Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Maggio 4, 2026

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    5 Maggio 2026 - martedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Passione architettura»Spazi e prossemica 4
    Passione architettura

    Spazi e prossemica 4

    Anna Maria ZanettinDi Anna Maria ZanettinMaggio 20, 20242 VisualizzazioniTempo lettura 5 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Gli schemi prossemici di cui abbiamo parlato evidenziano anche le fondamentali differenze che contraddistinguono i comportamenti delle diverse popolazioni nel mondo.  Nell’organizzazione topologica dello spazio della città ad esempio nel modello giapponese si preferisce dare un nome non alle vie, ma ai loro punti di intersezione, denominando anche con modi diversi gli angoli degli incroci.  Le case nelle vie hanno numerazioni non lineari, ma sono contrassegnate secondo l’ordine di costruzione.All’interno delle case lo spazio è semideterminato, le pareti interne sono quasi sempre mobili e danno luogo ad una quantità di combinazioni spaziali diverse, a seconda delle situazioni. Diversi pannelli scorrevoli vengono aperti o chiusi a seconda dell’ora del giorno, gli spazi  si dilatano o si restringono adattandosi alle diverse funzioni del mangiare o del parlare o del dormire. Le sensazioni che si provano sono più importanti della logica e della realtà materiale. Quando un occidentale fa riferimento, col pensiero o con la parola, allo spazio ha in mente la distanza che intercorre tra gli oggetti, considerando lo spazio una sorta di vuoto. Al contrario per i giapponesi l’intervallo fra le cose (il “ma”) è funzionale, disposto, ordinato, rappresentato. La memoria e l’immaginazione devono sempre essere elementi costitutivi della percezione. La ricchezza della percezione spaziale è composta anche di profumi, luci, colori, accordati per creare armonia, creando prospettive squisitamente personali.

     

    Cambiamo radicalmente registro per il mondo arabo. Negli spazi pubblici siamo sommersi dagli odori, la folla si percepisce come pressante, si rileva un’eccessiva violenza e frequenza di stimoli sensoriali. Nelle case private, riferendoci soprattutto alla media e alta borghesia, si è colpiti da un’abbondanza di spazi inconsueta agli occidentali, cosa che provoca in genere una sensazione di insicurezza di fondo.  Nel mondo arabo pubblico significa pubblico e lo spazio pubblico si utilizza liberamente, anche violando spazi già occupati da altri.  Mentre gli occidentali anche nei luoghi pubblici si costruiscono intorno una sfera privata, per gli arabi è normale e permesso attuare intrusioni nello spazio privato di chiunque, mischiarsi negli affari del prossimo mescolarsi l’uno con l’altro per alimentare la propria personalità. Un vecchio proverbio arabo recita “Il paradiso senza gente sarebbe inferno”. Comunque in generale Il meccanismo arabo di determinazione delle distanze è basato più sul confine olfattivo che visivo, mentre il concetto di privacy in un luogo pubblico è ignorato, il coinvolgimento è affare di tutti, e risulta quasi impossibile afferrare il concetto di confine in senso astratto.

     

     

    Questi sono solo due esempi culturali, ma se è molto chiaro che il senso dello spazio è una sintesi di molti apparati sensoriali,  visivi, auditivi, cinestetici, olfattivi, e che ognuno di questi comprende un sistema di comunicazioni complicate, è altresì evidente che il problema mondiale del  riversarsi continuo di popolazioni diverse in tutte le grandi città e la collocazione urbana di tutti questi nuovi cittadini stia comportando una serie di problemi non solo economici, ma anche di comunicazione, di organizzazione non sempre congeniale dello spazio, sfociando in situazioni   di malessere, a volte insopportabili o disastrose. Gli effetti del sovraffollamento ad esempio non vengono scoperti finché il danno non diventa irreparabile. Oggi è normale che popolazioni che provengono da diverse culture vivano a stretto contatto in un tasso di concentrazione elevato, e che nell’interpretazione del comportamento altrui restino prigioniere dei propri modelli e fraintendano relazioni, attività ed emozioni. Questo può sfociare in un aumento significativo dell’aggressività, problema non risolvibile con gli attuali progetti di pianificazione architettonica e urbanistica che non sanno tener conto delle differenze etniche. Già ai tempi del Codice di Hammurabi era emersa la necessità di rafforzare l’apparato delle leggi per disciplinare i diversi modi di convivenza delle genti che si riversavano nell’antica Mesopotamia, anticipando gli stessi problemi di oggi. Leggi e apparati repressivi son sono mai stati all’altezza delle sfide da risolvere. Un tentativo di soluzione, anche attuando nuove proposte tecniche e urbanistiche, potrebbe essere quello di mettere in atto “azioni di transito”, mirate a preparare la seconda generazione di immigrati all’integrazione, misure molto complesse che si scontrano però con il flusso di ingressi superiore alla velocità con cui il territorio urbano acquisisce le capacità di trasformarsi adeguatamente. Dunque c’è un’assoluta necessità di studiare piani urbanistici che conservino una densità umana che possa mantenere sane frequenze di rapporti interpersonali mantenendo le individualità etniche in un buon livello di coinvolgimento. Siamo ancora molto lontani dalle soluzioni, e non basteranno gli urbanisti, gli architetti e gli ingegneri, ci vorranno gli economisti, i legali, gli psicologi e gli antropologi che immaginino la città tenendo conto delle varie “scale etniche” differenti per i diversi quartieri. A titolo di storia, ricordiamo che Il problema venne discusso da un’abbondanza di specialisti già nel secondo Congresso di Delo del 1964, che giunse a conclusioni desolanti sull’inadeguatezza delle soluzioni e che si concluse con questa indicazione “La pianificazione, l’insegnamento e le ricerche non solo devono essere coordinati e finanziati dai governi, ma devono far parte dei lori impegni prioritari “. Parole ancora oggi disattese.

    Autore

    • Anna Maria Zanettin
      Anna Maria Zanettin

      Laureata a Roma alla Sapienza in Lettere, Specializzata in Archeologia Preistorica, Laureata in Architettura al Politecnico di Milano, lavora nella splendida cornice del Lago d’Iseo, dove da qualche anno ha avviato anche un’attività imprenditoriale nel Settore Turistico di Case Vacanza a Lovere (BG).

    congresso di Delo Giappone mondo arabo
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    L’animazione francese agli Oscar, fra Pronipoti del 3000 e un’infanzia in Giappone

    Aprile 20, 2026

    La costruzione del piano culturale

    Aprile 20, 2026

    Progettare e pianificare

    Marzo 19, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026260

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026173

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026139

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022124
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Racconti dalle strade del mondo
    Tempo lettura 8 min.

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Di Pietro RagniMaggio 4, 202624

    In questa VI puntata della nostra Giordania segreta, parliamo dei tragitti seguiti per…

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026

    Perché il cambio ai vertici nucleari ci riguarda tutti

    Maggio 4, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Maggio 4, 2026

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?