpo non può percorrere. Le città, con i loro schemi e tracce, variano in base alla cultura e agli eventi, con alcuni sistemi urbanistici che si presentano come autoritari o democratici. Infine, i confini, come le mura e le facciate, non solo delimitano lo spazio ma spesso servono una doppia funzione, come protezione e scena. Questo rapporto tra l’interno e l’esterno è un dialogo costante che arricchisce la nostra percezione del mondo.

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Vivere nelle città o nelle metropoli comporta l’affrontare quotidianamente problemi di convivenza, di accettazione e di tolleranza, situazioni che nascono dalle inevitabili complessità che si creano. Cercare livelli di compromesso implica l’esigenza di accettare alcuni disagi e necessariamente conviverci. Il rispetto, la tolleranza e l’equilibrio sono valori fondamentali per il futuro delle metropoli, che devono tendere alla ricerca di una nuova identità della convivenza civile. Gran parte del disagio che proviamo quando dissertiamo di “etica e metropoli” sta nel fatto che osserviamo una situazione schizofrenica che ci inquieta e ci turba. Viviamo in città che ci uniformano ma, contemporaneamente, ci…

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Qualsiasi luogo ci coinvolge, ci condiziona e ci fornisce delle impressioni, ogni luogo è irripetibile e produce associazioni che ci consentono di viverlo in modo assolutamente personale. La luce non è mai uguale, e con lei le ombre che genera, può cambiare la situazione atmosferica, il sole o la pioggia o la neve ci danno emozioni diverse. I luoghi fisici sono suscettibili di continue riletture, e l’interazione tra il corpo e la memoria dei luoghi costruisce le nostre “dimore”. Dimore che sono fatte anche di case, che includono “oggetti dentro oggetti” e “spazi dentro spazi”. Louis Kahn definisce la casa…

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Gli schemi prossemici di cui abbiamo parlato evidenziano anche le fondamentali differenze che contraddistinguono i comportamenti delle diverse popolazioni nel mondo.  Nell’organizzazione topologica dello spazio della città ad esempio nel modello giapponese si preferisce dare un nome non alle vie, ma ai loro punti di intersezione, denominando anche con modi diversi gli angoli degli incroci.  Le case nelle vie hanno numerazioni non lineari, ma sono contrassegnate secondo l’ordine di costruzione.All’interno delle case lo spazio è semideterminato, le pareti interne sono quasi sempre mobili e danno luogo ad una quantità di combinazioni spaziali diverse, a seconda delle situazioni. Diversi pannelli scorrevoli…

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Ricordiamo che il termine “prossemica” comprende l’insieme delle osservazioni e delle teorie sull’uso umano dello spazio. Molti schemi inconsapevoli definiscono lo spazio informale, segnato da confini e tracciati ben distinti e significati profondi, spesso inespressi ma essenziali. E lo spazio informale si regola e definisce a seconda delle distanze che comportano conseguenze di variazioni nei campi sensoriali. Le variazioni nel volume della voce sono connesse al mutare delle distanze, dalle frasi bisbigliate quando si è vicinissimi al grido nei grandi spazi. Considereremo quattro distanze che corrispondono alle transazioni sociali intime, personali, sociali e pubbliche, distanze che si stabiliscono dal modo…

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